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* UN RESOCONTO DEL CONVEGNO PD: “IL FUTURO DI TUSCANIA. TRA TUTELA DEL TERRITORIO ED ENERGIE RINNOVABILI”

Pubblicato da Comitato 3T in Articoli Toscanella · 2/4/2012 18:50:20

Prevista a Tuscania  l’installazione  dell’ 83% della capacità  di impianti di energia rinnovabile nella Provincia di Viterbo: riflessioni e proposte per evitare la compromissione del territorio.
Il 24 marzo scorso si è tenuta presso la Sala Conferenze del Comune di Tuscania il Convegno organizzato dal Circolo PD di Tuscania dal Titolo "Il futuro di Tuscania. Tra Tutela del Territorio ed Energie Rinnovabili".

L’incontro è stato presentato dal consigliere comunale Serenella Pallottini e si è aperto con il lungo intervento del segretario del Circolo Pd di Tuscania, Luigi Pinacoli che ha voluto ringraziare le Associazioni che in questi ultimi tempi hanno tenuto alto l’interesse su questi temi.

Ha spiegato che non esiste un Piano Energetico Regionale  e che proprio la zona di Tuscania è a rischio di un grave impatto ambientale per i rilevanti progetti di impianti di energie rinnovabili dove moltissimi ettari di terra potranno essere tolti all’agricoltura compromettendo un ancora valido sistema agricolo e i beni storici e naturalistici. Se tale scenario dovesse realizzarsi ne pagherebbero le conseguenze in primis  le grandi  potenzialità turistiche del nostro paese. Per scongiurare tale grave manomissione del territorio, è necessaria  l’applicazione di vincoli, ai quali purtroppo, non si è ancora proceduto. Bisogna - ha sottolineato -  "mettere da parte le bandiere politiche e lavorare insieme" per riuscire a costruire un futuro migliore per Tuscania di quello che attualmente  incombe.  


Nell’ambito del progetto  di adeguamento dell’impianto di Compostaggio  di Tuscania, sembra sia prevista, insieme all’ampliamento della capacità produttiva dell’impianto, l’adeguamento alle migliori tecnologie (adeguamento B.A.T. -  Best Available Techniques) che dovrebbe risolvere il problema della puzza. Pinacoli, alludendo all‘importante aumento di quantità dei rifiuti umidi lavorati  (che quadruplicherebbero, passando dalle attuali 15.000 a 60.000 tonnellate di rifiuti di umido) auspica venga realizzata un’azione sia di monitoraggio costante per vigilare sul rispetto delle regole, sia  di garanzia  di qualche  beneficio  economico per Tuscania. Via Tarquinia, arteria principale del paese, sarà percorsa da un traffico aggiuntivo di TIR che trasporteranno i rifiuti, quindi sarà necessario tutelare i cittadini residenti a ridosso di tale via e le numerose attività commerciali lì presenti, proponendo per esempio di limitare la viabilità solo in alcune fasce orarie (durante la notte o al mattino presto).

Nel suo intervento, Pinacoli ha espresso l’opinione che  il Comune e la Provincia  abbiano fatto ben poco per salvaguardare Tuscania da queste problematiche e cita il Prof. Limone e il Coordinamento 3T –Tutela Territorio di Tuscania, che da tempo ha proposto l’adozione di una delibera quadro sia da parte del Comune che della Provincia.

In particolare ha rivolto la sua  stoccata   all’Assessore all’Ambiente della Provincia, Paolo Equitani, che malgrado sia anche intervenuto anche a Tuscania in un Consiglio Straordinario sulle rinnovabili il 17 Marzo 2011 non abbia sortito alcuna azione concreta per regolamentare la materia.

E’ seguita la ottima ed equilibrata presentazione, da parte dell’Ingegnere Ambientale Giulia Arcangeli, della situazione degli impianti rinnovabili con autorizzazioni o richieste di autorizzazione sul territorio di Tuscania. In sintesi gli impianti che riguardano Tuscania rappresentano il l’83% della capacità prevista nella Provincia di Viterbo. Se tutti gli impianti di energie rinnovabili autorizzati o richiesti sul territorio di Tuscania andassero a regime, nel  Comune di Tuscania si produrrebbe il 48% di tutto l’eolico e il 31% del fotovoltaico di tutta la Provincia di Viterbo. L’ingegnere dichiara che è necessario che l’Amministrazione locale riempia il vuoto lasciato dalla Regione, poiché è un dovere sociale salvaguardare dall’ inquinamento e al contempo tutelare il territorio. (vedi art. su Toscanella)

Nel dibattito che è seguito ha chiesto di parlare, Bruno Mancini rappresentante della Tuscia Ambiente. Ha ammesso che il problema della puzza effettivamente c’è, ma a suo avviso non sempre e comunque solo in alcuni momenti della giornata; ritiene di aver agito al meglio accentando la richiesta della Provincia di ricevere in Tuscania i rifiuti umidi anche di altri Comuni della Provincia stessa. Ha fatto altresì presente che il 28 Giugno 2011 ha firmato una convenzione con 11 enti per il suo impianto. Il Comune può verificare ogni cosa, avendo  il potere di fare i controlli quando vuole. Nel suo intervento ha poi preso di mira il Coordinamento 3T contestando le osservazioni che questo avrebbe fatto sull’impianto e facendo presente l’elevato investimento necessario (11 milioni) per l’adeguamento alle B.A.T. per eliminare il problema della puzza. Riguardo alla viabilità sostiene che il traffico aggiuntivo di  autotrasporto sarà di  "soli" 8 TIR al giorno  (questo dato sviluppa una stima di traffico pari a 2400 Tir all’anno da moltiplicarsi per due volte – n.d.r.) e che non tutti passeranno dal paese.  Ha dichiarato poi che per amore di Tuscania (e per sua libera scelta, non perché gli sia stato richiesto) è disposto a prendere gratuitamente i rifiuti umidi di Tuscania (quando si farà e se si farà, la raccolta differenziata n.d.r.). In questo caso l’energia prodotta dall’umido potrà anche essere data al Comune; si dichiara inoltre disposto a riparare la sorgente acquifera denominata, Fontanile delle Donne posta nelle immediate vicinanze dell’ impianto.  

Franco Ciccioli si è espresso solo riguardo la sottostazione Terna e spiega di  aver firmato contro la convenzione con Terna, come invece ha fatto il resto della sua  maggioranza in Amministrazione, perché non ha potuto leggere preventivamente la convenzione e la documentazione. Ha parlato di due varianti una dorsale in direzione di Pescara e una prevista quadruplicazione della stazione, ma purtroppo  confessa di non conoscere quale progetto ci sia alla base.

L’Assessore Stefano Maccarri, in rappresentanza del Sindaco, ha ringraziato il Circolo PD per l’interessante incontro organizzato e si è dichiarato favorevole alla protezione del territorio, informando di aver ha chiesto un tavolo tecnico in Provincia che si dovrebbe svolgere il 29 marzo prossimo.  Annuncia inoltre che ad Aprile ci sarà una conferenza dei servizi sul compostaggio e che il Comune sarà presente a tale importante tavolo per  chiedere una diminuzione della quantità di materiale che è previsto sia conferita all’impianto.  

Ha concluso i l convegno l’intervento del Consigliere Regionale , Giuseppe Parroncini del PD che informa di aver agito concretamente per frenare il dilagare incontrollato di impianti di energia alternativa sul territorio del nostro comune, avendo presentato a suo nome un’interrogazione al  Consiglio Regionale per sollecitare l’adozione da parte della Regione di un Piano Energetico Regionale che non esiste ancora ed è all’origine del boom del fotovoltaico nel Lazio in quanto non sottoposto a norme vincolanti.

Malgrado recentemente sia stata approvata dal Governo Monti una nuova normativa che di fatto tenta di frenare le grandi distese di ettari di fotovoltaico su terreno di pregio agricolo, il pericolo ancora sussiste perché grandi multinazionali, come ad esempio la americana Sunray, potrebbero ancora decidere di proseguire la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici anche in assenza, per le  suddette  avvenute  variazioni normative, dei famosi lauti incentivi statali. Parroncini ha chiamato fortemente in causa il Comune in quanto questo può incidere sull’ottenimento o meno delle autorizzazioni, partecipando attivamente alle Conferenze dei Servizi,

Staccini a questo proposito è intervenuto chiarendo che il mero parere politico non è vincolante e ha confessato le difficoltà e una certa impreparazione della politica a fronteggiare questa emergenza ambientale.



Parroncini
 nel concludere ha affermato che  altri Comuni sono  riusciti a tutelare i loro territori mentre quando non c’è un’azione da protagonista da parte dell’Amministrazione Locale altri soggetti hanno la possibilità di decidere le sorti del nostro territorio, già pesantemente danneggiato dalla presenza di numerosi elettrodotti e dalla crisi dell’Agricoltura. La vocazione   agricola  e turistico-culturale del nostro territorio va difesa a spada tratta come ha fatto la Val d’Orcia alla quale la nostra zona, per le sue elevate  caratteristiche  sia storiche che  naturalistiche, non è affatto inferiore.




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