• - MA QUANTI PUNTI ESCLAMATIVI….!!!!!! - Succede a Tuscania - Toscanella - 2019

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• - MA QUANTI PUNTI ESCLAMATIVI….!!!!!!

Pubblicato da in Renato Bagnoli ·
In via dell’Olivo ci sono strani oggetti che sembrano spuntati sull’asfalto. A prima vista sembrerebbero essere innocui e destinati a rimanere così come sono.
 


Personalmente ritengo che, se non potati opportunamente, questi possono crescere sino ad un’altezza di oltre 3 metri, come grandi punti esclamativi, e lentamente invadere come forme aliene la nostra città con conseguenze sconosciute ai più.
 


Il punto esclamativo, noto in passato anche come punto ammirativo, è uno dei diversi segni della punteggiatura usati nella scrittura e indica una pausa. Viene posto dopo un'esclamazione per segnalare un tono enfatizzante di sorpresa, forti sensazioni o grida. E’ il rifugio sicuro per chi non vuole trasmettere ostilità o per vedere l’altro come reagisce, come certe risate un po’ nervose e ambigue che si improvvisano alla fine di frasi molto serie per vedere l’effetto che fa.
 
C’è chi lo detesta e chi lo ama. Ugo Ojetti, scrittore e giornalista, scriveva Odio il punto esclamativo, questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce. Palo per impalare il buon senso, stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, subbia da ciabattini, siringa per morfinomani, asta della bestemmia, pugnalettaccio dell'enfasi, daga dell'iperbole, alabarda della retorica. Microbo aguzzo che, dove arriva, fa imputridire i cervelli e la ragione e rimbambisce gli adulti, acceca i veggenti, instupidisce i savi, indiavola i santi... Il punto esclamativo è il servo scemo dell'interiezione”.
 
Il Sole 24 Ore di oggi, inserto Nova n.170, ha pubblicato un'inchiesta di due pagine relativa a un recente esperimento che a prima vista potrebbe sembrare bizzarro, ma bizzarro non è, anzi ha delle possibili implicazioni pratiche su come comunichiamo.
 
 
Il ricercatore olandese Kees van den Bos ed i suoi colleghi hanno esposto 62 persone ad un punto esclamativo, visualizzato sullo schermo del PC. Un semplice punto esclamativo, alto 3 cm e largo mezzo cm, osservato sullo schermo per 1 minuto di tempo. Un altro gruppo di 62 persone osservava invece la stessa schermata, ma priva del punto esclamativo. Fatto ciò, i ricercatori raccontavano una storia alle persone, dove si chiedeva loro di immaginare di esser andati ad un concorso per un posto di lavoro. La storia proseguiva con tutti i dettagli delle prove a cui l’ipotetica azienda li aveva sottoposti e per alcuni si concludeva con un esito positivo, mentre per altri terminava con un esito negativo. A questo punto, si chiedeva alle persone di esprimere dei giudizi su quanto corretto fosse stato il comportamento dell’azienda. E qui arriva la sorpresa. Le persone che erano state esposte al punto esclamativo tendevano ad esprimere giudizi più estremi, nel bene o nel male, di quelle non esposte.
 
 
Per essere più sicuri, i ricercatori hanno anche ripetuto l’esperimento provando ad esporre un terzo gruppo di persone ad un punto esclamativo, mentre un quarto gruppo di persone veniva esposto ad un simbolo grafico non familiare, ottenuto semplicemente ruotando di 90° il segmento del punto esclamativo. E la anche storia è stata cambiata: ambientata in una casa dello studente invece che in una selezione aziendale. Ma i risultati non sono cambiati. Le persone che erano state esposte al punto esclamativo tendevano ad esprimere giudizi più estremi di quelle esposte al simbolo grafico non familiare.
 
 
I ricercatori ipotizzano che questa influenza del punto esclamativo sul comportamento sia dovuta al fatto che quel simbolo attivi parti del nostro cervello definite come “sistema d’allarme umano”, che utilizziamo per metterci in uno stato di maggior allerta dove rispondere velocemente agli eventi, focalizzando l’attenzione sull’identificazione di potenziali minacce ed esprimendo a tal fine giudizi positivi/negativi in modi più estremi.
 
Forse l’eccessiva esposizione a tutti questi punti mi ha reso così critico?
 
Ma soprattutto, cosa ci vogliono comunicare con tutti questi punti esclamativi collocati in giro per la città?

Ecco un video dei punti esclamativi a Tuscania:





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