Mauro Loreti - Succede a Tuscania - Toscanella - 2019

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• - ITALIA FEDERALE. di Mauro Loreti.

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Nel 1796, durante l’invasione francese, una commissione presieduta dal conte Pietro Verri filosofo, economista, storico, scrittore illuminista e barone di Rho, indisse un concorso organizzato dal Comune di Milano, sull’ordinamento della Repubblica italiana: “Quali dei governi liberi meglio convenga alla felicità dell’Italia”.
 
Il concorso ebbe molto successo e fu vinto da Melchiorre Gioia di Piacenza su altri 56. Egli sostenne che fosse necessario uno stato unitario in quanto più sicuro del confederato e perché poteva mettere in atto prontamente la  reazione agli invasori,  mentre la forma confederata era più lenta nel meccanismo della difesa : “La lentezza e la gelosia delle Repubbliche confederate invitano l’Italia ad unirsi in una sola Repubblica indivisibile.”
 
Il piemontese Giovanni Antonio Ranza scrisse: ”Siccome l’Italia è divisa da molti secoli in domini, costumi, dialetti ed interessi diversi, non è possibile darle una forma di Governo unica per tutti”. Proponeva quindi di dividere l’Italia in 11 Repubbliche con un Parlamento confederale ma con calma perché “il voler unire questi Stati è lo stesso che cercare il moto perpetuo o la pietra filosofale.”  
 
Riteneva che era il caso di adottare l’unità del governo federativo degli Stati Uniti d’America e dei cantoni Svizzeri cioè il federalismo, 11 stati liberi federati d’Italia:
 
  • la Repubblica ligure con Genova, i suoi stati e l’isola Capraia, Massa, Carrara ed il Bobbiese;
  • la Repubblica piemontese;
  • la Repubblica lombarda con i baliaggi svizzeri, i Grigioni, Modena, Reggio, Parma, Piacenza, Bergamo, Brescia, Crema, Verona;
  • la Repubblica d’Adria con Venezia, Istria e Friuli;
  • la Repubblica dell’Arno  con Toscana, Lucca, Piombino e l’Elba;
  • la Repubblica del Tevere con Roma e S. Marino; la Repubblica del Vesuvio con Napoli;
  • la Repubblica di Sicilia;
  • la Repubblica di Sardegna;
  • la Repubblica di Corsica
  • e la Repubblica di Malta.
 
La città di Pisa era prevista come sede del Congresso generale delle Repubbliche federali italiane. Aggiunse che la federazione elvetica “sussiste da cinque secoli“ e può tranquillizzare gli italiani.
 
Eustachio Delfini anch’egli piemontese osservò :
 
“Trovo necessario rimarcare che la Svizzera è divisa in tredici cantoni: sette cattolici, quattro protestanti e due misti, che formano insieme ciò che si chiama Repubblica.”
 
Giuseppe Fantuzzi scrisse che  “Una Repubblica affinché saviamente governata verrà distinta in 10 parziali repubbliche con 10 eguali Senati:
 
  • Alpina,
  • Liguriana,
  • Etrusca,
  • Lombarda,
  • Adriatica,
  • Bellica,
  • Ausonica,
  • Vesuviana,
  • Sillacarida,
  • Isorica
 
con le capitali :
 
  • Torino,
  • Genova,
  • Firenze,
  • Milano,
  • Venezia,
  • Bologna,
  • Roma ,
  • Napoli,
  • Palermo,
  • Cagliari”.
Il cremonese Vincenzo Lancetti  espose le sue idee sul carattere delle persone: ”Gli italiani hanno acuto intelletto, genio superiore, ingegni disposti a tutte le scienze, riescono a maraviglia nel maneggio di qualità di negozi, massimamente politici, sono industriosi, attenti, circospetti, accorti, hanno portamento grave, amano il fasto, la maniera di vivere è gentile e splendida, sono amorevoli, l’ospitalità è grandissima, stimano gli uomini, sono gelosi, alquanto vendicativi, facili alla rivalità, amanti di fare a lor modo.”



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