Verso la «signoria» degli Orsini. - Toscanella

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Verso la «signoria» degli Orsini.

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Il periodo comunale
 
 
VERSO LA «SIGNORIA» DEGLI ORSINI.

Al termine del mandato di Maffeo da Perugia (autunno 1270), l’ufficio di podestà fu ricoperto da Orso di Gentile Orsini, fratello del Card. Matteo Rosso e nipote dell’altro cardinale, Giangaetano, una tra le figure più rappresentative nella curia papale del tempo, l’anima di tutti i suoi parenti "Orsini". Egli, nel Patrimonio ed altrove, tentava quello che i Di Vico non erano stati ancora capaci di realizzare: la grandezza della propria famiglia.

Orso Orsini (1270-71), poi suo fratello Bertoldo (1272-73), poi di nuovo Orso (1274-1280), furono eletti ad ogni scadenza annuale podestà di Tuscania, ma in realtà divennero protagonisti della scena politica in vari centri del Patrimonio e in altri territori dello Stato Pontificio, soprattutto quando il card. Giangaetano divenne Papa Nicolò III (1277).

In campo architettonico, di Orso Orsini non è rimasto nulla (Tuscania non possiede alcun "palazzo Orsini", al contrario di altri centri del Viterbese); s’interessò invece a diversi documenti d’archivio, perché fece copiare tutti gli atti relativi alle sottomissioni dei castelli, rafforzando l’autorità del Comune, nel tener ben saldo ed unificato tutto il "distretto".
 
 
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