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● - TUSCIA, RIFUGI SEGRETI: MONTEBELLO E IL MAESTRO GIUSEPPE CESETTI. di Luciano Pasquini

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Dopo una mattinata trascorsa tra le gole dello “strozzavolpe” nei pressi si Ischia di Castro ad ammirare le stupende cascate, rinfrescati dal velo di pioggia che l’acqua solleva in un silenzio che amplifica lo scrosciare del fiume, dove la luce del sole, gioca sulla superficie del salto, fra le fronde ombrose degli alberi.
 
Trekking lungo le rive scavate nel tufo del fiume “Olpeta” a ridosso della città distrutta di Castro,  un luogo in cui le acque sono trasparenti e puoi vedere i pesci fuggire disturbati dal tuo arrivo. Attraversare il territorio della Tuscia che nella sua intensa bellezza Etrusca incanta il viaggiatore, per arrivare finalmente a Tuscania in località Montebello dove ci aspetta Giulietta Eutizi, figlia di Giuliana Cesetti una delle figlie del pittore Giuseppe Cesetti (1902- 1990), per farci conosce il luogo dove ha vissuto e lavorato per tanti anni suo nonno. La vista stupenda del paesaggio che si può ammirare da Montebello ti aiuta a intuire il legame profondo che ha unito l’artista al suo territorio.

 
Giulietta ci conduce alla scoperta della fattoria composta di numerosi locali un tempo adibiti a granaio, stalle, cantine, locali per  fattori e braccianti e la scuola, si perché Montebello all’epoca il borgo pullulava di vita. La veduta dei quadri ci fa apprezzare l’intimo legame con il territorio e  soprattutto l’amore per i cavalli, ereditato dal nonno Agostino, passione che rimarrà per tutta la vita. La visita si arricchisce di aneddoti  che  Giulietta ci racconta come quel curioso episodio del nonno, che da piccolo in sella al suo cavallo, una lunga canna di quelle che si trovano lungo i corsi dei fiumi, cavalcò fino  a Marta un paesino vicino, mettendo in agitazione tutta la famiglia.
 
Una lunga e intensa carriera di pittore e poeta apprezzato sia in Italia che in Francia dove visse per molti anni. A sedici anni lascia la famiglia ed inizia a girare per conoscere le bellezze del nostro paese imparando dai grandi maestri e affinando il suo talento naturale. Nel 1931 è nominato assistente di cattedra  di pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 1934 espone con successo alla Biennale di Venezia. Sempre in viaggio tra Parigi, Venezia e Cortina d’Ampezzo, che amava molto. Dal 1935 al 1937 soggiorna a Parigi dove entra a far parte  del mondo artistico e appassionante di quegli anni ed ha rapporti di amicizia con i pittori De Chirico, Filippo De Pisis, e lo scrittore commediografo Antonio Aniante.
 
Nel 1941 assume la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti a Venezia. A Parigi nel 1962 ha un importante incarico come Addetto Culturale presso l’Ambasciata Italiana, che gli valse in seguito la nomina di Cavaliere della Legion d’Onore. Tornava spesso a Tuscania nella sua casa di Montebello per rivedere la sua famiglia, specialmente ad agosto perché amava quella intensa luce estiva, che gli ricordava con struggente somiglianza la luce della Camargue.

 
A Saint-Marie de la Mer aveva un luogo intimo dove andava spesso a dipingere cavalli,  mucche e cavalieri al lavoro. Ebbe rapporti d’amicizia con i maggiori poeti del suo tempo da Cardarelli a Montale, Quasimodo ed Ungaretti. Voleva che Montebello diventasse il luogo dove raccogliere le sue opere più significative. La pinacoteca ora è allestita nei locali dove i bambini delle campagne andavano a scuola. L’idea, di conservare e far conoscere questo immenso patrimonio culturale e artistico della nostra terra, è di far tornare a vivere questo complesso rurale aprendolo a visitatori ad artisti e scuole, è sicuramente un progetto che va sostenuto. Difficile lasciare Montebello, la casa del pittore Giuseppe Cesetti, dopo una giornata così piena di emozioni, di incontri, e soprattutto di bellezza. Il tempo è volato via come un soffio di vento e di fronte a me si delinea quel quadro immaginario tratteggiato nel verso di una sua poesia.
 
Son mossi dal marino i ramoscelli – Campi ondulati fino in fondo al mare – Ove ha fine lo spazio di maremma – Poi cala il sole e cambia la canzone – E la  rugiada fa la nebbiolina.
 
Sono trascorsi trenta anni dalla sua morte del Maestro Cesetti,  ma la sua pittura etrusca, nella quale predominano i colori chiari e luminosi, è una contaminazione che lo fa sentire presente qui, adesso.
 
Un ringraziamento alle due abili accompagnatrici: Giulietta Eutizi e Anna Rita Properzi guida Aigae



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