La mietitura - Toscanella - Il blog dei tuscanesi

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La mietitura

Modi di vivere, tradizioni

LA MIETITURA

Nel mese di giugno, mentre il sole bruciava la terra, si mieteva il grano.
La mietitura veniva fatta in giugno, perché nei tempi passati la tecnica non era avanzata e non esistevano le macchine perfezionate e veloci come ai giorni nostri.

Gli operai andavano col padrone e venivano formate le squadre: Ogni squadra era formata da cinque operai: tre mietitori, il balzo e un legarino. La squadra si chiamava gavetta.

Alle cinque di mattina, cioè alle prime luci dell’lba, (Come diceva anche Teocrito: Incominciare la mietitura allor che l’llodola è desta, smettere quando essa dorme e darsi riposo al caldo) le gavette partivano, ognuna con il proprio padrone. Alcune gavette raggiungevano il campo a piedi e perché il tempo passasse più in fretta c’ra La Sbega de Braciola che aveva il compito di raccontare storie chilometriche che non finivano mai. Altre gavette raggiungevano i campi sul carro. Gli uomini lavoravano con una piccola falce la cui lama brillava al sole ed era l’nica fonte di sostentamento per l’peraio e per la sua famiglia.

La mattina co’ la luna
E la sera co’ le stelle,
Ce volete levà la pelle
Nun ve la volemo dà.

Tre mietitori partivano a scala, dietro veniva il balzo che intrecciava la mannella di spighe con le quali il legarino formava la gregna.

All’lba del giorno successivo, pel fresco, cioè la sera o la notte, se c’ra la luna, avveniva la raccolta delle gregne; a questi lavori partecipavano anche i ragazzi e le donne, perché i lavori non erano molto pesanti.

Il cordello era formato dalle gregne messe in modo compatto a forma di grandi mucchi. Il loro asse era rivolto verso Montefiascone, cioè verso Nord, perché se fosse tirato il vento di tramontana non avrebbe scompigliato le gregne. (Lo diceva anche Teocrito: A tramontana volgete il taglio dei vostri covoni o a ponente che così meglio se ne ingrassa la spiga.)

Dopo alcuni giorni le gregne venivano caricate su i carri: era il lavoro della carratura. Gli operai addetti a questo lavoro erano due: il carcarino e il carraro. Il carcarino lanciava le gregne al carraro e questi l’ccomodava sul carro. Quindi le gregne venivano portate in un grande spiazzo, l’ra, vicino ad un casale o in prossimità di grandi alberi per stare all'ombra nei turni di riposo. Qui avveniva la trebbiatura

 
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