● - PATTUMIERA O OCCASIONE DI SVILUPPO? di Renato Bagnoli - Succede a Tuscania - Toscanella - 2021

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● - PATTUMIERA O OCCASIONE DI SVILUPPO? di Renato Bagnoli

Pubblicato da in R. Bagnoli ·
Lo scorso 5 gennaio la società pubblica Sogin ha pubblicato l’elenco dei 67 siti dove potrebbero essere sistemati i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.
Immediatamente i nostri amministratori hanno convocato un Consiglio comunale ad hoc per manifestare la loro contrarietà alla disponibilità ad ospitare il deposito e il 12 febbraio hanno conferito l’incarico, del costo di 23.500 euro, per la predisposizione delle osservazioni da presentare alla Sogin nell’ambito del procedimento di consultazione pubblica.

Il territorio di Tuscania è interessato da un sito e da altri 3 in condivisione con alcuni comuni limitrofi.
Quanto segue è un estratto del sito che contiene tutti i documenti necessari alla consultazione pubblica
Il Deposito sarà costituito dalle strutture per il contenimento di circa 95.000 metri cubi di rifiuti radioattivi per un periodo di circa 300 anni.  

Insieme al Deposito sarà costruito il Parco Tecnologico, che si configurerà come un centro di eccellenza a livello internazionale nell’ambito della ricerca tecnologica e industriale sullo smantellamento degli impianti nucleari, sulla gestione dei rifiuti radioattivi, la radioprotezione e la salvaguardia ambientale
Le attività sviluppate al suo interno saranno in grado di attirare investimenti, pubblici e privati, sia per sostenere la ricerca sia per rappresentare un polo d’avanguardia nello sviluppo di nuove tecnologie, relazionandosi e coordinandosi con altri centri, compresi quelli universitari.
Il Deposito e il Parco Tecnologico occuperanno un’area di circa 150 ettari, di cui 40 dedicati al Parco e 110 al Deposito.

Saranno concordati con il territorio, che ospiterà la struttura, progetti di ricerca per favorire lo sviluppo economico e industriale dell’area.
La scelta di questi ultimi sarà oggetto di dibattito durante la consultazione pubblica e terrà conto delle vocazioni dei territori che manifesteranno il proprio interesse a ospitare il Deposito Nazionale.
L’avvio di una consultazione pubblica, indetta dopo la pubblicazione della proposta delle Aree ritenute Potenzialmente Idonee, culminerà in un Seminario Nazionale e l’espressione di manifestazioni d’interesse ad ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, da parte delle Regioni e degli Enti Locali delle aree idonee.

La realizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico determina benefici diretti e indiretti per le comunità locali, intesi non solo come misure compensative per l’occupazione di una porzione di territorio nel lungo periodo, ma anche come strumento di sviluppo per le comunità che partecipano alla realizzazione di un servizio essenziale per il Paese.

Come previsto dal D.lgs. 31/2010 Sogin, insieme alla pubblicazione della proposta dei siti ha elaborato una proposta di benefici occupazionali, alle persone, alle imprese e agli enti locali del territorio.
Si stima che nella fase di costruzione, della durata di quattro anni, i benefici occupazionali complessivi potranno superare le 4.000 unità l’anno. Nella fase di esercizio, della durata di 40 anni, l’occupazione diretta è stimata mediamente in circa 700 addetti che possono incrementare fino a circa 1.000 unità.

Come dimostrato da altre esperienze nazionali ed internazionali legate alla realizzazione di grandi opere, il valore aggiunto che il Parco Tecnologico porterà al territorio circostante va oltre i benefici diretti e occupazionali e rappresenta un’occasione di sviluppo a lungo termine. L’insediamento dell’infrastruttura infatti potrà comportare:
  • benefici derivanti dall’aumento delle attività economiche in funzione dell’adeguamento e del potenziamento delle infrastrutture (ad esempio mezzi di trasporto e vie di comunicazione) e dei servizi (rete idrica, gas, fognaria e connessione dati);
  • benefici derivanti dalla mera presenza dell’infrastruttura come ad esempio un significativo aumento della popolazione nell’area e, conseguentemente, del volume economico legato allo sviluppo di attività e servizi.

Tale proposta, in quanto elemento a corredo del progetto preliminare, sarà soggetta a consultazione pubblica e successivamente illustrata nel corso del seminario nazionale.
Una volta individuato il sito seguirà la fase di Costruzione. Durante questa fase è necessario che i territori che ospiteranno il deposito siano finanziati per gestire attività di informazione e coinvolgimento della popolazione, per effettuare verifiche indipendenti e per programmare lo sviluppo socio-economico del territorio stesso. In questa fase potrebbe essere erogata un’una-tantum indicativa calcolata come percentuale dell’investimento complessivo stimato in circa 900 milioni di euro distribuita ai vari enti territoriali interessati nelle misure proporzionali definite dalle norme vigenti.
Dopo il completamento dei trasporti dei rifiuti al Deposito, saranno quindi erogati circa 15 milioni di euro l’anno alle comunità locali.

La presenza di una rilevante infrastruttura quale il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico presuppone l’esistenza di un’adeguata rete di vie di comunicazione che consenta il transito sicuro a tutti gli autoveicoli adibiti al trasporto di materiale nucleare. La presenza tra i mezzi di trasporto di questi autoarticolati presuppone anche la costruzione o l’adeguamento di opere civili quali ponti, gallerie, ecc. al peso ed alle dimensioni del mezzo e del carico trasportato.

Nei benefici indiretti apportati dal Deposito va inclusa anche l’installazione delle reti dei servizi, in particolare la rete elettrica, idrica, gas, fognaria e telefonica, nonché il potenziamento di impianti già presenti sul territorio (come il trattamento di acque reflue, cabine elettriche o telefoniche/internet, ecc.).
Va infatti considerato che la realizzazione di una grande infrastruttura come il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, a partire dalla sua costruzione, porta con sé un significativo aumento della popolazione residente, dovuto al personale occupato stabilmente nell’infrastruttura stessa. Questo aumento della popolazione, costituito anche dagli eventuali nuclei familiari degli occupati, rappresenta una garanzia di maggiore volume economico complessivo nell’area, a beneficio di una vasta gamma di attività, compresa quella nel settore immobiliare.

Una volta terminato l’esercizio del DN e realizzata la copertura, inizierà la fase di Controllo Istituzionale, con una durata di 300 anni che prevede i servizi di sorveglianza e controllo del deposito, la ricerca e sviluppo nel Parco Tecnologico, i servizi generali. Per la quota relativa alla sorveglianza si stima un numero di circa 100 unità.

A titolo esemplificativo, il deposito finlandese di Olkiluoto accoglie fino a 20.000 visitatori annui.
Complessivamente nella proposta dei siti ritenuti potenzialmente idonei sono state individuate 67 aree di cui solo una verrà scelta come sito unico nazionale idoneo per ospitare il Deposito.

Dopo aver preso visione di tutta la documentazione mi sono reso conto che la consultazione serve ad individuare i comuni interessati ad ospitare il Deposito e a scartare quelli “poco accorti” che non sono disponibili.
Ma i nostri amministratori prima di schierarsi contro il deposito hanno preso visione della documentazione e della proposta allegata?

La crisi finanziaria globale del 2009 seguita dalla grave recessione generata dalla pandemia e le continue incognite relative al virus dovrebbero indurre i nostri amministratori a rivedere la loro idea di sviluppo economico e occupazionale del nostro territorio.
E’ un’occasione da prendere al volo o una pattumiera?.
Renato Bagnoli




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