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● - VIDEOSORVEGLIANZA E PRIVACY. di Renato Bagnoli

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Da diversi anni il nostro comune si è dotato di una tecnologia che permette di alzare il livello di sicurezza delle persone presenti nel territorio. Un sistema di videosorveglianza che si avvale di 21 telecamere.
 
Questa mattina il nostro sindaco ha informato coloro che seguono la sua pagina web della attivazione di altre 10 e conta di farne installare altre 25 per “evitare qualsiasi attività che non sia legale”.
 
Va da sé che le telecamere di videosorveglianza non possono evitare un reato ma filmarlo dopo che questo sia stato compiuto.
 
Ogni installazione di telecamere di videosorveglianza in luoghi, aperti o chiusi, frequentati dal pubblico, quali strade, piazze, negozi, centri commerciali, uffici o aziende è disciplinata da regolamenti e provvedimenti ai quali è bene attenersi al fine di evitare di ledere il diritto alla privacy dei cittadini e incorrere in sanzioni penali.
 
La disciplina attuale italiana per quanto riguarda la videosorveglianza fa riferimento al Provvedimento del Garante della Privacy del 2010.
 
Sono due gli adempimenti previsti dal Provvedimento: il primo riguarda l’area inquadrata dalla telecamera, il secondo l’informativa sulla privacy mediante il cartello “Area videosorvegliata”.
 
Il secondo adempimento riguarda il cartello che informa sul fatto che l’area in cui ci si trova è video sorvegliata.
 
Il cartello equivale a un’informativa breve sulla privacy e deve essere posto prima che si entri all’interno della zona soggetta a riprese video.
 
L’omessa sistemazione di cartelli conformi al GDPR, o che informano in ritardo, non mette il pubblico nelle condizioni di scegliere se dare il proprio consenso oppure negarlo, vale a dire se farsi riprendere oppure evitare di mettere piede in una area videosorvegliata.
 
Importante è anche la sua visibilità in ogni condizione di luce.
 
Un’informativa sulla privacy non tempestiva oppure poco visibile a causa del formato del cartello o per il suo posizionamento, espone al rischio di segnalazioni al Garante, con conseguenti sanzioni penali.
 
Basta fare un giro per la città e dintorni per rendersi conto che le riprese vengono effettuate in netto contrasto a quanto sopra esposto visto che non esiste neanche un cartello che informi i cittadini che stanno per entrare in un’area video controllata.
 
Con questo post non intendo criticare il sistema di sicurezza ma il fatto che, probabilmente, viene violata continuamente la privacy di cittadini e visitatori.
 
Renato Bagnoli



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