Terremoti - Toscanella - Il portale dei tuscanesi - Dott. Paolo Sensi

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Terremoti

I TERREMOTI

Il terremoto è un moto vibratorio del terreno che ha origine in un punto più o meno profondo della terra, chiamato ipocentro, da cui si sprigionano le onde sismiche o elastiche. Solitamente viene erroneamente denominato terremoto non una singola scossa ma il quadro complessivo delle scosse e dei loro effetti sull'uomo e sull'ambiente ( periodo sismico o sequenza sismica). L'intensità di un terremoto e la vastità degli effetti dipendono strettamente dalla profondità dell'ipocentro, dell'energia liberata e dalle caratteristiche geologiche dell'area interessata.


COME AVVENGONO

Le rocce che formano la crosta ed il mantello sono sottoposti continuamente a sforzi (sforzi tettonici) che sono il risultato dei movimenti reciproci delle grandi placche in cui è suddivisa la parte più superficiale della terra. Quando questi sforzi raggiungono il limite della resistenza offerta dalle rocce che formano la crosta, si viene a formare una frattura e si genera un terremoto. Talvolta, la frattura che origina il fenomeno sismico, si può manifestare in maniera visibile anche sulla superficie terrestre. Si vengono così a formare scalini e/o discontinuità topografiche che sono l'effetto in superficie del processo avvenuto in profondità.


ONDE SISMICHE

Inizialmente abbiamo detto che il terremoto è un moto vibratorio, quindi questo si propaga attraverso le onde. Per quanto concerne i sismi abbiamo due principali tipi di onde:
1.   ONDE LONGITUDINALI
Queste sono caratterizzate da un moto vibratorio del materiale nella direzione in cui si propagano, cioè viaggiano attraverso il materiale roccioso determinando una serie di compressioni e dilatazioni



2.   ONDE TRASVERSALI
Sono composte da un moto vibratorio del materiale elastico in direzione perpendicolare al moto di propagazione



COME SI MISURA

Per andare a misurare un terremoto generalmente vengono utilizzate la magnitudo e l'intensità che andiamo a spiegare qui di seguito:

MAGNITUDO
Definita nel 1935 da C.F.Richter è la misura oggettiva della quantità di energia elastica emessa durante un terremoto. Viene calcolata analizzando il tracciato delle onde sismiche registrate dai sismografi ed è espressa attraverso un numero puro.
Ogni unità di magnitudo corrisponde ad un incremento di trenta volte dell'energia emessa.
I terremoti percettibili dall'uomo hanno una magnitudine ci circa 2,5 mentre quelli che possono arrecare danni alle abitazioni e provocare vittime hanno solitamente una magnitudine superiore a 5,5.


INTENSITA'
Questo tipo di misura quantifica e classifica il terremoto basandosi esclusivamente sugli effetti provocati sull'ambiente, sulle cose e sull'uomo. Viene espressa con la scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) più nota come scala Mercalli, dal nome del sismologo italiano dell'inizio del secolo ha proposto una scala basata sugli effetti dei terremoti. In genere l'uomo avverte terremoti a partire dal III grado, i danni alle abitazioni si hanno dal VI all'VIII, mentre  a partire dal IX si possono avere crolli totali e stravolgimenti del paesaggio derivanti da deformazioni del suolo, frane ed alterazioni del regime idrico.





LA SISMICITA' IN ITALIA

La registrazione e l'analisi di un sisma consentono di mettere in relazione cause ed effetti dei terremoti in maniera tale da fornire notizie utili per prevenire futuri disastri. I terremoti si verificano generalmente in zone dette aree sismogenetiche dove si sono già osservati eventi in passato. La particolarità di queste aree è quella di essere zone di accumulo e di deformazione nell'ambito delle placche terrestri. Nella nostra nazione i terremoti più significativi avvengono lungo la fascia degli Appennini centro meridionali, in Sicilia e nelle Alpi Settentrionali come si può notare dalla figura 3. Non è escluso che terremoti non forti possono verificarsi anche ion zone dove storicamente non si è riscontrata una sismicità di rilievo.
Molto interessante è andare a vedere la ripetitività dell'evento. Infatti se andiamo ad analizzare la fig 3 , rappresentante i principali terremoti che sono avvenuti tra il 1975 ed il 1999, con la fig 4, raffigurante la massima intensità macrosismatica, si può notare che la distribuzione dei terremoti recenti ricalca molto da vicino la distribuzione dei massimi valori di intensità osservati nel passato.


I PIU' FORTI TERREMOTI ITALIANI DEL SECOLO SCORSO





CARTA SISMICA DELLA PROVINCIA DI VITERBO

Al fine di poter incrementare la sicurezza antisismica si è andati a classificare dal punto di vista sismico il territorio nazionale. La tragedia di S.Giuliano di Puglia ha messo alla luce che le classificazioni regionali fino ad allora prese in considerazione erano inadeguate alla reale sensibilità del territorio nazionale ai terremoti. Per quanto riguarda la nostra regione la nuova carta era già in elaborazione dal 2002 ma è stata completata ed approvata con DGR del 1/08/2003.
La carta va a classificare i vari comuni in 4 zone sismiche:



Si può vedere che tra le due classificazioni (riportate qui di seguito) non ci sono comuni in provincia appartenenti alla zona 1, ossia quella a rischio più elevato. Alcuni inserimenti sono stati fatti per quanto riguarda la zona 2 mentre nella zona 3 sono stati inseriti tutti gli altri comuni della nostra provincia ad eccezione del comune di Montalto di Castro che è stato inserito nella zona 4.
La progettazione con criteri anti sismici è obbligatoria nei comuni appartenenti alla zone sismiche 1,2 e 3.



TUSCANIA

Il nostro paese, nella carta redatta nel 1984, in zona 4; con la riclassificazione di cui parlavamo precedentemente avvenuta nel 2003 è passata in zona 3 insieme alla maggior parte dei comuni della provincia. Quanto appena detto è verificabile dalla comparazione delle carte inerenti alle due classificazioni riguardante il territorio del Comune di Tuscania.

   


L'EVENTO DEL 6 FEBBRAIO 1971

Prima di analizzare l'evento che ha colpito Tuscania nel 1971 dobbiamo andare a spiegare il significato di alcuni termini che verranno utilizzati in quanto non potrebbero essere familiari ad alcuni lettori.
Quando parliamo di faglia intendiamo è una frattura o una serie di fratture della crosta terrestre. Queste, posso essere anche visibili sulla superficie terrestre in quanto formano scalini e/o discontinuità topografiche. Lo spostamento sia verticale che orizzontale di queste fratture provoca i terremoti.




La faglia dopo l'avvento di un terremoto può avere 3 posizioni principali:

1.   SENZA DEFORMAZIONE

2.   PROGRESSIVA DEFORMAZIONE


3.   SPOSTAMENTO PERMANENTE

La caldera è una depressione a fondo piatto e pareti ripide derivante dal collasso della camera magmatica ormai svuotata e non più capace di sostenere il proprio tetto. Lo svuotamento della camera magmatica, sita a chilometri di profondità, è causato dall'espulsione di grandi volumi di magma in seguito ad un evento eruttivo.




Il giorno 6 febbraio alle ore 19:09 i sismografi dell'Osservatorio Nazionale di Geofisica registrarono una scossa sismica. L'analisi del tracciato rilevò una magnitudo pari a 5,2 gradi della scala Richter pari a circa l'ottavo grado della scala Mercalli con ipocentro a bassa profondità e quindi molto dannoso nella zona prossima all'epicentro. Lo stesso giorno alle ore 21:20, fu registrata una seconda scossa con magnitudo 4,3 pari al sesto grado della scala Mercalli.
Il terremoto del 1971  fu dovuto ad un movimento della faglia (primo sisma) che parte dal nord del lago di Bracciano e procedendo verso settentrione passa nelle immediate vicinanze di Tuscania, a cui si associò un cedimento della camera magmatica sotterranea (secondo sisma) presente in profondità proprio al di sotto del centro storico che causò la formazione di una caldera.
Le prove riguardanti la faglia non sono visibili facilmente in quanto questa "spaccatura" del terreno è sita in profondità. Per quanto riguarda la caldera possiamo notare, da una analisi delle rocce visibili, la colata lavica su cui poggia il centro storico di Tuscania. Questa è composta da magma che fuoriuscì dal bacino magmatico sotterraneo e che andò a creare i presupposti per il fenomeno geologico della caldera di cui ho parlato precedentemente. La caldera, causa del secondo sisma, si venne a creare in seguito alla scossa delle 19:09 provocando gravi danni alle strutture ormai destabilizzate dall'evento precedente.




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