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No agli OGM in agricoltura

NO AGLI OGM IN AGRICOLTURA
di Paolo Sensi

Visto il dibattito presente sulla stampa in questi giorni relativo agli OGM in agricoltura, mi sembra giusto prendere una posizione ben precisa su questo argomento che tocca tutti i cittadini. Io esprimo un NO deciso agli OGM in agricoltura ottenuti con la tecnica del DNA ricombinante. Il mio rifiuto verso gli OGM riguarda la tutela della salute di tutti i cittadini ed il rispetto della natura che ci circonda. Prima di motivare il mio NO vorrei fare una breve premessa per far capire a tutti cosa sono gli OGM visto che molto spesso la stampa ed in mezzi di informazione tralasciano questo fondamentale aspetto dando per scontato che tutte le persone sanno cosa sono. L’Organismo Geneticamente Modificato (O.G.M.) è un essere  vivente  al quale tramite ingegneria genetica si è andati a modificare il patrimonio genetico attraverso l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica di elementi  genici . Non sono da considerare OGM tutti quegli organismi il cui patrimonio genetico viene modificato a seguito di processi spontanei.

Il mio NO è motivato da:
ASPETTO MORALE:  Le multinazionali produttrici di OGM per l’agroindustria, se brevettano il loro prodotto vegetale, potrebbero successivamente chiedere il pagamento dei diritti d’uso agli utilizzatori di quella pianta. Visto che tutti i semi OGM sono ibridi e che quindi non posso essere riutilizzati ogni anno, tutte le aziende agricole in qualsiasi parte del mondo dovrebbero comprare nuovi semi. Tale effetto deriva dal fatto che la brevettabilità degli organismi viventi è autorizzata da un accordo che considera il vivente come un’invenzione dell’ingegno umano.
ASPETTI AMBIENTALI : L’uso dell’OGM ad oggi è stato ritenuto accettabile ma questo è stato quasi sempre utilizzato in laboratorio e quindi su piccola scala ed in condizioni ambientali circoscritte. Il discorso cambia se si va a considerare l’applicazione di questi piante agrarie OGM quando vengono coltivate in siti all’aperto. Un OGM immesso in un ambiente naturale è difficilissimo da controllare e diventa quasi impossibile porre rimedio a contaminazioni accidentali. Un esempio di quanto sopra ho affermato può essere rappresentato dal seguente classico esempio: in pieno campo nessuno può fermare il polline prodotto dalle piante modificate, che può viaggiare anche per chilometri e fecondare altre piante della stessa specie e produrre così nuovi semi. Le nuove piante porteranno nei loro DNA anche i geni del donatore ingegnerizzato. Di conseguenza, come spesso accade, il gene introdotto sviluppa la resistenza agli erbicidi, e così si avranno piante indesiderate resistenti a quell’erbicida specifico. In ambienti come il nostro in cui abbiamo molte piante agrarie i pollini troveranno molte varietà e specie affini e andranno a produrre un inquinamento genetico ineliminabile per sempre. Ma il problema non sussiste solo per le piante il cui polline si disperde ma interessa tutte le specie. Alcuni studi infatti hanno dimostrato che dopo il raccolto di piante OGM i geni introdotti erano presenti nel DNA dei batteri presenti nel terreno. Un esempio: il DNA di alcune piante che è stato accoppiato con geni che donano la resistenza ad un antibiotico è stato assorbito dalle radici decomposte che è poi passato nel DNA della flora batterica che ha acquisito le stesse caratteristiche date alla piante compresa la resistenza all’antibiotico. Quanto sopra detto andrebbe a variare l’equilibrio pianta-microrganismo-funghi-animali che si sono sviluppati in millenni producendo un inquinamento degli ecosistemi permanente e che si rifletterebbe sulle catene alimentari apportando cambiamenti inaspettati.
Altro problema ambientale è l’insorgere di insetti resistenti. Infatti le piante OGM insetto-resistenti andrebbero ad esercitare una selezione sugli insetti andando così ad accelerare l’insorgere di ceppi resistenti capaci di devastare in pochi anni le monoculture geneticamente modificate.
ASPETTO MEDICO:  I nuovi geni introdotti con gli OGM rappresentano nuove fonti di allergie reali e potenziali. Per esempio la proteina BT presente nel mais, nel cotone e in altri OGM è un noto allergene di media pericolosità. Tuttavia la creazione di nuovi cromosomi a caso indotta dalla tecnica del DNA ricombinante, può apportare alcune micro variazioni in una proteina fino ad oggi innocua. Tale proteina potrebbe trasformarsi in un nuovo allergene la cui pericolosità non può ancora essere stata studiata.
Dal punto di vista medico è importante sottolineare che sono stati compiuti e pubblicati studi in cui vengono evidenziati su cavie da laboratorio alimentate con mangimi OGM l’insorgere, dopo breve tempo, delle sequenze del DNA mutato dei mangimi nei tessuti della milza, del fegato e dei reni. Inoltre altri studi affermano che le cavie alimentate con OGM evidenziano tumori e malattie del sangue in misura molto maggiore rispetto alla normalità.

A quanto sopra detto va aggiunto che ad oggi molti studi economici non hanno evidenziato una particolare superiorità economica tra i ricavi derivanti tra colture con piante OGM e quelle convenzionali e biologiche.

Paolo Sensi





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