La pineta - Toscanella - Il portale dei tuscanesi - Dott. Paolo Sensi

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La pineta

LA PINETA DI TUSCANIA E LE SUCCESSIONI ECOLOGICHE

Ultimamente mi è capitato di passare vicino alla pineta a ridosso della macchia comunale ed ho notato con gran dispiacere lo stato in cui verte dopo i lavori che vi sono stati effettuati negli ultimi tempi. Infatti, gli alberi rimasti in piedi, dopo il passaggio dei tagliatori, stanno cadendo o si sono seccati . Questo stato critico è dovuto, a mio parere, ad una non corretta gestione del sito per i motivi che vado a spiegare.

Quando un appezzamento di foresta viene abbattuto sia da cause naturali che antropiche (dall’uomo) le parcelle circostanti si vengono a trovare ad essere esposte all’azione dei fattori meteorici come il vento ed il gelo. Inoltre, questo abbattimento è causa anche di una debilitazione degli alberi che diventano così facilmente preda di infestazioni parassitarie. A questo punto, malattie fungine o l’attacco di vari insetti, possono provocare gravi danni ed in un lasso di tempo abbastanza breve (2-3 anni) ed essere causa della morte di migliaia di alberi. La successiva ripresa vegetativa avviene solitamente ad opera delle piante giovani esistenti sulla superficie presa in esame. Nel caso, però, in cui il materiale legnoso venga asportato sia per cause naturali (alluvioni,incendi) sia ad opera dell’uomo come in questo caso, l’ambiente subirà profonde modificazioni.

La pineta in esame, ha subito un drastico diradamento che ha esportato numerosi esemplari facendo si che il sito preso in esame è venuto a trovarsi nella condizione sopra descritta. Possiamo facilmente notare che:

Gli alberi più esterni della zona (specialmente quelli a nord) sono stati abbattuti dal vento di tramontana (che soffia con maggiore intensità sul nostro territorio) in quanto non avevano più la stabilità che avevano precedentemente allo stato critico;
Gli alberi siti nelle zone più interne sono state vittime prima di malattie e parassiti che li anno uccisi ed in seguito abbattuti dai venti e dagli altri eventi meteorici che facilmente li hanno potuti raggiungere.
La situazione di criticità che si è venuta a creare ha compromesso il sito non solo dal punto di vista vegetale ma anche da quello animale. Infatti l’ambiente era popolato da diverse specie animali che vi avevano nidificato o creato le loro tane. Con il taglio e la successiva asportazione dei vari esemplari di pino sono venuti meno questi ecosistemi e quindi si è andato a interagire negativamente con la fauna.

ORA COSA SUCCEDERA’?

Nei prossimi anni vedremo, se non influiranno altri fattori antropici, il verificarsi del fenomeno ecologico delle successioni. Infatti mediante questo processo, che consiste nella modifica delle condizioni di crescita e della composizione di specie in modo tale da sostituire la comunità preesistente  con una più complessa, si avrà un ritorno all’ambiente che si aveva nella zona prima dell’impianto dei pini. Un esempio di quanto sopra detto si può avere dall’area attigua a quella esaminata dove, dopo molti anni dal totale espianto della pineta, si sta ritornando pian piano allo stato di macchia naturale caratteristico della zona.



TIPI DI SUCCESSIONI

Per quanto concerne le successioni dobbiamo andare a specificare se si tratta di una successione primaria o secondaria in quanto questi due processi avvengono in modo ben distinto che di seguito esaminiamo.

Successione Primaria

Si ha quando l’insediamo e lo sviluppo della comunità si realizza in abitata neoformati e quindi mai colonizzati precedentemente. Esempi di questi siti sono le dune di sabbia, le colate laviche, le rocce denudate dall’erosione o scoperte in seguito a ritiro dei ghiaccia. Solitamente la specie colonizzatrice per eccellenza è quella lichenica in quanto è la più adatta alla formazione del terreno. Da sottolineare è che le successioni primarie si possono osservare soltanto raramente e comunque richiedono tempi lunghi, misurabili in secoli, e che quindi superano di molto ogni possibilità di studio diretto.

Successione Secondaria

La possiamo osservare quando la comunità si sviluppa in habitat già colonizzati, ma in cui la vegetazione è scomparsa in seguito a gravi pertubazioni. Esempi di queste pertubazioni sono gli uragani, gli incendi, il disboscamento, la messa a coltura dei suoli, ecc. Questo tipo di successione, al contrario di quella vista precedentemente, avviene in tempi più brevi, in quanto inizia su suoli gia formati in cui non è necessario attendere il completamento dei processi pedogenici (preparativi del suolo).

Questo tipo di successione è quella di cui parlavamo inizialmente e che andrà ad interessare la pineta di Tuscania.

PERCHE’ AVVENGONO LE SUCCESSIONI

Le successioni hanno come finalità l’utilizzazione ottimale delle risorse disponibili del sito. In questa fase la crescita del sistema viene piano piano a cessare e la materia organica, prodotta attraverso il processo della fotosintesi, è trasferita al terreno o ai consumatori. Il sistema viene dunque a trovarsi in una condizione stazionaria e non è in grado di crescere ulteriormente, quindi rimarrà nelle medesime condizioni con le sole variazioni derivanti da fluttuazioni casuali. Lo stato sopra descritto è detto climax ed è una condizione molto difficile da osservare in natura in quanto si hanno vari fattori destabilizzatori derivanti sia da processi naturali sia da influenze umane. Solitamente la velocità di variazione della successione diminuisce fino al punto da diventare impercettibile per un osservatore umano.

Le successioni delle coltura abbandonate impiegherebbero 100-300 anni per raggiungere un climax, ma in questo intervallo di tempo la probabilità di un evento calamitoso come incendi o uragani è tanto alta che il processo di successione non può procedere fino al completamento



LA MIA IDEA


Il sito esaminato può essere trasformato in breve tempo in un’area dove poter effettuare pic nic, escursioni, passeggiate a contatto con la natura, sport e lezioni pratiche di educazione ambientale sul modello della Pinetina dei Monti Cimini a Viterbo. I lavori, non di costo eccessivo, consisterebbero nella creazione di viottoli in terra battuta, in maniera da avere il minor impatto ambientale, e di piazzole di ristoro con tavoli e panche in legno per dare l’opportunità ai frequentatori di poter effettuare scampagnate o pause immerse nel verde e nella tranquillità tipica del luogo. La struttura così formata  potrebbe anche inglobare l’area del Pratino che andrebbe ad assumere un ruolo importante non solo in occasionali eventi ma durante tutto l’anno.

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