L'eternit - Toscanella - Il portale dei tuscanesi - Dott. Paolo Sensi

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L'eternit


UN PO DI STORIA

L'Eternit deriva dal latino aeternitas (eternità) e fu ideato nel 1901 da Ludwig Hatschek, ma solo nel 1903 con l'apertura della fabbrica SCHWEIZEREISCHE ETERNITWERKE AG presso Nierderurnen si inizia a produrre su larga scala. In breve tempo questo materiale diventa popolarissimo e nel 1911 la produzione di lastre e tegole sfrutta tutta la capacità produttiva della fabbrica. Da li a pochi anni con questo materiale vengono costruite fioriere (1915), tubi (1928) che verranno utilizzati negli acquedotti fino agli anni settanta e lastre ondulate (1933) molto utilizzate per la copertura di tetti e capannoni. Negli anni 40 l'eternit viene anche utilizzato per la costruzione di parti o di oggetti di uso quotidiano. Il declino di questo materiale inizia nel 1984, quando le fibre di asbesto vengono pian piano sostituite con altre fibre non cancerogene fino al 1994, quando l'ultimo tubo contenente asbesto lascia la fabbrica. Benchè dagli studi effettuati negli anni 70 si riscontrò che questo materiale provocava una forma di cancro (mesotelioma pleurico), a Casale Monferrato (dove si contano più di 1000 morti per esposizione da amianto) Eternit e Fibronit continuarono a produrre manufatti fino al 1986.


COSA E' L'ETERNIT
L'eternit o cementoamianto è il nome commerciale di un impasto di amianto (o asbesto) tritato e cemento. In greco la parola Amianto significa immacolato e incorruttibile e Asbesto, che di fatto è equiparato ad amianto, significa perpetuo e inestinguibile. L'amianto, chiamato perciò anche indifferentemente asbesto, in  natura lo troviamo in una struttura microcristallina ed con aspetto fibroso. Le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili, infatti se in un centimetro lineare è possibile  disporre affiancati 250 capelli, oppure 500 fibre di lana, oppure 1.300 fibre di nylon è anche possibile disporre ben 335.000 fibre di amianto. La struttura fibrosa gli conferisce sia una notevole resistenza meccanica sia un'alta flessibilità, inoltre è resiste al fuoco, al calore, all'azione di agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura (termica e meccanica). E' facilmente filabile ed è dotato inoltre di proprietà fonoassorbenti e termoisolanti. Infine l'amianto ha la capacità di legarsi facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC). Date le caratteristiche sopra citate si può affermare che l'amianto è un minerale praticamente indistruttibile, non infiammabile, molto resistente all'attacco degli acidi, flessibile, resistente alla trazione, dotato di buone capacità assorbenti e facilmente friabile.

DANNI ALLA SALUTE

Toccare una roccia che contiene amianto non è dannoso alla salute in quanto questo non può essere assorbito dall'organismo attraverso la pelle. Molto pericoloso è il contatto con l'eternit, che come dicevamo, è composto da amianto triturato.
Il toccare grandi quantità di fibre e quindi di amianto può provocare sulla pelle una leggera irritazione caratterizzata da una sensazione di "punzecchiamento" e prurito. Ciò è dovuta alla forma fibrosa dell'amianto, tipica per altro, di molte fibre anche non dannose alla salute, come ad es. le fibre di vetro. Ma il rischio per la salute si ha quando negli ambienti di lavoro e vita, le fibre di cui è costituito l'eternit, restano sospese nell'aria in occasione di una frantumazione del materiale dovuta ad usura, a vibrazioni, a correnti d'aria, ed a urti. Le fibre di amianto triturate nell'eternit sono come una sorta di finissimi spilli che, una volta respirati, si fissano negli alveoli polmonari e possono procurare cancro ai polmoni e mesotelioni quindi l'ESPOSIZIONE A QUALUNQUE TIPO DI FIBRA ED A QUALUNQUE GRADO DI CONCENTRAZIONE DI AMIANTO IN ARIA VA PERTANTO EVITATA (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986)
Le fibre e le particelle di piccole dimensioni di amianto liberate dall'eternit possono rimanere sospese in aria per lungo tempo ed essere trasportate dal vento e dall'acqua per grandi distanze prima di depositarsi. Particelle di dimensioni maggiori tendono a depositarsi più rapidamente. A differenza di altri inquinanti (per es. pesticidi o idrocarburi), le fibre di amianto non possono spostarsi all'interno del suolo e non essendo solubile in acqua non va in contro a processi di degradazione, per questo una volta disperso nell'ambiente, tenderà a rimanervi, pressoché inalterato per tempi molto lunghi.

CONSIGLI

Per i pezzi di amianto con superficie inferiore a 30/40 mq e con un peso al di sotto dei 450 kg, si può procedere alla rimozione da soli, e conferire il materiale all'azienda locale che gestisce lo smaltimento (assolutamente vietato usare il bidone della spazzatura!!). Per effettuarla in modo corretto per la salvaguardia della salute e dell'ambiente, occorre tuttavia usare i seguenti accorgimenti:
1) Indossare una tuta "usa e getta" con copricapo, una maschera per polveri , guanti usa e getta e scarpe antiscivolo (si possono acquistare questi articoli presso negozi di vernici, ferramenta ed articoli per infortunistica e sicurezza).
2) Riempire una pompa manuale a bassa pressione (es. quella per spruzzare gli antiparassitari nell'orto) con acqua aggiungendo qualche goccia di colorante a tinta vivace (es: rosso, blu) per evidenziare le zone trattate. Spruzzare i materiali contenenti amianto con tale soluzione.
3) Rimuovere i materiali spruzzati facendo attenzione a non romperli o danneggiarli, per evitare la dispersione di fibre di amianto.
4) Depositare i materiali contenenti amianto su un pallet di legno, rivestire con un telo di plastica e sigillare con nastro adesivo da pacchi.
5) Pulire l'area di lavoro.
Per evitare la dispersione di residui e polveri contenenti amianto, anche i teli di plastica utilizzati durante i lavori andranno irrorati con le stesse sostanze impregnanti prima di essere rimossi, dopodiché, dovranno essere ripiegati, insaccati ed uniti al materiale da smaltire.
Tutte le superfici dell'area di lavoro, compresi i mobili e gli attrezzi utilizzati, andranno accuratamente pulite ad umido.
Nel caso di lavori in esterno, il terreno dovrà essere pulito accuratamente da eventuali residui di cemento-amianto.
Durante tutte le operazioni non si deve fumare né mangiare.
Inoltre, nel caso in cui i materiali friabili abbiano portato alla creazione di cumuli di fibre o residui filamentosi di amianto nelle grondaie o su altre superfici, è necessario rimuoverli, inumidendoli con acqua fino ad ottenere una poltiglia, che deve essere raccolta con delle spatole all'interno di contenitori a perdere o insaccata in sacchi di plastica a doppio telo (e fermato con nastro adesivo resistente).
In tutte le operazioni sopra descritte vanno adottate tutte le cautele antinfortunistiche necessarie: ad esempio, usare scale a norme di legge, non andare su coperture non portanti, prive di parapetto, ecc.


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