Il Radon - Toscanella - Il portale dei tuscanesi - Dott. Paolo Sensi

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Il Radon

COSA E' IL RADON

Il Radon ( Rn) è ha la caratteristica di essere un gas incolore, inodore, molto volatile e di essere radiattivo. Lo possiamo riscontrare ovunque in quanto deriva dall' Uranio che è molto presente in natura. Del Radon conosciamo ben 26 isotopi (tipi), di cui tre sono i principali e soltanto uno, denominato Radon 222 viene studiato nelle nostre ricerche. L'interesse verso questo tipo di isotopo deriva dal fatto che il Radon 222 ha un tempo di dimezzamento (presenza in natura) sufficientemente lungo (3,8 giorni) da consentire il rilascio dal suolo e dalle rocce, dove si è generato.
Questo gas si diffonde dal suolo e dall'acqua. Le sue concentrazioni sono basse negli spazi aperti in quanto è diluito dalle correnti d'aria, mentre possono raggiungere, a causa dell'accumulo, valori molto elevati negli ambienti chiusi, come per esempio  nelle abitazioni.
Il radon viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre come lave e plutonici (Basalti, Graniti, Trachiti,Sieniti ,Porfidi, ecc.), e particolarmente da tufi (Peperino), pozzolane, ecc.
Generalmente la via che percorre per giungere all'interno degli edifici è rappresentata da fessure e piccoli fori presenti nelle cantine e nei piani seminterrati e direttamente dalle emissioni dei materiali edili
Nel Sistema Internazionale l'unità di misura della radioattività è il Bq/m3 (Bequerel al metro cubo) che corrisponde al numero di disintegrazioni nucleari per ogni secondo per ogni metro cubo di aria. In pratica una concentrazione di 400 Bq/m3 vuol dire che vengono emesse 400 radiazioni ogni secondo, in ogni metro cubo di aria.

SORGENTI
I rischi per la salute pubblica per quanto riguarda il radon quindi, sono essenzialmente correlati all'esposizione a questo gas nelle abitazioni.
Le principali fonti di radon sono :

  • IL SUOLO


Parecchi suoli contengono naturalmente quantità variabili di uranio, da cui, come detto dipende l'intensità di Radon rilasciata. Il Radon si diffonde attraverso i pori e le spaccature, trasportato dall'aria o dall'acqua.
Nel caso di un terreno ghiaioso o ricco di fessurazioni avremmo che il gas Radon si muove con facilità attraverso gli strati rocciosi, mentre incontrerà una notevole resistenza al passaggio nel caso ci troviamo in presenza di strati argillosi ricchi di acqua.       

  • MATERIALI DA COSTRUZIONE

I materiali da costruzione possono emettere radon in quantità variabile ed a volte molto elevate. Rocce come i graniti ed i porfidi, usate come pietre ornamentali o come materiali da costruzione, possono presentare livelli di radon molto elevati. Nella tabella , qui di seguito riportata, si può notare oltre al tipo di roccia usata come pietra ornamentale e/o materiale da costruzione, la sua provenienza ed il contenuto di Radon.





Si può vedere che la maggior parte di queste rocce sono presenti sia nelle nostre abitazioni sia sui luoghi di lavori e di conseguenza siamo costantemente sottoposti agli effetti derivanti da questi radionuclidi.
In Italia, alcuni materiali di uso locale, come i tufi e la pozzolana utilizzati comunemente nell'edilizia della regione Campania e nell'alto Lazio (Tuscania ne è un esempio), possono presentare valori di radioattività nettamente più elevati di altri materiali di largo impiego come laterizi, gessi naturali ed alcuni tipi di cemento. Bisogna sottolineare, inoltre, che l'impiego di alcuni sottoprodotti derivanti dagli additivi per i materiali da costruzione possono aumentare il contributo radioattivo come per esempio la pozzolana nei cementi.

  • ACQUA

Il radon è moderatamente solubile in acqua. Pertanto può essere presente in quelle acque che scorrono tra le rocce e le sabbie. Come si può dedurre, l'acqua costituisce un veicolo molto efficace per il trasporto del Radon e, quindi, l'esposizione causata da questo gas presente nell'acqua è un fenomeno da non sottovalutare.


EFFETTI SULLA SALUTE


I dati derivanti dagli studi effettuati sui membri della popolazione di entrambi i sessi e di tutte le età, effettuati nell'ultimo decennio hanno dimostrato che l'inalazione del radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore polmonare, tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) attraverso l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il radon nel GRUPPO 1 in cui sono elencate le 75 sostanze fino ad oggi classificate cancerogene per l'uomo.
In seguito la Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) ha sottolineato la vastità del problema per la salute pubblica e sulla pubblicazione numero 65 del 1993 formulando delle specifiche raccomandazioni.
Uno tra i più recenti ed autorevoli studi americani di valutazione della stima dell'incidenza di tumori polmonari eseguito dal National of Science Americano (NAS) ha confermato che il radon rappresenta, dopo il fumo, la seconda causa di morte per tumore polmonare (esso contribuisce  all'incirca al 10 % dei tumori polmonari). Nella tabella  possiamo vedere quanto sopra affermato dalla ricerca della NAS. Bisogna notare che, per quanto riguarda i valori medi di stime riportati in questa tabella , possono avere dei margini di errore. Ad esempio negli USA la stima media di 15000 tumori polmonari attribuiti al radon potrebbe derivare da un valore compreso tra 7000 e 30000.




E' da sottolineare che nella valutazione degli effetti sanitari è molto importante tenere in considerazione l'effetto del fumo di tabacco. Infatti, come provato dagli studi del dottor Kerr nel 1988, esiste una sinergia tra radon e fumo di tabacco. Come si può vedere nella tabella riportata qua sotto, derivante da una ricerca effettuata dalla National Academy of Science, il radon ha maggiore possibilità di causare il tumore polmonare tra i fumatori che tra i non fumatori.



Stima del numero di decessi per tumore polmonare negli Stati Uniti  attribuito alla esposizione ai figli di radon


Non esiste una concentrazione "sicura" al di sotto della quale la probabilità di contrarre il tumore è nulla, tuttavia molte organizzazioni scientifiche come l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la Comunità Europea e singoli Paesi hanno fissato dei livelli di riferimento per le abitazioni  e per gli ambienti di lavoro al di sotto dei quali ritengono il rischio accettabile. Centinaia di migliaia di persone, quindi, nei paesi ricchi sono, senza saperlo, esposte in ambiente domestico e lavorativo a livelli di radiazione simili a quelli sofferti dalla popolazione intorno a Chernobyl nel 1986. In altre parole, per coloro che hanno vissuto per venti anni in abitazioni con concentrazioni di radon di circa 500 Bq/m3  hanno un alto rischi di morire di morte prematura.

MISURAZIONI EFFETTUATE ALL'INTERNO DEL CENTRO URBANO DI TUSCANIA


Al fine di verificare le possibilità concrete di valutare il livello di rischio in una determinata area sulla base della concentrazione di radon nell'aria all'interno di alcuni siti, sono andato a effettuare delle misure attraverso un dosimetro attivo  nel centro storico di Tuscania.
Il territorio di Tuscania è composto prettamente da materiale di origine vulcanica, anche se, nella zona a sud del centro urbano, a stretto contatto con il fiume Marta, si riscontrano marne ed argille grigio azzurre o gialline con qualche intercalazione di conglomerati e sabbie specialmente verso l'alto della formazione. Il materiale di origine vulcanica, di cui parlavamo inizialmente, proviene dall'attività dei vulcani vulsini. Questi, nell'area rilevata, hanno avuto inizialmente una lenta attività effusiva, determinando così la messa in posto di vasti espandimenti lavici sovrapposti direttamente sul substrato sedimentario.



Nella zona sottoposta ad esame possiamo notare :

  • ad est  leuciti passanti a tefriti caratterizzati dal colore grigio-scuro-bluastro, grana minutissima, la frattura sempre scheggiosa o concoide, la notevole compattezza e l'assenza di fenocristalli lecitici visibili;


  • da sud-ovest a nord del paese e l'area urbana, in cui ho effettuato le misurazioni delle concentrazioni del gas radon, tefriti leucitiche  provenienti da colate laviche originatesi da bocche sepolte che in questo caso si originano tra due blocchi di flysch e che si espandono per circa 12 chilometri.



  • In località Madonna dell'Olivo ed a nord del centro dei depositi di ambiente subaereo o palustre, intercalati a varie vulcaniti valsine composti da agglomerati pomicei bianchi, tufi cineritici grigi con grosse pomici e frammenti lavici e calcarei rimaneggiati, tufi pisolitici, marne e strati di depositi alluvionali.


I dati delle misurazioni che ho effettuato sono riepilogati qui di seguito



Inoltre , per un quadro più rappresentativo delle misurazioni, ho riportato tali dati su di una carta raffigurante l'area urbana di Tuscania , che riporto qui di seguito. I siti sono contrassegnati con un numero che corrisponde con quello assegnato nella tabella sopra esposta.




Come si può notare dalla carta sopra esposta, ho cercato di effettuare i rilievi il più omogeneamente possibile, espandendo la ricerca su vari siti dell' area esaminata, in modo da avere un valore che descrivesse il più possibile la realtà del paese.
I risultati dei rilievi svolti ci fanno vedere che nella cittadina troviamo valori che vanno dai 95,44 Bq/m3 riscontrati presso un seminterrato in Via della Pace ai 462 Bq/m3 rilevati in una cantina in Via Torre di Lavello. Confrontando questi valori con quelli medi rilevati nei vari comuni della nostra provincia, di seguito riportati, si riscontra che Tuscania si posizione in una fascia di medio-rischio.



Inoltre, ho svolto alcune misurazioni presso il Fontanile delle Donne. I dati rilevati sono alquanto preoccupanti in quanto si aggirano attorno ai 5000000 di  Bq/m3  , valore tra i più elevati della nostra provincia

Purtroppo le misure fin qui esposte non sono molte. Sarebbe opportuno effettuare dei rilievi negli ambienti di lavoro come scuole ( frequentate per molte ore dai giovani) ed uffici per vedere se si riscontrano valori fuori dai limiti consentiti e nell'eventualità adoperarsi per una loro riduzione con i molti metodi presenti sul mercato.

Per ulteriori informazioni, per domande o per leggere il testo completo della mia tesi mi potete contattare scrivendo una e-mail a sensipa@libero.it

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