Le origini del nome Tuscania - Fai una domanda al prof.Giontella

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Le origini del nome Tuscania

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Domanda:

Quale è l'origine del nome "Tuscania"?  Perché Tuscania fu chiamata per secoli "Toscanella"

Queste sono le due domande più ricorrenti che molti propongono al prof. Giontella. Ecco la esauriente risposta del professore, sempre molto preciso, equilibrato e documentato nelle sue esposizioni, voglio sperare che finisca una volta per sempre, la storia di Toscanella e Bonifacio VIII che qualcuno (porociuco) continua ancora a sostenere.  Luigi Pica.

Risposta:


IL NOME TUSCANIA

Il nome etrusco di Tuscania è sconosciuto. L’origine del nome è latina.

Troviamo il nome TUSCANA, per la prima volta, in un elenco di soldati del 143 d.C. (tra i quali compare un soldato di “Tuscana”: Caio Claudio Menodoto); lo troviamo poi nella Tabula Peutingeriana e nell’Anonimo Ravennate (Ravennatis Anonymi Cosmographia et Guidonis Geographica ex libris manu scriptis, edd. M. Pinder, G. Parthey, Berolini 1860, IV, 36).

L’aggettivo Tuscanensis si rileva in alcune epigrafi (ad es., CIL 2956).

Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia (III, 5, 52), nomina i Tuscanienses, con una grafia evidentemente errata, prodotta per analogia con Tarquinienses (come rileva giustamente il Prof. Giovanni Colonna).

Nelle epigrafi i Tuscanesi sono sempre chiamati Tuscanenses -Tuscanensium.

Il prof. Silvio Ferri dell’Università di Pisa (Città etrusche con due nomi. Problemi di Archeologia protostorica, in Rendiconti Accademia dei Lincei- Clesse di Scienze Mor. Storiche e Filologiche, serie VIII, (IX, 1954), pp. 245-259; Tuski, etruski, turs-eni, turs-ki, in “Studi in onore di A. Calderini e R. Paribeni”, I, Milano 1956, pp. 111-115; Nuovi problemi di carattere risolutivo sulla questione etrusca, in Hommages à Albert Grenier, Collection Latomus, LVIII, vol. III, Bruxelles 1962, pp. 611-622) sostiene che Tuscania, o meglio Tuscana, è una città non solo antichissima, ma pre-etrusca, in quanto il nome rivela che vi si insediarono i Tuski, una popolazione distinta dagli Etruski. I Tuski – secondo il Ferri – vengono in Italia dal Caucaso nel II millennio a. C. e convivono con i Latini. Gli Etrusi, Etruri, Etruski, invece, compaiono in Italia intorno al 1000. Da Tuski, con ampliamento in nasale, si è avuto Tusk-na, Tuscana, il nome della nostra città.

Tuscania, insomma, all’epoca etrusca era una città importante e – secondo il Ferri – non fu l’itinerario della Via Clodia a determinare lo sviluppo di Tuscana nel IV sec. a C., ma fu l’importanza che Tuscana  già aveva a determinare il percorso di questo itinerario.

Io non sono un etruscologo e non so cosa rispondere di fronte a queste affermazioni. So solo che nessuno storico (Livio, Tacito, Ammiano Marcellino, Polibio, Strabone, Procopio e chi più ne ha più ne metta) non cita mai, una sola volta Tuscana, nemmeno di sfuggita!!!

Tutte queste ipotesi del Ferri non sono state mai prese in considerazione dagli Etruscologi (Pallottino, Colonna, Cristofani, Torelli, De Simone, Staccioli, Moretti, ecc.) in riferimento a Tuscania; mi sembra anzi che siano state semplicemente (volutamente) ignorate.

In una discussione, avvenuta durante l’VIII Convegno di Studi Etruschi ed Italici, tenutosi ad Orvieto nel 1972 (10 anni dopo gli scritti del Ferri), tra i proff. Carlo De Simone, Massimo Pallottino e Giovanni Colonna, si faceva il punto sull’origine del nome “Tuscana” e si concludeva come il nome “Tuscana” non sia etrusco, ma latino: è precisamente un aggettivo sostantivato del tipo “tuscanus -a -um”: “Tuscana” ed è un’ellissi per “tuscana civitas” o “tuscana arx”, cioè un aggettivo femminile riferito ad un sostantivo (civitas oppure arx).

Per trovare un punto d’incontro nella discussione, si propose l’ipotesi che la nostra città fosse stata chiamata “l’Etrusca” (= Tuscana), usando un termine derivante da un’altra lingua, non necessariamente latina. Alla fine della discussione De Simone concedeva (“ipotesi non dimostrabile”) che il nome dato dai Romani a Tuscania (Tuscana civitas o Tuscana arx) potesse essere la “traduzione” in latino del nome che la città aveva in lingua etrusca (ancora oggi sconosciuto).

Ha ripreso in parte l’etimologia proposta dal Ferri [ma partendo dagli studi di J. Heurgon (1971), di C. De Simone (1997) ed altri] il Prof. Alessandro Morandi nel suo studio Tuscania etrusca: cultura urbana e potere in una città-stato, Tuscania 2006, citato recentemente da Mario Tizi nel suo pregevole saggio “Il santuario scomparso” pubblicato nel periodico viterbese “Beni Culturali”, che si può leggere anche nel periodico locale “OMNIA” n. 6 nov.-dic. 2006 (con il titolo: Il santuario ritrovato).

Riassumiamo:

a)      il nome nei documenti latini: antichità classica: (è un nome della prima declinazione latina singolare: Tuscana -ae; abitanti: sing. Tuscanensis-is (plur. Tuscanenses-ium)

b)      dagli inizi del Duecento si trova: Tuscanella -ae; abitanti: sing. Tuscanensis (plur. Tuscanenses)

c)      il nome nei documenti in volgare: Cronache medievali: Toscanella; abitanti: sing. Toscanese (plur.  Toscanesi) (rarissimamente: Toscanellesi)

OGGI

Tuscania;  abitanti: sing. Tuscanese (plur. Tuscanesi)

(erroneamente molti scrivono: Tuscaniese e Tuscaniesi)

Il popolo tuscanese, tramandando l’aggettivo di generazione in generazione, ha sempre detto: “Io sono tuscanese” e non: “Io sono tuscaniese”; su questo non ci sono dubbi!

La forma pseudo-dotta Tuscaniese, a mio parere deve essere eliminata, anche perchè il popolo continuerà sempre a dire: Tuscanese.

Faccio un esempio; Siena in latino è Sena –ae ; l’aggettivo è Senensis, da cui Senese (e non Sienese!!)

Nel Settecento compare l’arbitraria forma latina (in registri dell’archivio capitolare, come i registri di battesimo, ecc.): Tuscan(i)a; e compare anche l’aggettivo corrispondente (arbitrario): Tuscan(i)ensis

Forse l’errore nasce dall’analogia (assonanza) con la vicina Tarquinia e Tarquiniensis.

Con il R.D. di Vittorio Emanuele III del 12 settembre 1911, l’Amministrazione Comunale ha ottenuto (dopo lunghe peripezie, durate quasi 40 anni) che il nome “Toscanella” fosse mutato in “Tuscania”, riprendendo quella “i” in più comparsa all’improvviso nel Settecento.

La “Storiella” attribuita al papa Bonifacio VIII.

La superficialità con cui un ignoto storico locale ha letto l’epigrafe dell’anno del giubileo 1300 (si trova a Roma, in Campidoglio, affissa nel pianerottolo della scalata del palazzo dei Conservatori) ha “inventato” di sana pianta il fatto che il papa Bonifacio VIII nel 1300 ha condannato Tuscana a mutare il suo nome in Toscanella a causa di un grave misfatto! Nulla di più falso!

Quell’epigrafe in realtà dice:

“Anno 1300, al tempo del papa Bonifacio VIII. I senatori del Campidoglio Riccardo Annibaldi e Gentile Orsini condannano Toscanella, per un grave misfatto commesso a pagare la somma di…” ecc.

Come si vede, Bonifacio VIII non c’entra affatto: è una semplice nota cronologica. Toscanella, in quell’anno 1300 si chiamava già Toscanella, da almeno una novantina d’anni, come attestano diversi documenti dal 1206 in poi. Tale nome non è nato in senso dispregiativo. I documenti latini locali recano sempre il nome TUSCANA; sono quelli scritti fuori (Orvieto, Roma, ecc.), che spesso chiamano la nostra città con il nome di TUSCANELLA.

Io penso che il mutamento sia avvenuto semplicemente per timore di non essere compresi e per evitare la possibile confusione tra la città Tuscana e la vicina regione Toscana: da  tempo ormai la regione Etruria aveva mutato il suo nome in Tuscia e poi in Toscana.

Queste cose le ho già scritte nel mio volumetto Tuscania attraverso i secoli (1980); le ha scritte prima di me Giuseppe Signorelli nella sua opera Viterbo nella storia della Chiesa (1907), le ha scritte Giulio Silvestrelli nel volume Città, Castelli e Terre della Regione Romana (1940), eppure vi sono molti che, quando scrivono di Tuscania, insistono ancora nel raccontare la favoletta metropolitana di Bonifacio VIII.

 
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