Il vescovo Giovanni (1188) - Fai una domanda al prof.Giontella

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Il vescovo Giovanni (1188)

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Domanda:

Gent.mo Prof. Giontella, Sono una studiosa in cerca di documenti su Giovanni vescovo di Tuscania nel 1188. Le chiederei cortesemente se può orientarmi circa la bibliografia esistente. La ringrazio per la cortese attenzione Distinti Saluti Dott.ssa Chiara Di Pietro

Risposta:


Tratto da:

G. GIONTELLA, Cronotassi dei vescovi della diocesi di Tuscania, in "Rivista Storica del Lazio", n. 6, 1997, p. I, pp. 3-40; n. 7, 1998, p. II, pp. 33-76.

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26. GIOVANNI VII (I) (lombardo) card. (1188 - 6 aprile 1199)(1)

 Giovanni lombardo (Ioannes Tuscane civitatis episcopus) è noto per la prima volta nel 1188(2). Nel 1189 è creato cardinale prete del titolo di S. Clemente(3). Il 3 agosto 1192, per l'ultima volta, il card. Giovanni si sottoscrive solo come vescovo di Tuscania.
 Fra l'agosto ed il settembre del 1192, la "città" di Viterbo, compresa, fino ad ora, nella diocesi di Tuscania, viene elevata al rango di diocesi specialiter unita a Tuscania (bolla del papa Celestino III, perduta), rimanendo inalterato lo status delle sedi vescovili di Centumcellae e di Blera(4).
Titolo completo:
episcopus Tuscanensis, Viterbiensis, Centumcellensis et Bledanus,
ma quasi sempre il titolo sarà abbreviato:
episcopus Tuscanensis et Viterbiensis
 Con i vescovi successivi, sorgono dei contrasti tra il "capitolo" di Viterbo e quello di Tuscania; allora, per gli atti che il vescovo fa redigere a Tuscania il titolo sarà:
episcopus Tuscanensis et Viterbiensis
per gli atti che fa redigere a a Viterbo sarà:
episcopus Viterbiensis et Tuscanensis.
 Il primo atto con il quale il card. Giovanni si sottoscrive con la doppia qualifica di episcopus Tuscanensis et Viterbiensis è del 4 ottobre 1192.
 La bolla parla di unione speciale (specialiter unita), perché il Papa non aggrega due distinte diocesi, mediante una unione ordinaria, come può normalmente accadere per due diocesi, aventi ciascuna un proprio territorio diocesano: si tratta, invece, di una unione straordinaria, speciale, nel senso che un centro abitato, una civitas (Viterbo), priva di uno specifico territorio diocesano, viene improvvisamente investita del titolo di diocesi ed equiparata, con tale titolo, a Tuscania, che è la sede vescovile da diverse centinaia di anni.
 Il 5 aprile 1199 il card. Giovanni è trasferito alla diocesi suburbicaria di Albano(5), dove muore nel 1210 o 1211(6).
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(1) Da questo momento, al numero romano (relativo ai nomi dei vescovi tuscanesi) facciamo seguire, quando occorra, un secondo numero romano (chiuso tra parentesi tonde) corrispondente a quello usato dagli storiografi viterbesi: la discordanza è dovuta al fatto che essi iniziano la serie dei vescovi solo a partire dal momento in cui Viterbo viene elevata al rango di diocesi ed iniziano la numerazione romana dal 1192, con il card. GIOVANNI VII (I, per i Viterbesi), come se i 25 vescovi precedenti riguardino solo Tuscania e non l'intero territorio delle due diocesi.

(2) G. SIGNORELLI, Viterbo nella storia della Chiesa, I, Viterbo 1907, p. 138, che cita il Bullarium Cassinense, II, p. 218; D.GIORGI, Dissertatio historica de cathedra  episcopali Setiae civitatis in Latio, Romae 1727, pp. 33-35.

(3) SIGNORELLI, Viterbo, cit., I, p. 138; Eubel I, p. 3, nota 1, n. 7.

(4) SIGNORELLI, Viterbo, cit., I, pp. 145-146.

(5) K. EUBEL, Hierarchia Catholica Medii Aevi, I (1198-1431), Monasterii, 1913I, p. 3, nota 1, num. 7.

(6) Ivi, p. 35; F.UGHELLI, Italia Sacra sive de Episcopis Italiae,  I, Venetiis 1717, I, col. 256.

 
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