Il cognome Gioia a Tuscania - Fai una domanda al prof.Giontella

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Il cognome Gioia a Tuscania

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Domanda:

Nella Sua interessantissima rubrica ho letto che la famiglia GIOIA era una nota famiglia tuscanese.Io sono originario di Ischia di Castro dove esiste un consistente nucleo di questa famiglia, alla quale appartengo.
Sarei curioso di avere notizie più precise dei Gioia di Tuscania e magari sapere se avessero avuto affinità con quelli di Ischia di Castro. Inoltre sarebbe bello sapere se siano stati una famiglia autoctona o provenienti da altre regioni.
La ringrazio immensamente e le esprimo vivo apprezzamento per il rigore storico e per la chiarezza espositiva delle Sue opere che conosco, purtroppo, solo in minima parte.
Alessandro Gioia.

Risposta:


Gentil.mo Sig. Alessandro Gioia,
La famiglia Gioia è una tra le più importanti della vita pubblica tuscanese, dalla metà del Quattrocento alla seconda metà del Settecento.
Rilevo i numerosissimi membri di questa famiglia nei registri ecclesiastici (Battesimi, Morti, Matrimoni) e comunali (Registri di Entrate e Uscite; Registri delle Riformanze, ecc.).
Sarebbe possibile ricollegare i “Gioia” del Quattrocento ad una famiglia di prestigio, che visse a Tuscania nel Duecento con il cognome di “Zai” (o “Çai). Questo cognome nel Trecento diventa “Giai”, “Giaia” e ritengo che poi finisca per stabilirsi in “Gioia” nel Quattrocento (mi sono tante volte proposto di trovare l’aggancio, ma non mi ci sono mai dedicato perché sopraffatto da altre ricerche più pressanti).
A Tuscania, più antico Gioia del Quattrocento è Angelo Gioia figlio di Cecco (25 maggio1479; si trova nei Registri di Entrate e Uscite dell’Archivio Storico Comunale).
L’ultimo “Gioia” che io trovo è Giovanfrancesco Gioia fu Giuseppe. Costui sposa Teresa Francesca Febi fu Francesco il 22 ottobre 1775. Ritengo che verso la seconda metà del Settecento i Gioia di Tuscania si siano trasferiti ma non saprei dire dove con esattezza (a Viterbo? a Montefiascone? ad Acquapendente?).
Qualche anno fa (spinto da mio suocero Leonida Santi) iniziai a ricercare il bandolo della matassa in quelle tre città, ma ben presto dovetti interrompere le ricerche per impegni sopraggiunti e non ho più avuto modo di ritornare sull’argomento).
Comunque, verso la metà dell’Ottocento, una famiglia Gioia si è trasferita da Montefiascone a Tuscania (speravo di poter riagganciare questi Gioia a quelli che andarono via da Tuscania nella
seconda metà del Settecento, ma, come ripeto, ho da tempo interrotto ogni ricerca).
Alcuni rami di questa famiglia Gioia oriunda da Montefiascone sono ancora a Tuscania (con cognome cambiato: ad esempio, mio suocero Leonida Santi era figlio di Vincenzo Santi ed Ofelia Gioia; inoltre, molti anziani Tuscanesi ricordano ancora il simpatico calzolaio Marcello Gioia! e così via).
Oggi il ramo di questi Gioia tuscanesi (che conservano ancora il cognome) si sono trasferiti a Roma, ma di tanto in tanto vengono a farci visita (sono i discendenti di Laerte Gioia, il fratello di Ofelia).
Faccio notare che, dal Cinquecento ai nostri giorni, “Gioia” è un cognome abbastanza frequente nei nostri centri, e non solo.
Non mi risultano rapporti dei Gioia di Tuscania con quelli di Ischia di Castro (almeno dopo le numerose letture da me effettuate nei registri d’Archivio, sia ecclesiastici che comunali).
Giuseppe Giontella

 
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