Fosso Caprino - Fai una domanda al prof.Giontella

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Fosso Caprino

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Domanda:

Egregio professore, da appassionato escursionista e di trekking mi stò incuriosendo sulla storia geologica e uso passato (immondezzaio) di Fosso Caprino, non trovando notizie in internet chiedo a Lei gentilmente se mi può aiutare ad avere notizie , ho in programma di farne un filmato-documentario risalendolo per intero con amici; tempo fa lo risalii ma senza documentarmi e senza filmare. La ringrazio anticipatamente . Cassina Marco - Protezione Civile Tuscania-

Risposta:

FOSSO CAPRINO

G. GAZZETTI, La Via Clodia e la viabilità secondaria, in “La romanizzazione dell’Etruria: il territorio di Vulci”, a cura di A.CARANDINI, Milano 1985, pp. 88-90)
Gianfranco Gazzetti riferisce lo studio che lui stesso ed il G.A.R. hanno effettuato negli anni 1979-1983, rilevando la capillarità della rete viaria locale. Gazzetti e gli studiosi del G.A.R. porpongono il tracciato (della Via Clodia) che, uscendo da Tuscania, va verso lo Sterpaglio – Polledrara – Fosso Caprino – Pian di Vico, prosegue pei il fosso della Cadutella, la Tomba e la Madonna delle Mosse per transitare nei pressi di Canino (Maternum?), da dove proseguire per il Ponte d’Ischia e Castellardo, fino alla Cava Grande di Castro (Statonia) e quindi a Saturnia.


Corriere di Viterbo - 17 o 18 luglio 2009 - Fiorenzo De Stefanis
ECCEZIONALE SCOPERTA ARCHEOLOGICA DELL’ASSOCIAZIONE LORENZO DE MEDICI
La campagna di scavi 2009 organizzata dall’Associazione Lorenzo de Medici in collaborazione con la soprintendenza archeologica dell’ Etruria Meridionale ed il comune di Tuscania ha portato alla luce una importante sepoltura con loculi, databile nel periodo etrusco ellenistico. Lo scavo rientra nel progetto curato dal dott. Stefano Giuntoli, che ha già visto importanti risultati durante gli scavi degli scorsi anni presso la loc. Pina delle Rusciare e Fosso Caprino con il rinvenimento di sei sarcofagi ed altri importanti reperti come lo specchio bronzeo attualmente esposto al museo nazionale del Riposo. La tomba del Pratino è stata individuata alcuni mesi fa e già dalle prime operazioni di scavo si è mostrata interessante perché risultava franata anticamente e quindi inviolata. Allo scavo partecipano archeologi laureati presso l’Università di Firenze e studenti americani provenienti da diversi atenei che sono a Tuscania per partecipare ai corsi estivi della Lorenzo de Medici. Le attività sono dirette e coordinate dal dott. Giuntoli e dalla dott.ssa Domenica Palmieri. L’intera area interessata dagli scavi viene sorvegliata senza soluzione di continuità dai promotori dell’iniziativa in collaborazione con la caserma dei carabinieri di Tuscania. “Tutti reperti che vengono rinvenuti durante questi scavi – afferma il dott. Stefano Giuntoli – vengono restaurati a Firenze ma torneranno al loro luogo di origine, come è già avvenuto per quanto rinvenuto nelle precedenti campagne di scavo, per essere esposti presso il museo nazionale etrusco di Tuscania”. L’equipe lavora con grande entusiasmo e passione senza alcun vincolo di orario. Per conto dell’amministrazione comunale l’assessore Eliseo Fulgensi collabora con la Lorenzo de Medici per cercare di rendere agevole il lavoro. “ Queste attività sono importantissime perché ci permettono di valorizzare il territorio del bosco comunale anche dal punto di vista storico oltreché naturalistico. Quest’area è stata individuata per essere inserita in un progetto che abbiamo presentato con il PSR asse 3 – dice l’assessore all’agricoltura Fulgensi – nell’ambito dei PIT. Il progetto prevede la realizzazione di un sentiero naturalistico didattico, un circuito di dieci chilometri all’interno di quest’area che sarà possibile percorrere non solo a piedi ma anche a cavallo e in bicicletta. Sarà possibile fruire delle tombe etrusche appositamente messe in sicurezza, osservare la flora e la fauna, ottenere informazioni su quanto è possibile vedere attraverso la cartellonistica didattica. Sarà realizzata anche un’area da pic nic. Il PIT per la sua natura di progetto integrato intende favorire la partecipazione delle associazioni che operano nel contesto sociale ed educativo. La realizzazione di un area attrezzata per i campi scuola scout risponderebbe pienamente ai requisiti previsti dal PIT”.


Corriere di Viterbo - 30 o 31 agosto 2010 - Fiorenzo De Stefanis
UN PONTE TIBETANO SU “FOSSO CAPRINO”
Offrire ai turisti nuove ed originali emozioni per cercare di valorizzare i beni archeologici di Tuscania. Una proposta che si presta a queste finalità arriva da un gruppo di giovani impegnati nella valorizzazione ambientale del territorio di Tuscania. “ L’idea in un primo momento può essere considerata utopica – afferma uno di questi giovani – in realtà, anche se per altri tipi di attività turistica, analoghe iniziative già esistono un po’ in tutto il mondo, Italia compresa”. La proposta che questi giovani rivolgono al comune è quella di modificare il progetto presentato dall’ assessore Fulgenzi alla regione relativa alla creazione di un percorso archeologico-naturalistico all’interno del bosco comunale Riserva. “La nostra idea prevede di modificare l’ anello progettato dal comune in modo tale che il sentiero naturalistico comprenda, oltre la zone archeologiche del Pratino II°, ristrutturate recentemente dalla Lorenzo de’ Medici, e Pian delle Rusciare, dove si trovano nella loro posizione originale sarcofagi di nenfro con coperchio a tetto displuviato, anche l’interessantissima e affascinante zona di Fosso Caprino. Una zona ostica ed impervia che mantiene ancora tutte le caratteristiche originali della macchia mediterranea. L’orrido di Fosso Caprino, ancora oggi permette di poter osservare tutte le varietà della flora e della fauna mediterranee. In questa profonda gola, proprio per la sua impervia caratterizzazione morfologica, solo poche persone hanno avuto l’ardire di accedere”. Visto che le cose stanno così e che risulta così difficile rendere fruibile ai turisti questa zona, l’idea di questi giovani è quella di realizzare un ponte “tibetano” che attraversa trasversalmente l’orrido di Fosso Caprino. “Il ponte risulterebbe lungo circa quaranta metri ed alto almeno il doppio – spiega uno dei ragazzi – costituirebbe una attrazione molto emozionante per i visitatori e permetterebbe di osservare uno spettacolo ambientale di rara bellezza. Per di più subito dopo aver attraversato questo ponte ci si troverebbe nella zona detta “Dell’omo selvatico” dove sarebbe possibile visitare un’altra
suggestiva necropoli ellenistica, ricca di tombe del II° secolo a.c.”.


GEOLOGIA

Per quanto riguarda la parte geologica, mia figlia Cecilia (geologo) suggerisce di controllare su Internet i seguenti siti di carte geologiche relative alla zona di Tuscania:

Carta geologica d’Italia 1:100.000
http://www.apat.gov.it/Media/carta_geologica_italia/centro.htm
Foglio 136 “Tuscania”
http://www.apat.gov.it/Media/carta_geologica_italia/tavoletta.asp?foglio=136
Note illustrative
http://www.apat.gov.it/Media/carta_geologica_italia/note_illustrative/136.pdf


Carta geologica d’Italia 1:50.000
http://www.isprambiente.gov.it/MEDIA/carg/lazio.html

foglio 344 “Tuscania”
http://www.isprambiente.gov.it/MEDIA/carg/344_TUSCANIA/Foglio.html



Geologia regionale
“Guide geologiche Regionali” – Lazio
BE-MA editrice
http://bema.geoexpo.it/cat042_p8.htm

Giuseppe Giontella


 
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