La parola a Dario Mencagli


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Set - Olimpiadi e sport nelle scuole

2008

L'entusiasmo delle olimpiadi, come sempre, ha riportato in ballo il discorso sull'importanza dello sport, specialmente per i giovani. Per molti basterebbe a risolvere i problemi dei giovani (droghe, alcolismo, disadattamento, problemi di salute ecc…). E a Tuscania, che succede?
Da 6 anni stiamo a parlare di una nuova sede per le scuole superiori a Tuscania.
L'assessore provinciale Erino Pompei aveva incaricato il CARECA (consorzio di imprese viterbesi) di preparare un progetto, per fare un appalto project financing (la ditta anticipava i soldi e veniva pagata in 10-20 anni).
Il presidente provinciale Marini aveva deciso di mettere da parte Tuscania e pensare alle scuole superiori di Viterbo.
In campagna elettorale (2005) il presidente Mazzoli aveva promesso interessamento per Tuscania, se fosse stato eletto. Sono state inaugurate nuove sedi (Liceo e Ipsia ad Acquapendente), promesse altre (a Viterbo e Ronciglione). Tuscania: niente
Nella elezioni comunali del 2006, tutte le sei liste concorrenti hanno messo in programma una nuova sede.
In due anni di amministrazione, fino alla caduta per sfiducia contro il sindaco Cappelli, non se ne è mai nemmeno parlato.
E' chiaro che, se i tuscanesi non si costruiscono la nuova sede da soli, nessun altro la costruirà!
Sarà un tema fondamentale per la prossima amministrazione, se sarà capace di unirla ad un programma di valorizzazione degli impianti sportivi.
Tuscania ha quasi 300 posti letto: potrebbe ospitare lo sport studentesco (che si fa da ottobre a maggio) regionale, nazionale ed europeo e far lavorare le strutture di accoglienza (alberghi, appartamenti, agriturismi..) oltre xche nei mesi estivi, per tutto l'anno.
Alla conferenza provinciale per programmare le nuove scuole, non se ne è nemmeno parlato, nonostante la richiesta fatta dal Comune diversi anni fa.
Intanto altri, fuori Tuscania, hanno trovato buona l'idea: il Tecnico Commerciale di Civitacastellana (dipendente dall'Istituto Besta di Orte), su lodevole iniziativa del preside Bertolini, ha introdotto l'indirizzo sportivo, triplicando gli iscritti del 1° anno. A Montefiascone (al Barbarigo) e a Viterbo (all'Einaudi), inizieranno quest'anno.
Se per la costruzione di una nuova sede bisognerà attendere la nuova amministrazione comunale, per dare un orientamento sportivo alle nostre scuole (Liceo scientifico e Istituto Professionale), si può fare qualcosa da noi, iniziando a preparare da subito, senza dover chiedere permessi o favori a nessuno.
Come?
Dice la legge che la scuola può destinare il 20% delle ore a programmi da lei scelti ed approvati.
Così hanno fatto a Civitacastellana ( vedi schema allegato). Gli studenti fanno 6 ore di educazione fisica a settimana, invece di due. A Tuscania le due ore sono fatte insieme, perché la palestra è lontana, e quindi il tempo che gli studenti hanno per sviluppare il loro fisico è ancora più ridotto.
In Italia, per esempio, alcune scuole superiori di eccellenza (come la Nunziatella di Napoli e la Teuilè di Milano), hanno educazione fisica tutti i giorni.
Chi può proporre?
Il preside (dirigente scolastico), il collegio docenti, il consiglio di Istituto (dove ci sono pure genitori e studenti).
Chi ci rimette?
Un certo numero di insegnanti guarda con sospetto questa possibilità, perché teme che, cedendo il 20% delle loro ore, avrà dei danni per il posto di lavoro.
Nessuno perde il posto di lavoro, perché nelle ore cedute i professori restano in servizio di assistenza agli studenti che fanno attività sportive con istruttori esterni, mandati da associazioni sportive, dal Coni, oppure contrattati direttamente dalla scuola.
A Tuscania, la Fulgur, che adesso gestisce gli impianti sportivi, ha dichiarato più volte di essere interessata a questo progetto delle sport nelle scuole superiori.
Chi paga?
Nelle scuole esistono fondi per l'innovazione (spesso non usati). Possono aiutare enti pubblici e sponsor privati. A Civitacastellana hanno istallato un'aula con attrezzatura per fitness. Segno che anche la scuola pubblica può offrire servizi di alta qualità.
Conclusione
Dopo 6 anni di attesa (più un altro anno in attesa delle elezioni comunali), possiamo decidere noi (insegnanti, genitori, dirigenti, studenti..), qui e adesso, se prendere il 20% di ore previsto dalla legge e dedicarlo all'orientamento sportivo.
Ci riusciremo?

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