● - ''DOVE SONO FINITI I SOLDI PER L'EDILIZIA POPOLARE?'' - Succede a Tuscania - Toscanella - 2017


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● - ''DOVE SONO FINITI I SOLDI PER L'EDILIZIA POPOLARE?''

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TUSCANIA – Riceviamo e pubblichiamo da Alessandro Giuliano, As.I.A. Usb Viterbo:
 
Si è svolta la settimana scorsa, l’assemblea degli inquilini del quartiere Gescal di Tuscania che ha visto una cospicua partecipazione degli abitanti e la presenza del sindaco Bertolacci oltre che dei rappresentanti dell’AS.I.A (Associazione inquilini ed abitanti) nelle persone di Angelo Fascetti, Alessandro Gentili e Alessandro Giuliano.
 
L’assemblea è stata utile per tracciare una linea comune d’intervento tra istituzioni locali, inquilini e rappresentanti dell’associazione AS.I.A, sulle tante problematiche che assillano il quartiere ormai in stato di decadimento ed abbandono da parte dell’A.T.E.R (Azienda Territoriale per l’edilizia residenziale) che dovrebbe gestirne la manutenzione ordinaria e straordinaria.
 
L’intervento di Angelo Fascetti ha esaminato in particolare il decreto con il quale il governo ha stanziato 470 milioni di euro a favore dell’edilizia popolare, il 10 per cento dei quali destinati alle province della Regione Lazio (Roma esclusa). Soldi che sono inesorabilmente fermi per i soliti problemi burocratici. Fascetti auspica che questi fondi siano sbloccati e che siano utilizzati per risanare il quartiere.
 
Inoltre ci sarebbero a disposizione altri fondi europei che però la Regione sembra non abbia richiesto. La cosa risulta particolarmente grave se si considera il fatto che il quartiere è nato per dare un’abitazione a chi l’aveva persa nel terremoto del 1971.
 
Per quanto riguarda poi le assurde richieste formulate dall’ A.T.E.R agli inquilini di vendere le case agli inquilini a prezzi non congrui in quanto arbitrariamente considerate di destinazione ad uso popolare come normali unità abitative civile e quindi con una categoria catastale che ne innalza il valore, anche qui Fascetti si è espresso per respingere questo tentativo di alienazione del patrimonio mobiliare citando anche una sentenza che in sostanza vieterebbe l’eventuale rivendita dell’immobile senza una costosa liberatoria da parte dell’ A.T.E.R
 
Il sindaco Bertolacci ha poi espresso la propria posizione come autorità locale evidenziando come purtroppo tutta la gestione del quartiere sia di esclusiva competenza dell’A.T.E.R che ciclicamente tenta di vendere gli immobili per far quadrare i bilanci. Le case sono talmente messe male che non bisognerebbe neanche lontanamente pensare di acquistarle perché di fatto si acquisterebbe un debito. Gli interventi di manutenzione sono sempre più sporadici e tardivi a causa della mancanza di risorse ed a subirne le conseguenze sono solo gli inquilini. E’ necessario ed urgente quindi incontrare i responsabili dell’A.T.E.R sia per capire dove finiscono i soldi stanziati dallo Stato, sia per capire come funzionerebbe un’eventuale gestione del quartiere diviso fra chi ha acquistato casa e chi invece è ancora affittuario. Inoltre sorge il dubbio che la richiesta sia illegittima in quanto le case sorgerebbero su territorio comunale e quindi indisponibile per l’A.T.E.R.
 
Il sindaco sottolinea poi come le case siano tenute in maniera dignitosa solo grazie alla buona volontà delle persone che non sono carne da macello.
 
Il sindaco propone quindi di aprire un tavolo di discussione tra comune, As.I.A., A.T.E.R e Regione, per poter vagliare tutte le possibili proposte di risanamento del quartiere.
 
Servono più case popolari, serve la messa in sicurezza di un intero quartiere lasciato nel degrado!
 



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