*-* “A 23 ANNI LE VIENE TOLTA LA LIBERTÀ ED È STRAPPATA VIA ALLA MADRE” - Succede a Tuscania - Toscanella - 2015

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*-* “A 23 ANNI LE VIENE TOLTA LA LIBERTÀ ED È STRAPPATA VIA ALLA MADRE”

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Fonte:  TusciaWeb
 

L'avvocato Mezzetti e il giornalista Ruotolo raccontano la storia di Francesca Mastrolonardo, giovane con disabilità media, allontanata dalla famiglia per essere trasferita in un centro di assistenza a Narni - Entrambi chiedono che venga riportata a casa.
  
L’avvocato Enrico Mezzetti si scalda nel raccontare la storia di Francesca Mastrolonardo, una giovane di 23 anni, con disabilità media, che dall’oggi al domani si è ritrovata in una casa-famiglia, lontana dalla cure della madre con cui viveva nel centro storico di Tuscania.
Francesca seguiva un corso di ippoterapia, dipingeva e leggeva. Poi, il fulmine a ciel sereno. A bussare alla sua porta, il 27 marzo scorso, i carabinieri di Tuscania che, eseguendo un provvedimento del tribunale di Viterbo, l’hanno trasferita in un centro a Narni. All’improvviso, il suo mondo è crollato.

L’avvocato, che porta avanti questa battaglia, insieme al giornalista Francesco Ruotolo, chiede che sulla vicenda non cali il silenzio. E anche la madre della giovane Laura Tramma, straziata dal dolore, spera di riavere presto sua figlia.

“Francesca Mastrolonardo - esordisce Francesco Ruotolo -, maggiorenne e non interdetta, il 27 marzo, dopo un’istanza del tribunale, è stata accompagnata, contro la sua volontà, in una casa famiglia di Narni, perché non ci sarebbe accordo tra i genitori sul suo percorso riabilitativo. Il problema, invece, è un altro e cioè la restituzione della libertà a una donna, privata dei suoi diritti. Questo provvedimento è profondamente iniquo. Stranissimo. Incredibile. Vogliamo porre l’attenzione su questa vicenda, affinché il tribunale ponga rimedio. C’è come un sequestro di persona e la sottrazione di una persona agli affetti famigliari, alle amicizie e ai posti che abitualmente frequenta”.

L’avvocato Enrico Mezzetti è passato quindi a illustrare l’aspetto giuridico. “Non possiamo attendere i tempi della giustizia che potrebbero essere lunghi. Di mezzo, c’è la libertà di una persona maggiorenne, strappata, contro la sua volontà, alla madre con cui vive da sempre. Anche i carabinieri, che hanno dovuto eseguire l’ordine, sono rimasti particolarmente scossi per essere stati costretti a prendere una ragazza e portarla via”.
Per il legale, il paradosso sta nel fatto che, secondo il provvedimento, la 23enne sarebbe la beneficiaria di questa situazione. “Sarebbe fatto per il suo bene, ma mi chiedo dove sia”. Il disappunto dell’avvocato, però, dipende da altro. “Negli anni, sono state fatte delle relazioni che hanno confermato l’affidamento di Francesca alla madre. Da quella del giudice Mattei, ai documenti degli assistenti sociali di Vetralla e Tuscania che hanno sempre mostrato perplessità sull’allontanamento della giovane da casa”.

Per Mezzetti, il provvedimento del giudice tutelare sembra non tenerne conto. “Non ha mai ascoltato Francesca e l’ha solo allontanata da casa. Noi non ci fidiamo delle cure della casa famiglia che verrà a costare al comune di Tuscania un centinaio di euro al giorno e non vogliamo che Francesca diventi un pacco sballottato da una parte all’altra. Non ci fidiamo del giudice tutelare, non ci fidiamo della neuropsichiatra e, a occhi chiusi, della casa famiglia. Crediamo che la madre sia la persona più adatta”.




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