● – LE AVVENTURE DI GNANONE (IVO SANTI) NEI RICORDI DI GANASSA. - Succede a Tuscania - Toscanella - 2021

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● – LE AVVENTURE DI GNANONE (IVO SANTI) NEI RICORDI DI GANASSA.

Pubblicato da in Ganassa ·
Caro Luigi, oggi parlerò, per non farlo rimanere nell'oblio,  di una persona celebre di Tuscania forse un poco dimenticata. Dunque si tratta di Santi Ivo detto Gnanone è stato un buontempone di Tuscania, e vari sono le sue celebri marachelle che combinò a cavallo del mezzo secolo passato. Faceva l'imbianchino, poi emigrato a Ravenna e sposato ebbe due gemelli maschi molto belli che io li ricordo gironzolare per Tuscania nei rari momenti di ferie che con la famiglia tornava al luogo natio.
 
La più celebre storiella fu quella della Madonna ubicata davanti all'entrata delle scuole elementari (la statua sta con le mani giunte) ma lui affermò che avrebbe calato un braccio. Scoppiò un putiferio,  seguirono dibattiti  e tante fotografie furono scattate per raffrontarli a date precedenti a tale fatto, ma non fu appurato nulla, ed io quando passo li davanti ancora mi sorge il dubbio.
 
Chiamato da una persona ad imbiancare una stanza (dovete sapere che lui non spostava i mobili, imbiancava intorno, ma lasciava il dietro da imbiancare), il cliente, che aveva appeso dei capocolli al soffitto ed toccandoli per vedere se erano asciutti e pronti per essere mangiati con stupore costatò che  al posto dei capicolli  c’erano incartati dei pezzi di legno, al che chiamandolo per sapere se lui ne sapeva qualcosa, rispose che forse passato tanto tempo si erano "alligniti".
 
Quanto da Viterbo per portare le mercanzie a Tuscania c'era un ditta di viaggio, lui facendo l'autostop per tornare al paese, l'autista del camion, siccome aveva già  dentro l'abitacolo di guida altri passeggeri gli disse di montare dietro il cassone e siccome pioveva e c’erano delle casse da morto lui si ficcò dentro una cassa. Strada facendo l'autista carico altre persone , dopo un poco di tempo, Gnanone levò il coperchio, per vedere se aveva terminato di piovere, e disse: “Avrà ha smesso de piove…??” gli altri trasportati, si presero uno spavento tale che si buttarono a volo dal pullman ed alcuni si ruppero le gambe.
 
Un altra volta in un circo equestre venuto in paese, lui in mezzo alla pista destò tanta ilarità al pari di un pagliaccio perché disse circa un mille soprannomi di cittadini di Tuscania senza batter ciglio.
 
A me  e mio cugino Mario Tizi , avevamo circa un sette/otto anni, ci disse che Don Lidano e Siletto (era un calzolaio) avevano fatto una mezzadria ed avevano una grande masseria e facendo la ricotta , la scotta la davano alle vecchiette alla funzione religiosa, e siccome mia nonna non aveva dove metterla, noi dovevamo andarla a prendere ancora quando era calla "sinnò quanno che è notte se concalla". Io e mio cugino preso un fazzoletto  da spesa azzurro filettato a quadri bianchi uguale a quello che ci avvolgeva il pane per portarlo in campagna, siamo andati nella abitazione di Don Lidano che al tempo abitava in piazza  dove c'era la farmacia Ventura e fatto presente il perché della nostra venuta il prete ci chiese chi ci aveva mandato, ed alla saputa del mandante ci mancò poco che svenisse dalle risate.
 
Una altra volta mi dette dieci lire quelle di alluminio con il cavallo alato e mi chiese se gli andavo a prende il “muso pisto” su da Spurio Pietro detto il Pellicciaro da che aveva la bottega di alimentari da capo a via XII settembre, con la raccomandazione che se non ce l'aveva li pronto me lo pistasse subito. Pietro stava appollaiato sopra una sedia fuori bottega fumando una sigaretta con un lungo bocchino, io entrai subito e lui appresso fu dietro il bancone ed alla mia fantasiosa richiesta mi corse appresso arrabbiatissimo.
 
Ci sono tanti altri fatti ma per il momento, ci fermiamo qui; ho scritto in prosa perché il sopra citato sarebbe stato troppo lungo.
 
Ciao Luciano in arte Ganassa.



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