● – VITERBOTODAY | PRESUNTI APPALTI PUBBLICI IRREGOLARI A TUSCANIA, INTERVIENE L'AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE. - Succede a Tuscania - Toscanella

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

● – VITERBOTODAY | PRESUNTI APPALTI PUBBLICI IRREGOLARI A TUSCANIA, INTERVIENE L'AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE.

Pubblicato da in Dal Web ·

 
Di Veronica Ruggiero - Vice responsabile redazione ViterboToday.
 
Le presunte irregolarità riguarderebbero "il sistematico ricorrere di procedure di affidamento diretto, rese possibili dall’artificioso frazionamento dei lavori da eseguire" e non solo.
 
Procedure affidamento degli appalti lavori pubblici da parte del comune di Tuscania: interviene l'Autorità nazionale anticorruzione. L'intervento e la conseguente delibera da parte dell'Autorità nazionale anticorruzione sarebbero la conseguenza di una "comunicazione acquisita al protocollo dell’Autorità al n. 71592 del 04.10.2021, indirizzata anche alle competenti Procure della Repubblica e della Corte dei conti, in cui veniva segnalato il ricorrere di presunte irregolarità caratterizzanti l’attività negoziale posta in essere dalla stazione appaltante Comune di Tuscania - scrive Anac nella premessa -. In particolare, veniva evidenziato il sistematico ricorrere di procedure di affidamento diretto, rese possibili dall’artificioso frazionamento dei lavori da eseguire, sovente aggiudicati ai medesimi operatori economici; ciò, in violazione dei principi generali di libera concorrenza, trasparenza, economicità, rotazione".
 
GLI IMPORTI DEGLI AFFIDAMENTI
Secondo la delibera numero 578 del 30 novembre 2022 di ben otto pagine, in cui l'Autorità di vigilanza riporta tutta la vicenda in punto di fatto e di diritto, "l' importo complessivo nel 2019 degli affidamenti diretti effettuati in deroga ai sensi dell’art. 1 comma 912 della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) risultava essere pari ad euro 301.664,57, oltre ad euro 322.782,16 impiegate in circa n. 57 affidamenti diretti di importo inferiore alla soglia di euro 40.000, per i quali era stato rilasciato dal sistema informativo dell’Anac un Codice Identificativo Gara Semplificato (SmartCIG).
 
Anche con riferimento alle successive annualità, la percentuale di affidamenti diretti complessiva è risultata assai significativa, considerato che nel 2020 erano stati direttamente affidati circa n. 50 lavori sotto la soglia di euro 40.000,00 per complessivi euro 370.449,98, a fronte di sole n. 3 procedure sopra la soglia di euro 40.000, una concernente un affidamento diretto disposto ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. b) del d.lgs. n. 50/2016 per euro 54.476,00, nonché una procedura negoziata ex art. 36, comma 2, lett. c-bis del d.lgs. n. 50/2016 per euro 622.245,55 ed una ulteriore procedura ex art. 60 del d.lgs. n. 50/2016 per euro 1.190.785,92.
 
Analogamente, nel successivo anno 2021 (sino a quando rendicontato), tale annualità è risultata caratterizzata dalla presenza di circa n. 31 affidamenti diretti di importo inferiore ad euro 40.000,00 (per i quali risulta preso uno SmartCIG), per complessivi euro 162.333,57, oltre a n. 3 affidamenti diretti effettuati secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 2, lett. a) del D.L. n. 76/2020, per complessivi euro 241.793,82".
 
LE PRECISAZIONI DEL COMUNE
" ...RUP (Responsabile Unico del Procedimento) in primo luogo precisava, in ordine all’assenza di programmazione, che le manutenzioni in esame, per quanto riguarda gli immobili e strutture comunali “… hanno riguardato lavori difficilmente programmabili, in quanto il sottoscritto, che come sopra indicato Responsabile del servizio dall'inizio del 2020, non ha potuto programmare su larga scala i vari interventi, poiché sarebbe stato necessario provvedere ad una serie di sopralluoghi e verifiche che non è stato possibile effettuare a causa della situazione dovuta alla Pandemia ed alla forte mancanza di personale tecnico nell'area dì riferimento”.
 
Per quanto concerne, invece, i lavori di manutenzione delle reti idriche e delle reti fognarie, veniva evidenziato che “La mancata programmazione e la conseguente procedura di affidamento diretto è dovuta essenzialmente all'attuale periodo transitorio di trasferimento del servizio idrico integrato alla Società […OMISSIS…], con la quale questo Comune ha intrapreso da tempo rapporti finalizzati in tal senso, che tuttavia, in considerazione della complessità della materia, stanno richiedendo tempi operativi piuttosto lunghi”, rassicurando che “Prendendo atto del rilievo formulato da codesta Autorità, per il corrente anno, si provvederà a programmare gli interventi di manutenzione delle reti idriche e fognarie e gli adeguamenti funzionali e manutenzioni degli immobili comunali...”.
 
Per quanto riguarda, poi, l’intercorsa contestazione della violazione del divieto di artificioso frazionamento degli appalti, lo stesso RUP riferiva che “Seppur spesso non è stato possibile effettuare una puntuale programmazione degli interventi, non si è mai operato attraverso arbitrari frazionamenti degli stessi, ciò sì evidenza anche dall'esame dalla tipologia dei lavori effettuati, che riguardano immobili e strutture comunali diversificate tra loro e richiedenti interventi sempre diversi per tipologia o per categorie di lavori” e che “Anche a posteriori, esaminando gli incarichi affidati, è emerso che sarebbe stato impossibile raggruppare gli interventi In lotti funzionali, sia per motivi temporali che per la diversificazione dei vari settori merceologici”.
 
Con riferimento alla contestata compromissione del principio di economicità, il RUP comunicava di “aver sempre operato nel massimo rispetto di tale principio in quanto è stato sempre utilizzato, nella predisposizione dei computi metrici, il Prezziario Regionale vigente, e spesso le ditte interpellate hanno applicato sull'importo a base di affidamento, un ribasso come indicato, ad esempio, negli atti di seguito indicati e allegati alla presente” e che “Nel caso in cui l'operatore economico, a seguito di sopralluogo per verificare la tipologia e l'entità del lavoro da eseguire, ha predisposto un preventivo, il sottoscritto ha sempre verificato la congruità dell'importo richiesto. attraverso un'attenta analisi della tipologia dell’intervento e sulla base del Prezziario Regionale Vigente e quando è stato ritenuto opportuno si è provveduto ad una negoziazione diretta con l'operatore economico per l'ottenimento di un ribasso sull'offerta formulata”.
 
LE CONCLUSIONI DI ANAC
L'Anac ha quindi deliberato "di ritenere le procedure di affidamento dei lavori operate dal Comune di Tuscania nel periodo di riferimento 2019-2021 non caratterizzate dalla corretta applicazione dei principi che regolano l’affidamento degli appalti sottosoglia enunciati dall’art. 36, comma 1, del d.lgs. 50/2016, di cui al principio di economicità, di correttezza, di libera concorrenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, di rotazione degli affidamenti; Inoltre l'Autorità ritiene che il predetto Comune non abbia garantito, nel citato periodo, la corretta applicazione di una adeguata programmazione dei lavori pubblici ex art. 21, comma 1, del d.lgs. 50/2016";
 



4 commenti
Oddiomio
2023-01-22 19:22:55
Ma in questi tre anni indove che
era l'opposizione???
Ergchegaga
2023-01-23 09:29:54
Seduta alla stessa tavola.
Giuseppe Catalini
2023-01-23 10:17:11
Premesso che quando sono in corso dei procedimenti da parte delle Autorità competenti, è d'obbligo mantenere il dovuto riserbo, va però rilevato che i fatti sotto osservazione sollevano molti dubbi su come sia amministrata Tuscania.
Le Autorità competenti sapranno valutare le responsabilità.
Renato Bagnoli
2023-01-23 16:05:08
In relazione al periodo preso in esame dall’Anac Bartolacci ha spiegato che: “Si parla del periodo tra il 2019 e il 2021, ovvero in piena pandemia, quando le emergenze si sommavano le une alle altre ed era necessario intervenire sul momento".

Forse non ricorda che l'OMS aveva dichiarato la condizione pandemica l'11 marzo 2020.
Quindi per 14 mesi e mezzo quali sarebbero state le emergenze che si sarebbero andate sommando e che non consentirono di attenersi al codice degli appalti?.

Se poi nei mesi della pandemia i dipendenti comunali lavoravano in smart working, si poteva conferire con gli uffici solo telefonicamente, raramente a seguito di appuntamento in presenza, e i cittadini erano continuamente costretti in casa dai numerosi lockdown, probabilmente la situazione contingente permetteva ai responsabili delle diverse aree di organizzare il lavoro in modo più proficuo o sbaglio?

La buona fede non è contemplata dal codice. Dovrebbe essere dimostrata e non dichiarata!

Articoli recenti
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu