● - INFORMAZIONE TRASPARENTE. di Renato Bagnoli. - Succede a Tuscania - Toscanella - 2020

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● - INFORMAZIONE TRASPARENTE. di Renato Bagnoli.

Pubblicato da in Renato Bagnoli ·
Il diritto all’informazione e il dovere di darla sono l’essenza della democrazia che richiede, imprescindibilmente, la partecipazione “cosciente” dei cittadini i quali per poter decidere devono sapere
 
Ogni informazione viene trasformata in conoscenza e la conoscenza influenza le nostre decisioni; le colpe degli effetti di una informazione poco trasparente o non corretta sono molto più distribuite di quanto crediamo o ci può far comodo pensare. La presa di coscienza ci permette di andare alla radice di ogni problema e di comprendere perché continuiamo a fare, a volte, cose di cui è evidente che in futuro ci potremmo dover pentire.
 
Un individuo affinché possa prendere decisioni corrette per sé, per la sua famiglia, per la società cui appartiene deve necessariamente sapere.  Conoscere per decidere non è una banalità ma una sfida dalla quale dipende l’effettivo esercizio delle libertà individuali, la democrazia e lo stesso benessere dei cittadini.
 
In ogni tempo e in particolare in tempi di crisi, nella società dell’informazione, l’ignoranza è un grave limite alla capacità delle persone di vivere compiutamente la propria vita, il proprio spazio decisionale, economico e sociale.
 
Da giorni sono tornati i contagi e, con questi, i video informativi del nostro sindaco.
 
Non scrivo, come afferma qualcuno, “per per mania di contrapposizione o più spesso per mia comodità, in sterili, stucchevoli e pericolose interpretazioni delle disposizioni che le Autorità sono costrette, a nostra tutela, ad emanare” ma perché ritengo che sia sempre doverosa un’informazione corretta che parta principalmente dalla conoscenza che si acquisisce leggendo attentamente le disposizioni emanate.
 
In particolare mi riferisco a quando, qualche giorno fa, venne comunicato dal primo cittadino, a seguito dell’ordinanza regionale n. Z00062 del 2 ottobre, che: “Si ritorna all’obbligo della mascherina anche quando si va in giro all’aria aperta
 
 
Mi permisi di far notare, con un post su questo blog, che “andare in giro all’aria aperta” è un’attività motoria; equivale a passeggiare o camminare e che, pertanto, andare in giro all’aria aperta è un’attività che esonera dall’obbligo di indossare la mascherina.
 
La replica del sindaco fu “vi dico di non ascoltare quei 4 personaggi che scrivono su fb delle idiozie”.
 
 
Mi risulta che non ci sia stato nessuno, oltre al sottoscritto, che sui social locali abbia “scritto idiozie” sull’uso delle mascherine.
 
 
Liberissimo di pensare che le mie sono solo idiozie, che chiederei però di motivare. Le mie idiozie, sempre documentate, hanno il solo intento di cercare di informare correttamente. Non sono infallibile e perciò sono pronto a scusarmi pubblicamente con chi dimostra il contrario delle mie affermazioni.
 
Come mai, però, dopo aver dichiarato che “si ritorna all’obbligo della mascherina anche quando si va in giro all’aria aperta”, e bollato come idiozie le affermazioni di chi spiegava il contrario, nel video del 6 ottobre, il sindaco torna sui suoi passi e dice che chi va a correre o a fare una camminata può non metterla”?
 
 
Come mai pochi giorni dopo il mio post ha cambiato idea?.
 
Se lo dicono 4 personaggi su fb è una idiozia se lo dice lui non lo è?.
 
Nello stesso video dichiara che “La mascherina va messa all’aperto e va messa sempre all’interno del centro urbano e se c’è qualcuno che scrive cose diverse lasci perdere e la smetta di dire queste stupidaggini”.
 
 
Un’altra sentenza gratuita Non supportata da nessuna ordinanza, DPCM o Decreto Legge.
 
Ciò che contesto è il continuo uso dell’avverbio “sempre” invece di “quando non possibile mantenere la distanza di sicurezza”.
 
La differenza tra “sempre” e “quando non possibile mantenere il distanziamento sociale” è la stessa che passa tra una informazione corretta e una non.  
 
Il Decreto Legge n. 125 del 7 ottobre all’art. 1 sancisce “lobbligo di avere sempre con se' dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilita' di prevederne l'obbligatorieta' dell'utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi … restando esclusi da detti obblighi i soggetti che stanno svolgendo attivita' sportiva …”.
 
Pertanto quando in luoghi aperti, o all’interno dei centri urbani non è previsto indossare sempre la mascherina mentre invece è obbligatorio averla sempre al seguito.
 
Il decreto concede invece la possibilita' ai sindaci, mediante apposite ordinanze, di prevederne l'obbligatorieta' dell'utilizzo in tutti quei luoghi all'aperto che per le caratteristiche o per le circostanze di fatto, non possono garantire in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
 
Se sono esclusi da detti obblighi “i soggetti che stanno svolgendo attivita' sportiva” sarebbe interessante che qualcuno ci spiegasse cosa si intende per “svolgere attività sportiva” e “assembramento”.
 
Le risposte non sono poi così ovvie come sembrerebbero essere.
 
Ora mi aspetto, come sempre accade, non appena si leva la mia voce fuori dal coro, di essere bollato come un idiota farneticante perché, secondo i nostri amministratori, o la pensi come la massa e chi governa la città o sei fuori.

 
Renato Bagnoli
 



7 commenti
Voto medio: 170.0/5
Renato Bagnoli
2020-10-11 17:35:25
Questa mattina il Viminale ha inviato a tutti i Prefetti la circolare prot. n. 15350/117(2)/Uff. III-Prot.Civ. con la quale chiarisce che anche chi fa attività motoria deve indossare la mascherina.
Il chiarimento mi sembra superfluo visto che il D.L. n. 125 del 7 ottobre 2020 esonera solo coloro che stanno esercitando un’attività sportiva.
Pertanto non è più possibile andare a camminare o correre in via dell’Olivo.
Sarebbe necessario che il Viminale chiarisse anche cosa intende per attività sportiva.
Renato Bagnoli
2020-10-11 17:47:23
Stando a quanto indicato dal Ministero della Salute "l'attività sportiva comprende situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole ben precise sia in contesti ufficiali o non".
Stando quindi a questa definizione l'obbligo della mascherina viene meno solo per chi partecipa a competizioni o gare e rimarrebbe durante gli allenamenti?.
Quindi, se faccio una partita di basket o di calcio a 5 in un contesto ufficiale o se tra amici in un contesto non ufficiale sono esonerato? E se vado in bicicletta da solo devo indossarla mentre se siamo in gruppo dobbiamo sempre pedalare sotto sforzo come fossimo in gara?.
Ma disposizioni chiare e comprensibili a tutti NO?.
Attendo ulteriori chiarimenti.
Ergchegaga
2020-10-12 10:12:40
Buongiorno,
rimango stupito della assoluta ed univoca personalizzazione di alcune frasi che avevano caratterizzato una mia precedente replica ad altro post, "...mania di contrapposizione, ...sterili, stucchevoli e pericolose interpretazioni...."-
Le mie considerazioni erano rivolte ad una pluralità di soggetti, se poi un singolo se le sente tutte cucite addosso in questo caso trattasi o di iper considerazione del proprio ego oppure effettivamente è stato centrato il punto.
Ora, seguito ulteriori disposizioni che le Autorità sono state costrette ad emanare, da più parti si chiedono chiarimenti che sembrerebbero essere necessari sino all'eccesso, direi quasi al ridicolo.
Come se da adulti ci stessimo ancora chiedendo il giusto verso di indossare le mutande.
Eppure, ascoltando ieri sera le parole del Sig.Ministro Speranza, è stato sin troppo facile percepire il chiaro messaggio che si vuole inviare ai cittadini tutti. La pandemia non ha mai interrotto la sua circolazione fra la popolazione e ora stando ai numeri che ci vengono giornalmente comunicati abbiamo la "conoscenza" che gli stessi sono in rapida risalita rischiando di rimandare in affanno le strutture sanitarie, di rendere precario il normale svolgimento dell'attività scolastica, di non riuscire a dare continuità alla ripresa delle attività produttive.
Purtroppo siamo quì a discernere su come, dove e quando indossare la mascherina, dimenticando il sottile ma chiaro confine fra Libertà personale e Rispetto civile.
Personalmente mi ritengo un "privilegiato", questa mattina ho potuto scegliere cosa fare, portare a spasso il cane, recarmi dal fornaio, leggere le news di questo blog e dedicarmi a dare risposta ad un post.
Non tutti sono in queste condizioni, a loro, col nostro comportamento e la nostra sensibilità, deve andare la nostra attenzione.
Cordialità
Renato Bagnoli
2020-10-12 14:42:45
Il Ministro della Salute Speranza ha una laurea in scienze politiche e un dottorato di ricerca in Storia dell’Europa mediterranea.
Il database di ricerca scientifica “Scopus” di Amsterdam, ha valutato attraverso il punteggio denominato H-Index il prestigio e l’autorevolezza dei principali medici di tutto il mondo coinvolti nell’emergenza coronavirus. Il sistema di valutazione contempla una mediocrità che si assesta sui 50 punti e un’autorevolezza solida sopra gli 80.
Per quello che riguarda gli italiani spiccano due aspetti: i più presenti nei media raramente hanno un punteggio alto; quelli più in alto nella classifica non sono consulenti del governo e sono poco presenti o totalmente assenti dalle televisioni.
I primi italiani sono i dottori Mantovani con 167, Remuzzi con 158 e Gattinoni a 84 che purtroppo non sono consulenti del Governo. Non ho mai avuto modo di leggere loro interviste o vedere dibattiti televisivi ai quali abbiano partecipato.
Nella graduatoria troviamo anche i dottori Ippolito (61), Crisanti (49), Capua (48), Ricciardi (39), Lopalco (33), Burioni (26), Brusaferro (21), Pregliasco (14) e Tarro (10).
Ippolito e Brusaferro fanno parte del CTS.
Tutti questi ultimi, tranne il primo, hanno ottenuto valutazioni mediocri o molto scadenti e, da mesi, a tutte le ore, sono continuamente in tutti i Tg e talk show nella veste di esperti sars cov-2.
Se per qualcuno “è sin troppo facile percepire il chiaro messaggio che il Ministro Speranza vuole inviare a tutti i cittadini” per me invece non lo è.
Non mi fido del Ministro, dei tecnici e dei numeri che snocciolano così cerco tra le righe e le virgole delle loro disposizioni, poco chiare e trasparenti, se esiste la possibilità di non utilizzare la mascherina.
Per evitare ogni discussione e perdere tempo nel “discernere su come, dove e quando indossare la mascherina, dimenticando il sottile ma chiaro confine fra Libertà personale e Rispetto civile” basterebbe emanare ordinanze, decreti o leggi di buon senso, chiare e comprensibili a tutti senza scaricare la responsabilità di sanzionare, senza comprendere, sulle Forze dell’Ordine.
Renato Bagnoli
2020-10-12 16:46:32
Non porto mutande.
Quando l'uso dovesse essere reso obbligatorio allora quasi certamente, tra tutte le domande che intendero' porre, ci sarà anche quella relativa al verso giusto.
Renato Bagnoli
2020-10-12 18:24:31
Per correttezza devo precisare che l'ultimo report di Scopus attribuisce questi indici: Mantovani 191, Capua 62, Crisanti 59, Burioni 32.
Gigi Pica
2020-10-12 20:27:56
@vave: le regole valgono per tutti, mail valide, avrei pubblicato volentieri il suo post anche se conteneva un odio profondo per Bagnoli, ma la sua mail non esiste. Mi spiace. Tiri fuori le palle.

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