• - ANNA RITA PROPERZI GUIDA TURISTICA: IL PAESAGGIO DELLA TUSCIA LO SCATTO DELLA RIPARTENZA. - Succede a Tuscania - Toscanella - 2020

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

• - ANNA RITA PROPERZI GUIDA TURISTICA: IL PAESAGGIO DELLA TUSCIA LO SCATTO DELLA RIPARTENZA.

Pubblicato da in Blog Toscanella ·
Essere una guida turistica al tempo del coronavirus, significa aver perso in modo drammatico il lavoro e sapersi reinventare. La narrazione di questa settimana è di Anna Rita Properzi, guida ambientale escursionistica, Aigae – Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. Di sé dice: “Vivo a Tuscania e la porto nel mio cuore come una delle città più belle della Tuscia. La mia astrazione di viaggio è quella di un percorso fatto di emozioni che spingono nella vita reale e autentica dei luoghi, è così che quell’esperienza diventa un abbraccio che fa sentire il visitatore accolto e custodirà in sé il desiderio di tornare”. Abbiamo chiesto ad Anna Rita Properzi, guida resiliente nella sua Tuscania, cosa sta imparando da questa crisi e quale contributo è richiesto per adattarci e integrarci in modo efficace nel mondo che sarà. Proviamo ad ascoltarla…
 
Questo momento imprevisto epocale ci sta consegnando anche una grande occasione, sta a noi saperla cogliere. La Tuscia ha un patrimonio di bellezze inestimabili.
 
Ho sempre creduto nelle potenzialità della nostra Tuscia. Può sembrare romantico, ma le bellezze inestimabili che abbiamo mi hanno spinto verso quella che oggi è la mia professione. Da anni a raccontare le meraviglie della Tuscia ai  turisti da tutta Italia.
 
La Tuscia dispone di molte risorse in parte ancora sommerse e poco valorizzate. Il nostro paesaggio, cosi vario nel raggio di pochi chilometri, è una delle peculiarità di questo immenso patrimonio. Basta allontanarsi di poco dalle città per ritrovarsi su percorsi naturalistici incantevoli e raggiungere siti archeologici poco conosciuti ma, a dir poco, seducenti. Abbiamo la fortuna di avere delle Riserve Naturali con una rete sentieristica percorribile e molte aree protette, siti di interesse comunitario per la particolare vegetazione e zone di protezione speciale per la fauna. C’è poi un mondo che io chiamo sommerso, quello de piccoli borghi quasi ignorati o più lontani dalle rotte turistiche, ognuno dei quali offre delle piacevolissime scoperte, dal piccolo museo che conserva oggetti unici alle dimore storiche e ai castelli privati mantenuti con cura e amore.
 
Che  provenienza hanno i suoi gruppi, cosa prediligono del territorio?
 
Le mie proposte sono per un pubblico che ama assaporare lentamente la nostra antica naturalezza. I gruppi organizzati con cui lavoro provengono da molti paesi del mondo. In primavera e in autunno, il periodo di punta, arrivano turisti italiani provenienti da varie regioni, molti dal nord Italia e stranieri provenienti da vari paesi d’Europa: Belgio, Francia, Spagna, Germania, Norvegia. Numerosa la presenza di turisti americani, cinesi e giapponesi. Per le passeggiate e le visite guidate giornaliere che organizzo, il pubblico proviene maggiormente dalla macroregione Lazio – Umbria. Amano fare sosta, il turista è attratto dall’aspetto incontaminato del nostro paesaggio, dai tempi e ritmi rilassanti delle nostre città, dall’atmosfera familiare e accogliente di molte strutture ricettive e dall’alta qualità dei prodotti tipici.
 
Quali sono invece le realtà sui cui puntare in modo nuovo per aprirsi a un mercato più vasto?
 
Sono conscia che l’emergenza non ha minimizzato le nostre bellezze, anzi, abbiamo un patrimonio che ci sta aspettando.
 
Continuerò  a rappresentare itinerari insoliti ma di grande fascino che mettano in primo piano i vantaggi che il nostro territorio può offrire al visitatore.
 
La Tuscia è una terra che vanta molti castelli e dimore storiche, alcune di queste sono private ma i proprietari aprono volentieri le porte delle loro residenze a un pubblico attento e la visita diventa un’esperienza indimenticabile. Altri itinerari molto particolari sono quelli dedicati ai giardini storici o d’artista di cui la Tuscia può vantare un nutrito numero. Senza sottovalutare i cammini di pellegrinaggio e non solo come la Via Francigena, ma anche il cicloturismo e i percorsi enogastronomici con la visita alle aziende produttrici.
 
 
Quindi il paesaggio passa oltre che per la sua storicità, anche per la qualità ambientale che sa offrire?
 
La nostra offerta deve essere coerente, bisogna investire nella tutela del nostro paesaggio, sostenendo il turismo ambientale, solleticando un target di qualità che è quello che ritorna e fidelizza il luogo. E’ il motivo per cui va contrastata la cementificazione selvaggia, pale eoliche, impianti fotovoltaici che deturpano la bellezza dei paesaggi…
 
 
Cosa ha funzionato sino a oggi nel suo programma organizzativo e che cosa è necessario fare per farsi trovare pronti alla ripartenza?
 
Bisognerà saper distinguere le diverse esigenze del pubblico che trattiamo. Per i tour con i gruppi organizzati da agenzie di viaggi e tour operator la Tuscia è sempre una grande conferma .Esiste però una clientela  interessata a percorsi alternativi, di nicchia ma di grande gradimento. La capacità della guida sta nell’entrare nel  visitatore con la magia dei segreti e delle bellezze ben custodite o nascoste. Il tutto rimodulato nel distanziamento con flussi minori rispetto al passato. Ne guadagnerà la relazione umana , ma è necessaria l’azione di sostegno economico che il governo deve emanare.
 
Il ministro Franceschini sottolinea l’importanza della cultura come volano della ripartenza, proponendo un bonus per incentivare il turismo interno tutto italiano. La trova una buona mossa?
 
Che la cultura e il turismo siano per l’Italia la principale risorsa, spesso trascurata, non ho mai avuto dubbi. Penso che il bonus sia un ottimo incentivo perché in questo periodo di emergenza il restare a casa non è stato uguale per tutti. Solo con investimenti forti e duraturi il settore legato al turismo potrà risorgere, svolgendo un ruolo significativo nella ripresa del nostro bel Paese.
 
Pensa che un discorso di rete tra guide turistiche possa sollecitare un programma organizzato, magari insieme ai Comuni o serve la spinta di una confederazione di settore?
 
Creare una rete tra i vari referenti del turismo, lo diciamo da tanto tempo, è oggi più che mai necessario, la stagione turistica 2020 è stata in un attimo cancellata, probabilmente non vedrà la ripresa se non nella primavera 2021. Una rete di coordinamento tra le realtà locali che si muovano insieme per promuovere e accogliere i turisti e visitatori, collaborando attivamente con agenzie di viaggio e dai tour operator sulle diverse attrattive dei territori la vedo vantaggiosa.ConfGuide, presente su tutto il territorio nazionale, ha la forza di comunicare con le istituzioni e può essere un ottimo catalizzatore in questo momento. Ma esistono molte altre realtà che fanno capo al turismo, come ad esempio Confturismo, che da sempre se ne occupa, insieme alle quali ConfGuide svolge un ruolo molto importante.
 
In questo momento di distanziamento e fermo in casa, come coccola i suoi gruppi?
 
L’utilizzo costante dei social è la vera sfida per diffondere nuovi itinerari, raccontare di nuovo quelli già proposti con successo.  E’una boccata di ottimismo e pure l’occasione di approfondimento di percorsi e mete visitate insieme, per abituare la memoria a riprogrammare il proprio futuro.
 
Ci racconti un episodio che l’ha particolarmente gratificata perché ha saputo esprimere nel visitatore i valori essenziali di un territorio di cui si è sentita testimonianza viva, per la sua bellezza e per il sentimento di appartenenza e di radicamento…
 
E’ capitato più volte nei percorsi più intimi, entrando alla scoperta dei piccoli borghi e nelle residenze private poco conosciute. In quelle occasioni ho letto negli occhi dei visitatori l’emozione e la gratitudine per averli fatti scoprire e raccontati nella magia della storia di coloro che li hanno abitati e vissuti. La nostra indole di fatto è prenderci cura delle persone che sono con noi
 
Con questa  riflessione quasi rivolta a se ci Anna Rita Properzi ci dà commiato:
 
Pensare  e progettare il nostro lavoro significa orientarne cultura, narrazione, riconoscibilità, per gettare le basi oggi del nuovo turismo di domani. La guida turistica si pone in maniera centrale in questa logica di previsione che è declinabile solo nella emanazione della politica, di chi ci governa. Io personalmente ci conto.
 
Lo speriamo anche noi.
 Di seguito alcune foto delle escursioni culturali:








Nessun commento

Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu