● – IL 3 AGOSTO DI 50 ANNI FA CI LASCIAVA MONS. LEOPARDO VENTURINI - Succede a Tuscania - Toscanella - 2017


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● – IL 3 AGOSTO DI 50 ANNI FA CI LASCIAVA MONS. LEOPARDO VENTURINI

Pubblicato da in Blog Toscanella ·
 
Mons. Leopardo Venturini nacque a Tuscania il 17 agosto 1911 Nel 1923 entrò nel Seminario di Tuscania. Nel 1927 fu mandato a proseguire gli studi liceali e teologici presso il Pontificio Seminario Leoniano di Anagni. Nel 1930 conseguì la laurea in filosofia. Nel 1933 si trasferì presso il Pontificio Seminario Regionale della Quercia, dove terminò gli studi di teologia e venne ordinato sacerdote il 18 marzo 1934 dal vescovo Mons. Emidio Trenta.
 
Egli seppe dividere con lo stesso zelo la sua vita fra l'insegnamento di filosofia nel Seminario della Quercia (dal 1935 al 1962) e l'attività sociale in Tuscania, Viterbo e Capodimonte.
 
A Tuscania nel 1947 fu assistente del Centro Italiano femminile (C.I.F.) e contemporaneamente organizzò le prime colonie estive per bambini a Capodimonte e a Tarquinia. Divenuto Delegato regionale delle A.C.L.I., riuscì a mettere insieme a Tuscania una cooperativa di muratori, che costruirono i palazzi di Via Cerasa.
 
Nel 1951 progettò la creazione di un Istituto a Capodimonte, e pose la prima pietra in un'area che si affaccia sulla riva del lago; ma soltanto nel 1961 Don Leopardo poté realizzare il suo sogno, inaugurando l'Istituto S. Cuore, dove sono passati numerosissimi ragazzi provenienti dalle province laziali e dalle regioni limitrofe. "Fu un apostolo convinto della devozione al Sacro Cuore - scriveva Mons. Giovanni Antonazzi nel1968; fu zelantissimo della consacrazione personale: dal Sacro Cuore ebbe segni tangibili di favore in momenti delicati e critici. E al Sacro Cuore volle dedicata l'ultima sua realizzazione, la più evangelicamente genuina, perché diretta ai piccoli e per di più sofferenti. Di questa provvidenziale opera trovo nella corrispondenza un solo discreto accenno (in una lettera del20 dicembre 1961) "Non so se hai saputo che, qui a Capodimonte, ho aperto un Collegio per 'ritardati scolastici'. Speriamo che almeno questa esperienza vada bene (per ora la dirigo personalmente)". Capodimonte divenne un "fuoco" irradiatore di luce e di calore umanissimo e soprannaturale. Il Signore aveva preso in parola il desiderio e il dono di Don Leopardo, e lo portò davvero sulle "montagne altissime", ma ve lo portò alla maniera sua, a quella terribile maniera del suo amore, che - è stato detto drasticamente - non è "dolce" se non per i santi o per coloro che non sanno quello che dicono. È il prezzo che costano le scalate di grado superiore. Capodimonte si trasformò in altare, ove egli - con Cristo -fu sacerdote e vittima. Fu il monte dalla sua trasfigurazione, non gloriosa, ma dolorosa, eppure soffusa di cristiana letizia, che si diffondeva allargandosi come il cerchio dell'onda sul lago antistante. In un momento disconforto, una volta, gli dissi: fatti animo, vecchio mio, un giorno su questa tua cattedra vale presso Dio più dei trent'anni sulla cattedra di filosofia. Non rispose, non poteva quasi più farsi capire. Ma quei suoi occhioni limpidi e luminosi sfavillarono, ed egli annuì col sorriso più dolce. A quanti lo sappiamo esentiamo vivo in mezzo a noi non sarà possibile dimenticare la luce di quegli occhi e la dolcezza di quel sorriso. Ed è grande grazia".
 
La vita di Don Leopardo fu poema sacerdotale, a cui attinsero numerosi alunni, confratelli, laici. Non cessò di diffondere fede, speranza, amore, anche quando, colpito dalla grave malattia, era costretto a parlare del suo Dio con un filo di voce attraverso un microfono. La sua memoria è rimasta viva tra i suoi colleghi d'insegnamento e tra i suoi numerosi alunni.
 
Canonico teologo del Capitolo della Cattedrale per molti anni, il vescovo Mons. Adelchi Albanesi lo nominò prima delegato vescovile (nomina del 1° gennaio 1956), poi vicario generale dal 1962. Il Papa lo insignì del titolo di Cameriere Segreto. Morì a Tuscania il 3 Agosto 1967 (Prof. Giuseppe Giontella)
 
“Ringrazio il Signore per averlo conosciuto e ricordo le sue splendide omelie in Duomo anche se ero un ragazzino rimanevo incantato dalla sua oratoria, dalla sua cultura e da quel suo modo tutto personale di annunciare il vangelo. Noi tutti Comunità di Tuscania lo vogliamo ricordare con affetto e Lui che tanto amò la Chiesa di Tuscania si unisca alla nostra preghiera".
 
Il giorno 4 Agosto, alle ore 18:00, ricorrendo l'anniversario della sua morte, nella Chiesa dei Santi martiri celebreremo la S. Messa in suffragio di Mons. Leopardo Venturini e della sorella Pina.
 



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