• - OLIVO COME CHERNOBYL? - Succede a Tuscania - Toscanella - 2019


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• - OLIVO COME CHERNOBYL?

Pubblicato da in Renato Bagnoli ·
Prima di introdurre l’articolo riguardante le condizioni della Piscina dell’ Olivo, permettetemi di ricordarvi quanto scritto nel programma della lista Obiettivo Comune nel lontano 2014 che a proposito del Polisportivo dice:
 
“E’  nostra  intenzione,  sulla  base  delle  disponibilità  economiche  che  si  verranno  a creare, avviare  la ristrutturazione degli impianti sportivi dell’Olivo, questo sarà uno dei nostri obiettivi primari, dotandoli anche di impianti di Energia Rinnovabile capaci di sostenere l’economicità delle strutture esistenti e favorire quelle da realizzare.”
- e inoltre
“Vorremmo trasformare l’impianto dove oggi esiste la piscina dell’Olivo, in palazzetto dello  sport  più  ampio    e  comodo  in  alternativa  ad  esso,  realizzare  una  piscina  in struttura moderna a costi contenuti.”  
 
Ad oggi poco è cambiato e i tuscanesi per andare in piscina sono costretti ad andare nei paesi limitrofi. secondo voi questa si chiama buona amministrazione? - luigi pica
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 Il tetto interno della piscina sembra essere crollato

A Nord di Kiev, fino al confine con la Bielorussia e oltre, le mappe mostrano una distesa verde, quasi ininterrotta attorno al grande bacino del fiume Dnepr, che bagna la città e la divide in quartieri disegnati dalle sue anse. Lì in mezzo c’è Chernobyl, quella cittadina che il 26 aprile 1986 salì alla ribalta internazionale per il disastro nucleare causato dall’esplosione di un reattore della sua centrale atomica.
 
Chernobyl è stata dapprima un’attrazione per esploratori dell’estremo ma oggi è quasi un fenomeno di massa, una voce in attivo nei difficili bilanci ucraini, un marchio da vendere. Ci sono agenzie e siti online che offrono pacchetti diversificati, dalla gita di un giorno ai viaggi più lunghi che prevedono anche incontri con gli abitanti rimasti e un’esplorazione dei siti interessati dalla catastrofe. I più coraggiosi possono perfino pernottare in loco e degustare prodotti e piatti tipici preparati da un ristorante.
 
Oggi Chernobyl è diventato un “brand” e la zona intorno alla centrale è oggi un luogo visitabile, e sempre più visitato, dai turisti. Sono più di 20 mila all'anno le presenze all’interno del sito: un'escursione giornaliera costa oltre 100 dollari; un business che muove l'economia locale, provata dalla crisi in cui è sprofondata l'Ucraina dopo la catastrofe politica del 2014.
 
Anche a Tuscania abbiamo un sito che sembra essere quello di Chernobyl. Un luogo che rievoca un quartiere irakeno bombardato pesantemente o un centro urbano post-apocalittico, di un futuro fantascientifico.
 
 
Il polisportivo dell’Olivo una volta angolo di paradiso, oggi sembra essere un posto abbandonato e deserto, la cui ambientazione temporale potrebbe essere quella immediatamente successiva ad una catastrofe nucleare o ambientale. Sembra un luogo abitato, in un passato non molto lontano, da una civiltà avanzata e devastato poi da una catastrofe. Un posto in cui sarebbe possibile, focalizzandosi sulla psicologia di eventuali sopravvissuti, cercare di comprendere il motivo della perdita della memoria storica che portò al disastro. Una civiltà pre-catastrofe ormai scomparsa dalla storia divenuta leggenda. Una civiltà perduta che aveva raggiunto un elevato sviluppo scientifico-tecnologico che però non gli ha evitato di estinguersi.
 
Questa civiltà si era riproposta, con un programma approvato dalla maggior parte  dei suoi componenti, di: “avviare la ristrutturazione degli impianti sportivi dell’Olivo, questo sarà uno dei nostri obiettivi primari. Vorremmo trasformare l’impianto dove oggi esiste la piscina dell’Olivo, in palazzetto dello sport più ampio e comodo in alternativa ad esso, realizzare una piscina in struttura moderna a costi contenuti”.
 
Ma a distanza di pochi anni il risultato è sotto gli occhi di tutti.
 
Oltre al quartiere Ex Gescal, anche il polisportivo sembra essere un quartiere bombardato di Beirut, un quartiere apocalittico.
 
Per migliorare lo sviluppo turistico del nostro territorio e incrementare il bilancio comunale non potremmo fare anche noi quanto fecero i bielorussi con Chernobyl?.
 
Non si potrebbe affittare tutto il sito agli appassionati di “soft air”, agli amanti delle armi e di simulazione di azioni militari in ambiente urbano, o ancora come set per film di fantascienza o post-apocalittici?.
 Potrebbe essere un’idea?











 



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