● - LA NAVE PASSEGGERI ITALIANA SILURATA ED AFFONDATA DURANTE LA TRAVERSATA DELLA NAVIGAZIONE TRA ALBANIA ED ITALIA. di Pietro Borgi - Succede a Tuscania - Toscanella - 2021

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● - LA NAVE PASSEGGERI ITALIANA SILURATA ED AFFONDATA DURANTE LA TRAVERSATA DELLA NAVIGAZIONE TRA ALBANIA ED ITALIA. di Pietro Borgi

Pubblicato da in Blog Toscanella ·
C’è chi ricorda ancora oggi, nel 2021 a Tuscania ed a Piansano di aver sentito parlare della grande tragedia della nave passeggeri italiana che venne silurata ed affondata, si diceva, dagli inglesi. Aveva a bordo anche emigranti piansanesi e tuscanesi.  Alcuni dovettero rientrare in patria a causa della guerra in corso.
 
Arrivò l’ordine per tutti gli italiani in Albania. Poi siamo stati occupati anche noi dai nostri alleati camerati tedeschi a causa dell’armistizio chiesto dal generale Pietro Badoglio, maresciallo d’Italia, agli alleati americani, inglesi e francesi per l’inutile continuazione della insensata, scellerata ed impari lotta.
 
Morirono molti con la nave ma la sorte volle che un emigrante tuscanese di nome Orizeo Bellomarini si salvò, riuscendo ad aggrapparsi ad una tavola che galleggiava;  ce lo hanno raccontato i nostri genitori e quelli della famiglia Fava. Anche loro erano con noi a Durazzo.
 
Un  detto recita: ”Ti ha salvato qualche santo in paradiso?” Noi ne abbiamo tre di santi: Veriano, Secondiano e Marcelliano. Chi dei tre santi martiri gli avrà fatto avvistare e trovare la tavola della salvezza? A proposito di santi nostrani, mi viene spontaneo pensare cosa avranno fatto di così orribile da essere martirizzati.
 
Salto come si suol dire da palo in frasca ! Tornando all’Albania a Durazzo, nostra sorella Antonia, la primogenita, portò un mazzo di fiori a Mussolini in una sua visita alle colonie italiane. Più volte lo ha raccontato nelle varie occasioni.  I nostri genitori abitavano in un villaggio del comune di Durazzo a qualche chilometro dal mare e a poche decine di metri dalla ferrovia che arrivava fino al mare dove c’era una colonia per gli italiani.
 
Di tre figli nessuno di noi è nato a Tuscania, il paese del babbo. La primogenita nacque a Grosseto nel 1933 dove  nostro padre lavorava in un’azienda agricola di nobili. Io sono nato a Piansano nel 1934, Angela a Tirana nel 1939. In una  foto del’epoca vi sono gli albanesi con i loro vestiti tradizionali. Alcuni anni fa chiesi delle informazioni ad un giovane albanese e mi rispose che nel nord dell’Albania alcune persone ancora oggi indossano  quel tipo di vestiti d’epoca, tradizionali.  Ritornando alla nave,  fu poi  rimandata la partenza di un’altro convoglio a causa di sospetti sottomarini inglesi che navigavano al largo.



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