● - CERTE ASSOCIAZIONI FAREBBERO BENE A TACERE QUANDO SANNO DI DIRE SOLO FALSITÀ. - Succede a Tuscania - Toscanella - 2019


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● - CERTE ASSOCIAZIONI FAREBBERO BENE A TACERE QUANDO SANNO DI DIRE SOLO FALSITÀ.

Pubblicato da in Blog Toscanella ·

Ricevo dalla società DCS e pubblico nel mio blog:
 
La Società DCS, promotrice dell’impianto fotovoltaico in località Pian di vico, a Tuscania, si sente in dovere di controbattere alle ultime dichiarazioni lette sulla stampa locale.
 
Le dichiarazioni in oggetto stavolta sono a firma di un gruppo di associazioni ambientaliste: Assotuscania, Gruppo di Intervento Giuridico Onlus, Italia Nostra, LIPU – Bridlife Italia, Mountain Wilderness e Pro Natura, ma fanno parte di una massiccia campagna di demonizzazione (che in più frangenti ha sconfinato in vera disinformazione) del progetto di Pian di vico e delle energie rinnovabili in generale.
 
Risulta paradossale dover difendere tali progetti proprio nel periodo storico in cui gli scienziati di tutto il mondo hanno riconosciuto che il cambiamento climatico, di cui tutti vediamo e subiamo gli effetti sia a scala locale che globale, è inconfutabilmente opera dell’uomo.
 
Nel mese più caldo dell’anno più caldo mai registrato a memoria d’uomo, mentre tutti gli esperti mondiali ci avvisano di essere vicini al punto di non ritorno perché l’atmosfera è satura della CO2 prodotta dalle combustioni che alimentano la società moderna e globalizzata, il pianeta si riscalda a ritmi mai visti nei millenni precedenti, la zona temperata del mondo (per intenderci, quella in cui viviamo) è a fortissimo rischio di desertificazione, l’Europa ci impone di aumentare in maniera significativa la nostra quota nazionale di produzione di energia rinnovabile, assistiamo con stupore alla crescita di “ambientalismi da cortile”.
 
L’articolo da cui prendiamo spunto, e a cui intendiamo rispondere, titola a proposito dell’impianto di Pian di Vico: “un autentico scempio ambientale”.
 
Esaminandone il testo, si legge di “terreni agricoli e boscati stravolti dalla speculazione energetica, senza che venga eliminata nemmeno una centrale elettrica alimentata da fonti fossili”, e di “pesanti impatti sull'ambiente e sui contesti economico-sociali locali”.
 
Ebbene, queste affermazioni – lacunose ed erronee - denotano una visione forzatamente di parte, e palesemente miope. Se si fosse esaminato il progetto, prima di osteggiarlo, si sarebbe visto che i terreni agricoli non vengono minimamente stravolti, le aree boscate non vengono nemmeno toccate, gli impatti sull’ambiente sono di fatto minimi e temporanei, completamente reversibili, e le ricadute socio-economiche nel loro complesso obiettivamente positive.
 
I terreni coinvolti sono terreni in gran parte coltivati a grano e cereali, non di certo a produzioni di ortaggi o frutti, venduti dai proprietari di propria iniziativa, vista anche la crescente crisi che investe il settore agricolo. Le aree boscate sono una vera invenzione non essendo dal progetto interessata nessuna area  con tali caratteristiche e, ogni singolo albero presente sulle proprietà verrà mantenuto in tutta la sua bellezza. Inoltre, verranno impiantati nuovi alberi, arbusti e cespugli, e in numero considerevole. I terreni continueranno a essere utilizzati per la pastorizia.
 
D’altra parte, il progetto è stato sottoposto (e sottolineiamo volontariamente) alla più completa procedura di valutazione degli impatti ambientali prevista dalle nostre leggi nazionali, ed esaminato da tutti gli Enti preposti ad esprimersi per le singole aree di competenza, e tutti hanno dato parere positivo.
 
L’unico parere negativo è stato dato dalla Soprintendenza, paventando impatti sul contesto di paesaggio storico e archeologico. A parte che il parere della Soprintendenza non è né qualificato né vincolante, essendo l’impianto fuori da ogni area di vincolo, si deve considerare che l’impianto è invisibile e schermato dalle pubbliche vie e che la relazione archeologica preventiva ha escluso la presenza di beni archeologici.
 
Ecco perché la Regione e tutti gli Enti intervenuti hanno superato il dissenso all’unanimità (tra l’altro, la stessa Soprintendente Arch. Farina ha dichiarato in Conferenza dei Servizi che essendo l’impianto fuori da zone di vincolo, la Soprintendenza non dovrebbe proprio esprimersi).
 
Per l’ubicazione del progetto è stata scelta un’area individuata come compatibile, a fronte del suo relativo valore paesaggistico, dal Comune stesso tramite una delibera di consiglio comunale votata all’unanimità e redatta con l’ausilio proprio dell’associazione Assotuscania.
 
La compatibilità del progetto con la pianificazione energetica regionale vigente è stata dichiarata nel parere positivo della competente Area regionale.
 
Il potenziale impatto sui beni archeologici eventualmente reperiti durante i lavori è stato portato a zero con le prescrizioni di far seguire passo passo  la realizzazione delle opere da archeologi qualificati, che dovranno tenere i contatti non con l’impresa, ma direttamente con gli Enti preposti.
 
Enel sta smantellando oltre 20 centrali termoelettriche grazie alla produzione di energie rinnovabili (tra cui spiccano fotovoltaico ed eolico), una delle quali a Montalto di Castro.
 
Nonostante ciò,  sedicenti associazioni ambientaliste, che talvolta sono mosse solo dalla difesa del proprio ristretto giardino, forniscono informazioni lacunose o persino destituite di fondamento e spesso cercano di raccogliere denaro disinformando l’opinione pubblica e attuando collette che hanno il sapore di quelle fatte ai tempi della scuola. Con ingenuità disarmante, ma forse talvolta anche con allarmante malafede.
 
Sarebbe molto più onesto e costruttivo da parte di questi soggetti interloquire con le Società che propongo i progetti, anziché combatterle a nome di sedicenti “comitati”, dei quali non si è mai visto un aderente, promossi da personaggi quantomeno poco competenti, mossi da una radicale concezione di ostracismo a qualsiasi iniziativa privata.
 
Addirittura, persone qualificatesi come vicine alla Assotuscania, prima di questo attacco, ci hanno contattato per sapere se l’autorizzazione del progetto di Pian di Vico fosse in vendita, dicendosi rappresentati di soggetti  interessate all’acquisto.
 
C’è di vero, nell’articolo, che contro il progetto è stato proposta opposizione al Consiglio dei Ministri dal MIBAC, che ha anche fatto ricorso al TAR, iniziativa giudiziaria promossa anche dal Comitato Salute e Ambiente. A oggi siamo in attesa che il Consiglio dei Ministri si esprima in merito all’opposizione presentata dal MIBAC; nel frattempo, però, il TAR ha respinto le istanze cautelari sia  del MIBAC stesso che del Comitato Salute e Ambiente di Carlo Leoni e Adrian Moss, che ancora oggi chiedono contributi per le spese di detto ricorso, non menzionando che la loro domanda di sospensiva è stata rigettata non solo per l’assenza di pericolo, ma anche perché presenta aspetti di inammissibilità.
 
Peraltro, il Comitato Salute e Ambiente non ha nemmeno notificato il ricorso al TAR a DCS, soggetto contro-interessato, così condannando inevitabilmente il ricorso al rigetto finale.
 
Viene da chiedersi, allora, se contributi che si continuano a raccogliere vengano rendicontati e gestiti in maniera trasparente e ai soli fini per cui dichiaratamente vengono richiesti.
 
Comunque, riflettendo sulle iniziative giudiziarie, sulle raccolte fondi, sulla poderosa campagna stampa attuata, pensiamo che sarebbe stato molto più trasparente, intellettualmente onesto e scientificamente formativo proporre tavoli tecnici in contraddittorio con le Società che si osteggiano, dandoci modo di rispondere in modo tecnico e magari insegnando qualcosa a chi in buona fede ignora i fatti.
 
Nel nostro caso, più volte ci siamo pubblicamente dichiarati disponibili a questi tipi di incontri, ma non abbiamo mai ricevuto risposte.
 
Il dubbio è legittimo: sarà un caso?
 
 
L’amministratore di DCS.
 
Nato e residente a Tarquinia .
 
Non della Sardegna  o del Trentino o Francese.
 



11 commenti
Voto medio: 1115.0/5
2019-08-16 12:28:09
la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale ha formalizzato per ben due volte parere negativo (note prot. n. 21319 del 5 novembre 2018 e n. 2465 del 4 febbraio 2019) ai fini dell’impatto ambientale/paesaggistico sul progetto di impianto fotovoltaico a terra, coinvolgente circa 250 ettari.
L’intera area è classificata nel vigente Piano Territoriale Paesistico del Lazio in buona parte come “paesaggio agrario di valore” (art. 25 delle N.t.A.) e in parte “paesaggio naturale agrario” (art. 22 N.t.A.), destinata a conservazione integrale. Si tratta di un pregevole contesto di paesaggio archeologico (insediamenti e necropoli etruschi e romani del Fosso Arroncino di Pian di Vico) e storico (casale settecentesco di Pian di Vico, torre medievale di Castel d’Arunto, borgo e chiesetta medievali di San Giuliano) della Tuscia.
Nel piano energetico regionale (P.E.R.) Lazio viene chiaramente privilegiato per il fotovoltaico il posizionamento sulle coperture degli edifici al di fuori dei centri storici e nelle aree produttive degradate, l’insediamento di impianti a basso impatto ambientale, nonché, solo per impianti mini e micro-eolico, in aree marginali o degradate l’insediamento “a terra”, al fine di ridurre al minimo il consumo del suolo.

Se non dispiace, sono fatti, non favole.
Raffaello Giacchetti
2019-08-16 15:50:31
I fatti sono che si dovrebbero leggere tutti gli atti della procedura, prima di parlare, e non estrapolare solo quelli che apparentemente fanno comodo a sostenere le proprie teorie. Questa si chiama onestà intellettuale, valore che sappiamo apprezzare anche in chi ha un punto di vista diverso dal nostro.
Praticando l'onestà intellettuale, si potrebbe per esempio scoprire che per legge la Soprintendenza come, tutti gli Enti, poteva esprimere un solo parere; si potrebbe appurare che la Soprintendente Arch. FARINA ha emesso il primo parere senza aver neanche esaminato progetto, tavole elaborati e relazioni.
Si potrebbe anche leggere che l’impianto e’ compatibile al 100% con il PER della Regione Lazio e che il PTPR in vigore consente l’installazione di impianti fotovoltaici su terreni agrari di valore, coerentemente con la legge nazionale 387/03.
La località Pian di Vico di archeologico non ha nulla, tant’è che e’ un’area non vincolata. Come si può evincere dai documenti forniti dal MIBAC in sede di relazione archeologica preventiva e dai conseguenti sopralluoghi, nell'area interessata dal progetto non risulta la presenza di nessun reperto. Ma anche questo aspetto è risolto dall'autorizzazione, che prevede il blocco dei lavori in caso di ritrovamenti, lavori monitorati da un qualificato archeologo, che risponde alle autorità pubbliche e non all'impresa.

Questi sono i fatti che emergono da tre riunioni della Conferenza di Servizi, alle quali hanno partecipato tutti gli enti locali, ma a cui la Soprintendenza ha ritenuto di non partecipare, se non in un'unica seduta, affermando soltanto che l'impianto “e’ troppo grande”, non essendoci però leggi che stabiliscano le dimensioni massime di un progetto fotovoltaico.

Ecco i fatti, con tutta la complessità della realtà e un unico dato: noi abbiamo rispettato la legge. Le rassicuranti favole in cui le imprese sono fatte di speculatori disonesti che vogliono rovinare il mondo e impavidi difensori dell'ambiente che combattono i cattivi, le lasciamo ad altri.
giorgio
2019-08-17 14:53:29
Vorrei porre alcuni quesiti:

- Tuscania è un paese a vocazione agricola che trae, quindi, la maggior parte del proprio reddito da terreno e dal territorio. Come può una comunità agricola accettare che grandissimi appezzamenti di quel terreno che costituisce la ricchezza del paese vengano ceduti a società che non faranno agricoltura?

- Sul territorio Tuscanese e su quello della tuscia in generate esistono numerosi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili oltretutto vicino a Tuscania abbiamo l’impianto eolico di Piansano con numerose pale. Nel territorio sono presenti le infrastrutture, i cavidotti, gli impianti di accumulo per trattare l’energia rinnovabile proveniente da tutti questi impianti?

- Questi impianti sono contestualizzati in un territorio con le infrastrutture per trasportare l’energia nelle grandi dorsali della distribuzione elettrica, oppure l’energia prodotta viene dispersa in ambiente ?

- L’impatto di questi impianti sul territorio è evidente e qualche siepe o albero non saranno mai sufficienti a coprire una macchia nera sulle colline della maremma laziale, ma in termini energetici, quale è l’impatto sul territorio? La Tuscia, che non ha fabbriche o attività energivore, che cosa se ne farà della corrente prodotta da questi impianti?

- E’ giusto insistere ancora con degli impianti a terra su un territorio così poco vasto come la Tuscia ?

- La debolezza della politica locale ci rende in qualche maniera appetibile alle speculazioni energetiche? E’ reale la sensazione che la Tuscia sia un territorio ambito per chi cerca di accaparrarsi i fondi europei lasciando sul territorio pannelli e/o pale eoliche? Non vedo impianti di questo tipo nella vicina Toscana con le bellissime colline che pure sono molto simili alle nostre, oppure in Trentino, dove molti dei terreni montani non sono coltivabili. Forse le popolazioni e la politica sono più attente alla difesa del territorio?

- Per ultimo un quesito alla popolazione che vive questi luoghi da generazioni. La Tuscia e Tuscania in generale, non ha altre risorse se non il turismo e l’agricoltura. Se rimaniamo indifferenti alla svendita, pezzo dopo pezzo, del nostro territorio, alla deturpazione del nostro paesaggio, all’utilizzo delle nostre uniche risorse per altri scopi, dove se ne va la nostra identità? Dove sta l’amore per quel territorio che, in qualche maniera, ci definisce e ci identifica?

Machisiete
2019-08-17 19:15:19
https://www.ontuscia.it/sanita/ambiente/no-geotermia-abbiamo-bisogno-di-mobilitazione-di-impegno-e-di-fondi-per-sostenere-una-battaglia-legale-297845

Poi mica vorremo dire ...ecco il solito Travaglio..ecc ecc per esempio !
Luigi
2019-08-17 22:55:53
Salve, vorrei rispondere al primo quesito di Giorgio che si meraviglia come una comunita agricola ceda appezzamenti di terreno ad esterni, ma che non si meraviglia di come l'agricoltura e gli agricoltori ancora esistano con i prezzi dei cereali da anni ai minimi storici ( 20 € ql. grano duro, 18 tenero 14 orzo ecc..) con i contributi comunitari ormai all'osso erogati a singhiozzo a discrezione dell' ente preposto Agea, con il clima impazzito mesi e mesi senza una goccia poi mesi di pioggia ininterrotta per non parlare del problema dei cinghiali e caprioli ormai riprodotti a migliaia e che spesso distruggono gran parte dei raccolti.L'agricoltura tradizionale e da tempo moribonda ma di queto nessuna associazione ne parla, nessuno si indigna nessuno scrive una riga.
E giusto difendere l'ambiente i paesaggi la natura ma e bene ricordare che se non si fa altrettanto con l' agricoltura e con chi ci lavora ecco cosa succede.....
Stefano Brachetti
2019-08-18 10:41:23
Signor Amministratore DCS, perchè il fatto di essere nato e vissuto a Tarquinia dovrebbe essere di qualche garanzia ulteriore, rispetto all'essere sardo o Trentino?
Che pochezza di spirito!
DCS
2019-08-19 12:24:12
In risposta al Sig. Giorgio,

- sono gli stessi proprietari a cedere il terreno non ce ne appropriamo in nessun altro modo;

- si c’è la sottostazione da 380kV a Campo Villano che potrà assorbire tutta questa potenza;

- tutta la produzione viene immessa nella rete nazionale contribuendo all’abbassamento della produzione di Co2 tramite le tradizionali centrali;

- basterebbe decidere una % minima da dedicare alle energie rinnovabili;

- l’energia prodotta entra nella rete nazionale, questo impianto soddisferà il fabbisogno di oltre 50000 famiglie;

- La politica locale si attiene alle leggi nazionali, questi impianti non ricevono nessun incentivo né nazionale né comunitario, il loro fatturato è esclusivamente in base all’energia prodotta. In Toscana non ci sono grandi impianti fotovoltaici ma ci sono parchi eolici, e prima di tutto la Toscana copre già con il Geotermico la quota % da Energie Rinnovabili. Il Trentino, di contro, non avendo grande irraggiamento ha sempre Eolico e Biomasse che suppliscono il fabbisogno dei vari Comuni.

- condivido la sua proposta, ecco perché parlavo di fissare una minima % atta all’insediamento di parchi energetici, che ogni Amministrazione potrebbe individuare. Prendo spunto anche per rispondere al Sig. Brachetti. Essendo nato e cresciuto a Tarquinia , quindi tra la centrale di Civitavecchia a carbone e Montalto di Castro, centrale da 3,6 GW a olio combustibile, la centrale più grande d’Europa insieme a Brindisi e, poter contribuire con i miei impianti alla chiusura della sopra descritta centrale di Montalto di Castro e dare forse una possibilità in più al ns. paese al raggiungimento della quota Green con il relativo abbattimento delle emissioni Co2, mi inorgoglisce, di certo non mi fa sentire come alcune persone vorrebbero dipingere chi si occupa di green energy come un speculatore senza scrupoli.
Quindi se il Sig. Deliperi di Cagliari che non Sto arrivando! neanche dove si trovi Tuscania o altri che avendo acquistato una casa a Tuscania pensano di poter collaborare nella stesura di una delibera per poi andare sistematicamente contro chi a tale Delibera si è attenuto, mi sembra di aver a che fare, come dire…….con persone piene di pochezza di spirito.

Come detto, chiudo vista la mia poca passione nel comunicare tramite social o blog, sempre disponibile ad un incontro, a cui dovrei essere invitato visto che con il proprietario di casa (Sindaco) ho sempre parlato e chiarito ogni aspetto, se le Associazioni vogliono un confronto basta che lo chiedano.
Pensaunpo
2019-08-19 18:38:01
Quindi il padrone di casa è il (sindaco ) con cui avete parlato cordialmente. E cosa vi siete detti , avete parlato del più e del meno, di come sarà il tempo in autunno...che le stagioni non sono più le stesse .... E lui come proprietario vi ha detto di lasciare pulito dopo aver usato casa e di non lasciare le pareti sporche e giocattoli ingombranti per terra!
DCS
2019-08-19 20:25:09
Abbiamo parlato del benessere di Tuscania e dell’importanza di questo impianto e visto che ha rivinto le elezioni, il suo operato e’ stato giudicato positivamente. E stavolta chiudo queste chiacchiere da bar. Se volete capire di cosa parlate, prima documentatevi.
Pensaunpo
2019-08-20 21:54:21
Benessere di chi?
Romolo
2019-08-26 08:02:17
Io non capisco niente però dico solo una cosa semplice, ma non è meglio avere energia pulita da fonti rinnovabili che da centrali a carbone che inquinano l'aria che respiriamo e ci avvelenano, l'essere umano a volte non lo capisco vuole l'aria pulita, però fa la guerra a ciò che la renda tale BHO!!

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