● - LA TASSA RIFIUTI DEL 2018? CHE PAGHI SOLO CHI INQUINA. - Succede a Tuscania - Toscanella - 2018


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● - LA TASSA RIFIUTI DEL 2018? CHE PAGHI SOLO CHI INQUINA.

Pubblicato da in Dal Web ·

 
Mentre a Tuscania stiamo per pagare la seconda rata della TARI che scade il 31 dicembre e mentre si attende con ansia la tanto pluriannunciata RACCOLTA DIFFERENZIATA, ecco qualche esperienza virtuosa che ci potrebbe aiutare.
 
 
Ormai in tutti i Comuni d’Italia è scaduta l’ultima rata della tassa dei rifiuti, l’augurio è che sia l’ultima volta che paghiamo indipendentemente da quanti rifiuti produciamo. Pochi sanno, infatti, che l’Italia ha davanti a sé l’occasione di diventare la nazione migliore al mondo per raccolta differenziata.
 
Gli ultimi dati ci collocano con il 52% di raccolta differenziata tra i primi 10 nel mondo, ma se prendessimo il Nord Italia saremmo al 64% più di Austria o Germania. Saremmo già i migliori del mondo, anche se molti comuni del Sud Italia hanno segnato dei veri e propri exploit.
 
La Provincia di Benevento ad esempio arriva al 71% e la Campania, ad esempio, con il suo 51,6% supera regioni come il Lazio, la Liguria, la Puglia o la Toscana, regioni frenate dalla politica delle discariche e degli inceneritori, che obbliga gli amministratori a rinunciare a riciclare i rifiuti per sfamare questi mega impianti.
 
Ed è proprio questo il punto di svolta, il fatto di essere partiti in ritardo con la costruzione degli inceneritori in confronto con i paesi dell’Europa Centrale, ci consente oggi di scegliere un futuro senza rifiuti, massimizzando il riciclo e il recupero di materie seconde, attraverso l’applicazione della tariffazione puntuale.
 
L’Europa ci considera, quindi, un’avanguardia attribuendoci addirittura un riconoscimento ufficiale, come capitato la scorsa settimana, quando sono stato a Vienna con Alessio Ciacci per ricevere il premio europeo “Innovazione nella politica”, proprio per la tariffazione puntuale e il percorso verso Rifiuti Zero intrapreso dal Comune di Capannori, di cui Alessio Ciacci, da assessore all’Ambiente, è stato principale artefice a partire dal 2012.
 
Tale riconoscimento mi obbliga quindi a specificare meglio in che cosa consiste la tariffazione puntuale, quali risultati stia apportando e quali prospettive potrebbe aprire rispetto allo sviluppo dell’economia circolare.
 
A Capannori sono stato il progettista tecnico insieme ad Attilio Tornavacca, abbiamo studiato le sperimentazioni avviate dagli anni 90, in Italia in Nord Est e all’estero in Germania, e sviluppato un piano che oggi è considerato una best practice internazionale. Da una parte i bidoni e i sacchi distribuiti alle utenze hanno un microchip collegato al codice fiscale, dall’altra i camion di piccola dimensione hanno dei sistemi di lettura a bordo che leggono ogni sacchetto di rifiuti indifferenziato.
 
È necessario ovviamente che sia una raccolta a porta a porta, evitando di mescolare i sacchetti nei cassonetti stradali, perché il sistema deve essere affidabile per la bollettazione dell’utente. Si misura il volume dei sacchetti in termini di litri, visto che non si può misurare il peso perché è difficile farlo con precisione e poi perché è corretto che si paghi ogni volta che si espone il sacchetto e si richiede il prelievo dell’operatore.
 
A un meccanismo tutto sommato semplice corrisponde però una vera e propria rivoluzione. Si paga quanto s’inquina: la terra se il sacchetto va in discarica, l’aria se va in inceneritore. Si stabilisce finalmente un contatore dei rifiuti, perché produrre rifiuti vuol dire consumare ambiente. È proprio un cambiamento di mentalità che serve a responsabilizzare le persone sulle conseguenze dei propri gesti. Ben presto il concetto viene assimilato alle altre utenze domestiche, prevedendo così un costo ogni volta che apro il rubinetto dell’acqua, accendo la caldaia a gas oppure utilizzo il servizio di raccolta dei rifiuti.
 
A volte mi è stato sottoposto il problema delle famiglie più numerose che ovviamente producono più rifiuti. In questi casi vale la pena considerare che la tariffa puntuale può prevedere una parte fissa e una parte variabile come capita in tutti i contesti in cui è stata applicata.
 
A Parma, ad esempio, il 92% delle persone ha speso meno e solo un 8% ha visto aumentare la sua tariffa, in casi estremi di cinque volte. La cosa, però, non ha destabilizzato più di tanto, perché è come quando lasciamo accesa la luce tutto il giorno e la compagnia elettrica ci manda una bolletta più alta. Con la tariffazione puntuale si guadagna in consapevolezza, spesso in termini monetari, sempre come effetti sull’ambiente.
 
Dagli ultimi dati ufficiali a Capannori siamo all’86%, a Trento il 78%, a Parma e a Formia oltre il 70%: sono le città in cui ho contribuito personalmente alla progettazione tecnica del sistema di raccolta differenziata puntuale.
 
In questo momento, in cui non ci sono inceneritori in costruzione in Italia, anche se con il decreto Sblocca Italia si prevede un maggiore uso degli stessi, possiamo fare dell’Italia lo Stato mondiale del riciclo. Non dobbiamo sfamare a tutti i costi questi mega impianti e possiamo costruire velocemente un sistema nazionale di gestione dei rifiuti votato alla raccolta differenziata e alla tariffazione puntuale. Ne gioverebbe anche l’economia circolare perché ci consentirebbe di raggiungere posizioni d’avanguardia anche in questo settore, chiedendo alle aziende di sperimentare dei prodotti che possano essere riciclati totalmente proprio per non far crescere la tariffazione puntuale.
 
L’Italia così scoprirebbe una sua antica vocazione, visto che siamo un paese povero di materie prime e che dal 1200, ad esempio, ricicliamo la carta.
 
È l’augurio che faccio a tutti gli italiani invitandoli a chiedere agli amministratori locali di essere puntuali e di non ritardare neppure di un anno questa semplice rivoluzione.
 
Raphael Rossi - Tecnico in materia di rifiuti e testimone di giustizia
 



6 commenti
Voto medio: 163.0/5
Apritisesamo
2017-12-29 09:56:29
Riusciamo ad abbassare tutte le medie nazionali....😪😪😪
Lucia
2017-12-29 20:04:00
Ho visto altri esempi di raccolta differenziata, non in Italia ma già in altri paesi europei: se inserisci la plastica in contenitori predisposti anche al supermercato ti danno buoni per acquisti

Fresca la notizia che ci vogliono far pagare la busta al supermercato per frutta e verdura e una signora ha risposto per conto proprio che si può tornare alla carta o andare al mercato o libertà di portarsi delle buste dove mettere la spesa una volta pesata poi lo scontrino lo appiccichiamo al carrello

Ci sono paesi dove non esiste la raccolta differenziata non solo in Italia ma anche all'estero

La mia idea è vietare il commercio di prodotti i quali recipienti non possono essere riciclati dai ricchi governi che si succedono lasciando il proprio paese in mutande e incapaci di disporre di idonei mezzi e strutture per la base della sanità pubblica

RiCominciare educazione civica nelle scuole e uffici, i primi a dover essere provvisti di contenitori per la differenziata

E nelle cittadine dove i fumatori si possono permettere di gettare scatolette e cicche per terra senza nessuna sanzione sarebbe ora di fargli usare gli appositi contenitori o iniziare a perseguire comportamenti di abbandono di rifiuti

Non condivido la raccolta a porta a porta
non condivido la settimanalizzazione della tipologia del rifiuto da tenere in casa
i cassonetti specifici per rifiuto dovrebbero riportare un livello che quando è pieno deve essere smaltito

dani
2017-12-30 07:53:42
Credo che l'unica cosa che sappiamo riciclare bene,siano le figure politiche deputate ad amministrare il Paese.Sempre gli stessi.Sempre gli stessi errori.
Lucia
2018-01-03 19:13:10
Sembra che sia in farmacia sia nei negozi alimentari e supermercati è in vigore la legge che obbliga all'acquisto dei sacchetti biodegradabili per frutta, verdura, carne, pane. Ogni sacchetto può costare dai 3 cent ai 10 cent, sarà elencato nello scontrino come prodotto acquistato e non può essere sostituito con altro e/o riutilizzato. Questa legge è stata fatta su ordine di Renzi a inizio agosto scorso e introdotta da Gentiloni per favorire un'amica di Renzi che è l'unica a produrre quel tipo di sacchetti biodegradabili ....... se vogliamo sperare di ottenere che la legge venga abrogata, occorrerebbe stare un mese senza servirsi di prodotti che necessitano l'uso dei suddetti sacchetti .......
CARLO
2018-01-04 00:40:36
Fanno gli ambientalisti ma se gli tocchi 3 centesimi succede un casino. Amica di Renzi...che confusione Lucia.
Lupus
2018-01-22 10:42:28
@Carlo.
Che la ditta produttrice del materiale con cui TUTTI i produttori confezionano i sacchetti (cosiddetti) biodegradabili, sia persona vicina al pd e che ha preso parte a Leopolde ed altro, è cosa documentata.
Sul concetto di "ambientalista", prima di criticare occorre capire.
Se avessero messo una tassa sui sacchetti di prima, molto impattanti sull'ambiente, la cosa avrebbe avuto senso. Ma mettere una tassa ora sui sacchetti che dovrebbero essere meno inquinanti, fa pensare più ad um pizzo che ad un sistema per scoraggiare chi inquina.
Se si ha tempo e vogloa, si vada a leggere cosa c'è scritto sui sacchetti. Potreste trovare una sorpresa, e appurare che lo stesso produttore assicura l'impiego di materiale biodegradabile in percentuale del 40% o valori simili.
Quelli che bengono spacciati per biofegradabili, sono invece sacchetti che sono IN PARTE prodotti con queiatetiali, ma per la restante percentuale possono essere costituiti da plastica o altro.
Informarsi please!

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