● - SPETTACOLO DI DANZA IN COSTUME BLOCCATO A TUSCANIA: “E' OSCENO”. - Succede a Tuscania - Toscanella

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● - SPETTACOLO DI DANZA IN COSTUME BLOCCATO A TUSCANIA: “E' OSCENO”.

Pubblicato da in Dal Web ·
 

Alessio De Parri 12 giugno 2022
 
“Lo spettacolo è osceno, sospendetelo”. E così è stato.
 
Ha dell’incredibile quanto accaduto venerdì sera, 10 giugno,  a Tuscania. Il sindaco Bartolacci e l’assessore alla cultura Nicolosi, dopo aver ricevuto una segnalazione anonima avrebbero chiesto al comandante della polizia locale di spedire un vigile urbano all’Anfiteatro Torre di Lavello per interrompere Genealogia, di Luna Cenere, spettacolo di danza appena iniziato.
 
Il motivo? I sedici performers, provenienti da ogni parte d’Italia, indossavano costumi color carne - mutande e reggiseno le donne e shorts gli uomini -, che secondo quanto segnalato dall’esterno dell’anfiteatro, dove c’è il parco aperto al pubblico, sarebbero stati osceni, degni di creare scandalo e, evidentemente, di provocare la suscettibilità di qualcuno.
 
Il progetto di danza proposto dall’associazione Vera Stasi, peraltro, era stato promosso dallo stesso Comune con il sostegno di Atcl Lazio, il circuito della Regione.
 
Le locandine, con tanto di protagonisti in costume, erano state affisse da almeno un paio di settimane per le vie del paese. Insomma, era ben nota la forma della rappresentazione all’aperto. “Quando l’organizzatrice dell’evento, Silvana Barbarini, è scesa nella cavea, ha annunciato al pubblico la sospensione e soprattutto i motivi che c’erano dietro non ci volevamo credere - racconta Graziana Pinto, una delle spettatrici -. Spettacoli di questo genere vengono rappresentati in tutto il mondo, così come spesso i danzatori indossano costumi che, anche se color carne, non evidenziano, come in questo caso, nulla di osceno, di scandaloso, di sporco o sgradevole. Gli artisti, infatti, si abbracciavano, rappresentavano forme con il loro corpo, ma questa è semplicemente danza, e la danza è una forma d’arte”.
 
A fornire altri particolari è proprio Silvana Barbarini, che da anni a Tuscania promuove con la sua associazione culturale progetti legati alla danza e alle arti sceniche. “Il vigile si è presentato in biglietteria e mi ha detto che gli era stato dato l’ordine di interrompere lo spettacolo, visto che qualcuno aveva telefonato agli amministratori protestando per i costumi dei protagonisti, interpreti tutti maggiorenni, tendo a specificarlo. Prima di iniziare avevamo anche chiesto alle persone esterne all’anfiteatro la gentilezza di allontanarsi per non disturbare la rappresentazione, magari con grida o squilli di cellulare. Il parco è grande, chi non voleva guardare poteva benissimo allontanarsi.
 
Peraltro in Geneaologia non c’è niente di osceno, di scabroso - ribadisce Silvana Barbarini -. Ci sono dei corpi in movimento che cercano una verità, una coscienza nel muoversi. Ho fatto di tutto per evitare di bloccare l’evento, anche una videochiamata in diretta all’assessore alla cultura per farle vedere che stavano prendendo un granchio, e invece non c’è stato nulla da fare. Questo spettacolo prima della pandemia è stato rappresentato a Rovereto, alla campana dei caduti, senza che nessuno protestasse”.

 
Poi Barbarini si rivolge direttamente a chi ha fatto la segnalazione: “Vorrei che il cittadino o i cittadini che hanno preso deciso di chiamare ci contattassero e parlassero con noi. Vorremmo spiegargli che questo spettacolo non è scandaloso, anche per i minori. Incontriamoci, magari alla presenza di sindaco e assessore alla cultura, perché vogliamo capire le ragioni di queste contestazioni e anche per evitare in futuro nuovi episodi, a dir poco spiacevoli come questo, che alla fine non fanno altro che penalizzare tutta la comunità”.

 
Per la cronaca, dopo la sospensione, tra lo stupore e il malcontento dei circa trenta spettatori che avevano già acquistato il biglietto al costo di 10 euro, e che non hanno voluto essere rimborsati, gli organizzatori sono stati costretti a lasciare l’anfiteatro e a concludere la rappresentazione all’interno del Supercinema Tuscania. Al chiuso, lontano da occhi indiscreti.



7 commenti
Renato Bagnoli
2022-06-12 10:09:05
Nell’epoca attuale, in cui l’eccezione della volgarità è diventata la regola, è incomprensibile come una forma di espressione artistica venga costretta in binari che ne limitano il lato artistico.🤦
La Cina è sempre più vicina?🤔
Giuseppe Catalini
2022-06-12 14:05:16
È inutile dar da mangiare fiori a chi è avvezzo a mangiare bucce di patate.
È triste constatare che dove la cultura non viene compresa, continuerà a regnare l'ignoranza.
Burino
2022-06-12 15:47:05
Me pare mejo un sessorato alla coltura e manna' tutti avvanga'.
Renato Bagnoli
2022-06-12 16:03:36
"NON È TOLLERABILE PRESENTARE UNO SPETTACOLO IN UN PARCO PUBBLICO A PAGAMENTO E SEMINUDI..." la giustificazione di un simile sopruso.

Cass. pen. n. 39860/2014
"... non è sufficiente che l'agente indossi un abbigliamento trasgressivo e spinto per arrecare offesa alla pubblica decenza, occorrendo invece che lo stesso accompagni all'uso di tali forme di vestiario comportamenti idonei ad offendere concretamente il bene giuridico tutelato, in modo da suscitare nell'uomo medio del tempo presente e in relazione al contesto spazio-temporale della condotta, un senso di riprovazione, disgusto o disagio".

LA TOPPA È PEGGIO DEL DANNO.
Attila
2022-06-13 15:01:55
Sono rientrato da un lungo viaggio nella steppa, e mi sono spinto fino ai confini di quelle regioni dove sono convinti che le donne devono sottostare all'uomo.
Quelle culture non mi hanno mai visto d'accordo, anzi ho sempre combattuto contro l'oscurantismo e la chiusura verso il nuovo.

Appena rientrato a Tuscania ho saputo di questa censura decisa da quello stesso Sindaco che aveva dato il patrocinio allo spettacolo.
Mi sono chiesto se per caso, il prossimo passaggio sarà un'ordinanza del Sindaco e dell'assessore alla cultura, con cui si prevede di indossare il burqa.
Ovviamente solo per tutelare la morale e per evitare pericolosi slittamenti verso comportamenti peccaminosi!
L'ordinanza successiva potrebbe essere quella di controllare chi va al mare, verificando se i costumi dei tuscanesi sono sufficientemente castigati. In caso contrario coloro che hanno intenzione di raggiungere le spiagge muniti di slip (invece di bermuda), e quelle che osassero sostituire il costume intero (tinta unita, preferibilmente nero) con un volgare due pezzi, verrebbero fermati e rimandati a casa.
Ovviamente per non esportare a Tarquinia o Montalto l'immagine dei tuscanesi che si lasciano andare in atteggiamenti immorali.
La terza ordinanza credo che potrebbe prevedere una chiusura di tutte le attività quali spettacoli teatrali, saggi ginnici, ma anche passeggiate all'Olivo con calzoncini o calzoncini corti per i turisti in visita a Tuscania.
L'accesso agli uffici comunali solo in giacca e cravatta per gli uomini, mentre le donne sarebbe meglio stessero ai fornelli.

Per molto meno c'è stato un intervento internazionale contro il regime dei talebani.
Solo che i talebani hanno preso il potere con le armi, mentre questi sono stati votati da tanta gente di Tuscania.
madmax
2022-06-15 14:16:10
Per me non è accettabile che un parco pubblico mantenuto con le tasse che pago al comune sia utilizzato da associazioni per spettacoli a pagamento. Se vogliono fare degli spettacoli a pagamento devono richiedere degli spazi idonei in locazione richiedendo autorizzazione scritta e rispettando tutte le norme relative ai pubblici spettacoli.
Legalepadano
2022-06-16 09:01:32
Ma quale Cina ....la lega si avvicina. Per fortuna a Viterbo so' state purnelle e i sogni Salviniani si stanno allontanando. C'è solo da capire quando inizieranno le prossime campagne elettorali per vedere strane compagnie di poltrona. Sempre che siano strane adesso e non riedizioni di cui ci portiamo dietro danni e conseguenze.

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