Mauro Loreti - Succede a Tuscania - Toscanella - 2020

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• - FRATE PAOLO LORETI DI TOSCANELLA, AGOSTINIANO DELLA PROVINCIA ROMANA. Di Mauro Loreti

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Nacque in via della Pace n° 7 il 25 ottobre 1875, figlio di Liberato (pastore, campagnolo, bracciante, agricoltore, bovaro) che era nato nel 1863 a Rasenna di Visso, allora in Umbria e di Prudenzia Bocci (donna di famiglia, bracciante, donna di casa) di Arlena di Castro.  Liberato era venuto a Toscanella con la transumanza insieme al padre Arcangelo, alla madre Giovanna Marinangeli  , originaria di Nocera Umbra, e dei fratelli Feliziana e Marco. A Toscanella nel 1851 nacque l’ultimo fratello Domenico.
 
La famiglia di Paolo abitò anche in via Valle dell’Oro, via delle Sambucare e via del Riuscello. Le sue sorelle e i suoi fratelli furono: Maria del 1870, Vincenza del 1873, Arcangelo del 1880, un altro Arcangelo del 1881, Giovanni e Beatrice del 1883, Lucio del 1886, Giuseppa del 1890.
 
Paolo aiutò la famiglia fin quando scelse di vivere più intensamente il Vangelo e, quindi, il 24 dicembre 1902 fu ammesso nel convento degli Agostiniani , a Viterbo, alle prove di oblatura, come postulante,  in quanto aspirava ad entrare nell’ordine religioso per cui aveva fatto domanda di effettuare il periodo di prova, il postulato.


 
Come oblato dell’ordine regolare, promise di seguire la regola con funzioni di apostolato e di assistenza. Il 4 giugno 1903 avvenne la vestizione, la solenne cerimonia durante la quale si indossava per la prima volta l’abito religioso,  dell’oblato Paolino Loreti converso, fratello che attese anche ai servizi profani ed ai lavori manuali. Il vicario Priore così scrisse: “Il giovane Paolino Loreti di Toscanella nel novembre dell’anno scorso, sentendosi chiamato allo stato religioso, ci fece istanza di esser da noi ricevuto in qualità di fratello laico. Accettato, fu ammesso in questo convento nei primi di dicembre.
 
Terminate ora le consuete prove ed essendo sufficientemente istruito nella dottrina cristiana e nelle cose principali che spettano alla vita religiosa, il sottoscritto Vicario Priore , convocati i padri vocali (che hanno voce in capitolo e diritto di voto. N. d. r. ) e adunati capitolarmente, propose loro se lo giudicassero degno di essere vestito del nostro abito. Essi, non trovando alcuna difficoltà e addebiti nella condotta religiosa e morale del giovane in parola, per voti segreti approvarono la proposta unanimemente, come si conferma dalle sottoposte firme. Fr. Giovanni Berdozzi vic. Priore, fr. Giovanni Lupidi, fr. Adeodato Neno, fr. Gelasio Lepore, Fr. Michle M. Zimarino, Fr. Agostino Ruelli, Fr. Agostino Addeo, Fr. Felice Vittori. “
 
Il suo nipote e mio zio Goffredo Ippoliti mi disse che fu un ottimo frate cercatore per la questua. Morì a causa del bombardamento aereo degli anglo-americani a Viterbo il 26 maggio 1944. Questo è il documento “Questa  mattina, 26 maggio 1944, in seguito ad uno dei tanti bombardamenti aerei da parte degli anglo-americani , è morto il nostro converso Fr. Paolino Loreti della nostra provincia romana. Estratto dalle macerie, vivente ancora, ricevette l’assoluzione, benedizione papale e l’estrema unzione. Era nato in Tuscania il 25 ottobre 1875 da Liberato e da Prudenzia Bocci. E’ stato seppellito, dati i tristissimi tempi, in un luogo comune del cimitero,con la speranza di poterlo seppellire quanto prima nella nostra cappella del suddetto cimitero.  (Nota) Nonostante tutte le ricerche fatte per identificare il luogo della sepoltura del corpo di Fr. Paolino, non è stato possibile ritrovarlo. Nota storica: purtroppo la guerra sterminatrice e mondiale di questi anni disastrosi ha portato i suoi frutti nefasti anche a Viterbo in un modo spaventoso. La città nei tanti bombardamenti che si sono susseguiti dalla scorsa estate insino al giugno di quest’anno 1944, ha subito danni ingenti specialmente nei quartieri di Porta Fiorentina (mezza diroccata)- piazza della Rocca (la fontana monumentale distrutta) – quartiere di S. Luca -  quartieri di S. Sisto, Porta Romana e S. Leonardo, ecc. distrutti completamente.”
 
Il Vescovo di Tuscania e Viterbo Adelchi Albanesi scrisse:” Il mio pensiero corre ai nostri poveri morti. Ho pregato e continuo a pregare per loro. Tra questi ricordo anche Frate Paolino degli Agostiniani con particolare rimpianto. Penso che la loro immolazione non sarà senza frutti per la nostra Diocesi!”
Mauro Loreti




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