Insieme per Tuscania - Succede a Tuscania - Toscanella - 2020

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● - IL TOPOLINO HA PORTATO LA MONTAGNA. a cura dei Consiglieri di minoranza.

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Una settimana fa è stata pubblicata sulla pagina ufficiale della Lista “Tuscania Obiettivo comune 2.0” la risposta della dirigente scolastica dell’istituto “Ridolfi” ad una lettera anonima inviatale da “alcuni genitori”.
 
Una NON risposta che aveva, probabilmente, lo scopo di banalizzare le critiche sollevate; una replica che, per le espressioni utilizzate, ci ha lasciato tutti interdetti. Come è stato possibile che lei, che dovrebbe rappresentare il Top degli educatori scolastici; colei alla quale, per il ruolo ricoperto, viene richiesto sempre un comportamento etico, decoroso ed educato e il massimo standard qualitativo per gestire il mondo carico delle responsabilità della sicurezza pedagogica, educativa e sociale dei nostri bambini possa essersi presa la licenza di infilare tutta una serie di ingiurie nei confronti di “alcuni genitori” che si sarebbero permessi di rappresentare e motivare il loro comprensibile disappunto per la ritardata apertura dell’anno scolastico ma soprattutto per la sua carenza di trasparenza e comunicazione?.
 
Da più parti si chiede che venga resa pubblica quella lettera che così fortemente ha urtato la sua suscettibilità ma entrambi i destinatari, dirigente e sindaco, hanno evitato di farlo dimostrando ancora una volta un’effettiva scarsa trasparenza. Forse non vogliono fare pubblicità a costoro o vogliono tutelare la nostra sensibilità da eventuali frasi irriverenti e offensive?.
 
Nella giornata di giovedì, con un garbato “Siamo spiacenti ma ora siamo impegnati … faremo sapere”  il nostro Comune ci ha negato una copia della stessa, tuttavia qualche tempo dopo ne siamo venuti in possesso.
 
Prima di giudicare abbiamo riletto la missiva che conteneva gli insulti e l’insostenibile giustificazione addotta dalla dirigente alla quale abbiamo concesso il rispetto morale e il bene intellettuale del dubbio; abbiamo cercato di partecipare empaticamente a quella che abbiamo ritenuto potesse essere stata la sua linea di ragionamento e accordato la possibilità di poter essere persuasi da quanto avesse voluto comunicare ma siamo rimasti ancora una volta estremamente stupiti e sbalorditi, vista la fonte di provenienza, dal tono, dal livore, dall’aggressività e disprezzo che traspaiono dalle espressioni usate dalla rappresentante di quella “Buona Scuola” di renziana memoria; da un rappresentante delle Istituzioni che, per incarico, è sempre tenuto a mantenere un certo stile, garbo e cortesia nei confronti di tutti (anonimi compresi); da colei che è deputata alla cura della formazione e della salute dei nostri bambini; la persona che dovrebbe creare il clima, le condizioni ideali e quella comunicazione necessari a favorire l’alleanza educativa con la famiglia.
 
Chiunque, anche se si mettesse di impegno non riuscirebbe a dare miglior prova di un dirigenzialismo scolastico di così cattivo gusto, come invece è riuscita a fare lei in due righe di un documento rivolto a chi, reo ai suoi occhi, aveva criticato in forma anonima il suo operato senza neanche preoccuparsi di verificare se le osservazioni fossero fondate. Forse non si rende conto che l’offesa è l’arma usata dai mediocri e non è mai una scelta intelligente?.
 
Subito dopo abbiamo letto quanto dichiarato, in modo garbato e interlocutorio, nella lettera anonima inviata da “alcuni genitori” ma non siamo riusciti a capire il perché di tanto astio nei loro confronti.
 
Per comprendere quanto “alcuni genitori” possano temere codesta persona e giustificare il loro anonimato basterebbe solo questo esempio.
 
Nel verbale d’interclasse delle classi terze del 22 maggio u.s., un rappresentante lamentava “la scarsa presenza della Dirigente…” e nella segnalazione di quest’ultima del 3 giugno che, confrontato con il verbale d’interclasse, parrebbe essere piuttosto fantasiosa per alcune osservazioni che non sembrano essere pertinenti con il verbale, suscita un certo senso di irritazione quando dichiara e sottoscrive: “ricordo a tutti essere un atto della pubblica amministrazione, vi comunico che sto verificando la possibilità di adire alle vie legali per diffamazione nei confronti della mia persona e dell'istituzione scolastica che rappresento (a meno che non riceva da tutti i soggetti in indirizzo una lettera di scuse unitamente alla richiesta di annullamento di questo irricevibile verbale)”.
 
Quanto sopra si commenta da solo e mette in evidenza quale sia l’aria che sembrerebbe respirarsi all’interno delle nostre mura scolastiche; un clima di malcelate minacce, nei confronti di chi si permette di esprimere una sua legittima opinione e di tutti coloro, docenti compresi, che avevano sottoscritto quel verbale senza aver preso le difese del “Capo” d’Istituto. A parere dei sottoscritti è molto grave quello che sembra essere il tentativo di intimidire, mettere in soggezione o almeno a disagio i genitori e i docenti oggetto della sua richiesta nella quale chiedeva di valutare la possibilità di annullare, e conseguentemente modificare, quell’atto amministrativo, pena una denuncia penale.
 
Ora, come si può non comprendere il motivo per il quale alcuni genitori, o forse molti, non hanno voluto firmare la lettera?. Chi, in tutta onestà, avrebbe il coraggio di sfidare apertamente codesta persona?.
 
A questi nostri concittadini va tutta la nostra comprensione e vicinanza mentre alla dirigente tutta la nostra lontananza.
 
Come possono tutti i docenti alle sue dipendenze vivere e lavorare in un ambiente come questo?. Anche a loro va tutto il nostro affetto.
 
Nelle nostre scuole sembra proprio non esistere più quel senso di umanità che un tempo trasudava dai rapporti tra preside, personale docente e genitori: tutto è stato inghiottito da una legislazione sterile e fredda che, a sua volta, ha inaridito anche il rapporto tra dirigente, docenti e famiglie.
 
Quanto erano belle la figura del preside e del direttore didattico. Persone che un tempo sapevano comprendere, in quanto dotati di un fortissimo senso di umanità. Oggi, purtroppo, il lato umano dell’antica figura del preside si è smarrito e l’istituzione del ruolo del dirigente scolastico sembrerebbe aver fatto perdere ad “alcuni di questi ultimi” il senso umano, facendo prendere il posto alla prevaricazione e all’eccessivo potere decisionale dettato dalla giurisprudenza.
 
Vorremmo ricordare un altro episodio che aveva visto come attore principale la dirigente. Pochi giorni dopo l’inizio dello scorso anno scolastico tutti i sottoscritti chiesero l’autorizzazione ad effettuare un sopralluogo dei plessi scolastici vista la presenza di ratti e le copiose infiltrazioni d’acqua. Autorizzazione negata da codesta dirigente a seguito di un rifiuto consapevole, maldestro e finanche maleducato dal punto di vista istituzionale.
 
Impedire la visita a locali di proprietà pubblica, a quattro rappresentanti eletti da circa il 50% dei cittadini, per motivi che non riguardavano la non osservanza di qualche procedura regolamentare ma bensì un diniego illegittimo, immotivato, ingiusto, inopportuno e poco trasparente, aveva gettato un’ombra sulle condizioni di questi edifici ed è sintomo dell’inadeguatezza di codesta persona nel gestire i rapporti istituzionali.
 
Ai sottoscritti non risulta che mai  nessun altro preside/dirigente scolastico abbia messo in campo un simile ostruzionismo e una tale sgarberia istituzionale dimostrando, al contrario, sempre serietà, rispetto e collaborazione.
 
Non è pensabile che un dirigente scolastico sia libero di gestire a suo piacimento il patrimonio immobiliare comunale e di pubblicare una lettera come quella pubblicata in risposta ai nostri concittadini che a diritto chiedevano risposte chiare e una maggiore trasparenza e comunicazione. La comunicazione scuola-famiglia è cosa imprescindibile per la tranquillità dei genitori e la corretta gestione dei bambini. Compito del dirigente scolastico dovrebbe essere quello di stimolarla sempre più perché generatrice di buone pratiche.
 
La dirigente non ha capito che, in quanto dipendente pubblica, è al servizio dei cittadini e non il contrario. Ai genitori compete fare domande e a lei dare risposte.
 
Vorremmo tuttavia ringraziarla per il contenuto di alcune sue lettere che ci hanno permesso di valutare meglio chi ella sia.
 
La sensazione che abbiamo percepito da quanto sin qui esposto è che “alcuni dirigenti” quando vengono investiti di molta autorità si sentono quasi “Dei scesi sulla Terra” e guai a chi osa dire o contraddire.
 
La città di Tuscania e i bambini che frequentano i nostri Istituti scolastici NON meritano un dirigente come questo e preghiamo pertanto i nostri amministratori affinchè ne chiedano la sua rimozione; avranno tutto il nostro appoggio.
 
Siamo certi che questa persona non ci mancherà.
 
Come da lei dichiarato, amerebbe concludere alcune sue lettere con aforismi e citazioni di filosofi o, come nel caso della relazione dell’8.11.2019, sulla presenza di topi nelle nostre scuole, inviata al Prefetto di Viterbo concludeva con una frase ad effetto coniata per l’occasione dove si esprime in terza persona, come è solita fare la Regina d’Inghilterra: “Piace concludere questa relazione con un pensiero che ci consente sicuramente di rimanere in tema, anche questa volta è il caso di dire che il topolino ha portato la montagna”. Quale montagna avrebbe portato il topolino della scuola materna?. Forse un piccolino al Bambino Gesù?.
 
Probabilmente, oltre a noi e “alcuni genitori” che leggono, anche il sig. Prefetto non avrà capito cosa intendesse dire.
 
Citazioni che mostrano quanto ampia e profonda sia la sua cultura e quanto, a volte, incomprensibile sia il suo modo di comunicare e del quale “alcuni genitori” si lagnano.
 
Ultimamente, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, ha citato Aristotele e anche noi vorremmo chiudere questa nostra con una citazione dello scrittore Miguel De Cervantes.
 
“Le ingiurie sono sempre grandi ragioni per coloro che ragioni non hanno”.
 
I Consiglieri di minoranza



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