Corriere di Viterbo - Succede a Tuscania - Toscanella - 2020

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● - PALE EOLICHE A TUSCANIA, LA REGIONE LAZIO FRENA LA REALIZZAZIONE. SONO 160 LE OSSERVAZIONI CONTRARIE. di Simone Lupino

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La Regione chiede “chiarimenti e integrazioni” relative al progetto presentato dalla società wpa San Giuliano che prevede l’installazione di 16 pale eoliche alte 250 metri intorno a Tuscania. Rispetto alla realizzazione finale delle opere, vengono segnalati problemi che riguardano principalmente la vicinanza a zone protette dal punto di vista ambientale e naturalistico con cui le turbine potrebbero interferire, ma anche la presenza di vincoli paesaggistici di cui la nuova viabilità a servizio del parco di aerogeneratori non tiene conto. Intanto, sono 160 le osservazioni presentate per dire no al progetto, sia da associazioni ambientaliste, ma anche da parte di tanti cittadini preoccupati per l’impatto che avrà sul paesaggio.
 
Il documento contenente le perplessità della Regione è stato acquisito l’8 ottobre dal Ministero dell’Ambiente, lo stesso giorno in cui presso il Ministero delle Attività produttive si è aperta la Conferenza dei servizi. Nel procedimento sono 23 in tutto gli enti preposti al rilascio di nulla osta e pareri, ognuno nell’ambito della propria sfera di competenza: dal Comune di Tuscania, che è quello sul cui territorio sorgerebbe l’impianto, a quello di Arlena di Castro, dove invece ricadrebbero alcune opere di connessione; dalla Provincia di Viterbo all’Azienda sanitaria; dal Genio civile all’Agenzia del demanio. E, ancora, a essere chiamati in causa sono: la Soprintendenza per i beni archeologici e paesaggisti, l’Aeronautica Militare, e appunto, la Regione Lazio.
 
Il giudizio provvisorio della Regione, sintetizzato nella delibera firmata dal capo della direzione alle politiche ambientali, l’ingegnere Flaminia Tosini, tiene conto delle valutazioni di due diverse strutture interne: l’Area valutazione impatto ambientale e l’Area Urbanistica.
 
“Per il progetto in esame – si legge nella prima delle due relazioni - risulta opportuno effettuare, in sede di istruttoria di Via (Valutazione impatto ambientale), sulla base di un’indagine ambientale più approfondita, un’accurata valutazione delle ricadute del progetto sulle specie faunistiche di interesse unionale elencate nelle Direttive Habitat e Uccelli al fine di verificare l’entità delle eventuali interferenze su popolazioni di specie caratteristiche dei siti Natura 2000 più vicini e, di conseguenza, se sia necessario richiedere uno specifico studio di incidenza”. Infatti, anche se l’impianto sorgerebbe al di fuori di aree protette, si andrebbe a collocare nel raggio di 15 chilometri da dieci siti di interesse comunitario.
 



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