07/2020 - Succede a Tuscania - Toscanella - 2020

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● – I NUMEROSI COLORI DEL DELEGATO MARCO QUARANTOTTI. di Regino Brachetti.

Pubblicato da in Insieme per Tuscania ·
Questo pomeriggio ho avuto modo di leggere la replica del consigliere Quarantotti ai miei commenti al suo video su quelle che lui chiama “piccole criticità” del biodigestore.
 
Inizia affermando che mettere un titolo al suo post “sarebbe stato troppo”.
 
Troppo cosa?. Avrei dovuto essere io ad usare questo avverbio il giorno della pubblicazione delle liste alle ultime amministrative dopo aver letto il suo nome.
 
Afferma di voler tralasciare di commentare le mie dichiarazioni in merito al centro di compostaggio e le inesattezze tecniche, dovute dalla foga di rispondere al suo video. Perché ritiene di non voler/poter commentare le mie dichiarazioni sul sito del compostaggio e le mie inesattezze tecniche? Il motivo è che non ho fatto nessuna dichiarazione che lei sia in grado di commentare e non ho fatto riferimento a nessuna questione tecnica.
 
Ancora una volta il suo ragionamento mi mette in difficoltà: impenetrabile, enigmatico, fatto di sottintesi e difficilmente comprensibile, per quanti come me si trovano al di fuori del “cerchio magico” dell’obiettivo 2.0.
 
Forse è solo un comprensibile timore di andare oltre e di affermare cose non vere, come lo scrivere che l’impeto di rispondere al suo video mi avrebbe portato ad accollarmi responsabilità non mie. Non ci vuole molto per capire che le responsabilità mi sono state attribuite; basta leggere il titolo al suo video “IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO: il Consigliere delegato Marco Quarantotti replica al Consigliere di Minoranza, per il solito intervento demagogico teso a nascondere le responsabilità del passato”.
 


Dopo le presunte responsabilità, che mi avete addossato ma non dimostrato, sul degrado del cimitero e sulla Tuscania Parking ora ci provate con il biodigestore. Di quali responsabilità parla? Sia più esplicito. E’ troppo facile lanciare il sasso e nascondere la mano.
 
Le sono comunque grato per quanto riguarda la sua rassicurazione, volta alla mia serenità psichica, riguardo al suo ruolo in Comune. Infatti sono mesi che la notte non dormo e trascorro le mie giornate vagando per la città scervellandomi per cercare di capire quale potrebbe essere la sua funzione all’interno della compagine comunale ma soprattutto su come le sia stato possibile aver tenuto il piede in due scarpe per settimane, prima delle ultime elezioni amministrative.
 
E’ venuto continuamente, e sino al giorno prima della presentazione delle liste, a proporsi e a suggerire anche un suo familiare come possibili candidati della mia lista poi, con mia grande sorpresa, quella dei miei collaboratori e senza neanche degnarsi di una telefonata, ho letto il suo nome nella lista antagonista.
 
Un gesto che farebbe onore a chiunque. Non c’è che dire.
 
Con quel gesto e con i continui cambi di casacca, forse, ha cercato di ritrovare se stesso, di capire meglio chi lei sia, di riscoprire la sua “vera” identità?
 
Non so lei, ma io ho capito che persona è e con chi ho avuto a che fare.
 
Per cercare di aiutarla in questa sua ricerca vorrei consigliarle il percorso proposto dalla dott.ssa Banco, “Cercare l’identità nel cambiamento”, che si sviluppa attraverso lo psicodramma analitico che sembrerebbe dare ottimi risultati in ambito istituzionale e privato. E’ un “viaggio” al contrario, dentro di , nell’unico posto dove si nasconde la vera identità di ognuno e che lentamente viene fuori.
 
Per molto tempo ha mantenuto un piede in due scarpe in modo ambiguo prendendosi gioco e tenendosi buone entrambe le parti, assecondandole a seconda del momento per poi decidere all’ultimo, cercando di sfruttare la situazione che le si è rivelata più favorevole.
 
Cosa le hanno promesso in cambio? 30 denari o un assessorato al giro di boa del mandato?
 
Il suo atteggiamento in quell’occasione, probabilmente e a suo modo di vedere, fu segno di furbizia e scaltrezza. Per me indice di ipocrisia e slealtà.
 
Come dice il proverbio? “Certe persone, meglio perderle che trovarle” e fu proprio la sua perdita a farmi stare, oggi, tranquillo e sereno e non la sua rassicurazione.
 
Conclude la replica invitandomi a spiegare ai miei “solerti soldatini” anche il suo voltagabbana nei confronti del partito di cui è stato segretario di sezione e del quale, secondo lei, io sarei dovuto diventare il capogruppo. Sono da sempre e sempre sarò di centro, invece lei quale tessera di partito tiene in tasca, ammesso ne abbia solo una?
 
PD, LEGA, FDI, EMI, CONAD O COOP?
 
Secondo la psicologia “il voltagabbana è caratterizzato dalla capacità di entrare facilmente in relazione con le persone, di compiacerle con complimenti per poi screditarle in loro assenza. Si tratta di una persona che si sente insicura, emotivamente vulnerabile, arrabbiata con se stessa ed il mondo. Inventa storie sugli altri, enfatizza errori e fragilità nelle altre persone per sminuirle ed apparire superiore”.
 
Oltre ai motivi appena esposti anche l’inserimento nella mia lista della dott.ssa Pallottini, che l’ha sempre duramente criticata durante la sua carica di segretario della sezione locale del PD, la spinse a decidere per la lista Bartolacci. Questo fu il motivo principale del suo cambio di casacca e non la stupidaggine che lo fece per evitare che io diventassi capogruppo consiliare del PD.
 
Per non pesare sugli altri consiglieri di maggioranza, che con scaltrezza e furbizia e perché non sono scemi hanno rifiutato le tre deleghe più impegnative, ha deciso “spintaneamente” di prenderle lei. Un sacrificio che probabilmente in qualche modo verrà ricompensato. Mi dispiace dirlo ma, a oggi, queste sue deleghe non hanno ancora prodotto nessun risultato tangibile ma solo tanti interrogativi.
 
Gli interrogativi sul biodigestore glieli ho sottoposti due giorni fa e le risposte, anche se piene di inesattezze dovute alla pressione del deus ex machina e alla sua foga, le ha fornite mentre quelli sulla Protezione civile stanno ancora chiusi in un cassetto in attesa che lei possa trovare quelle risposte che non sarà mai in grado di dare. Oltre all’impegno, che le riconosco, sarebbe necessaria anche un minimo di competenza.
 
A proposito, avete modificato per ben due volte alcune parti del piano di protezione civile (novembre 2019 e maggio 2020) e tre dei 4 responsabili di funzione di supporto al sindaco ma chi andasse a leggere il piano sul sito istituzionale troverebbe ancora il Cap. Belli, la sig.ra Pucciotti e il sig. Cesetti che però da tempo si stanno beatamente godendo la pensione, lontani dai loro uffici.
 
Se non è stato ancora in grado, in otto mesi, di far apportare le correzioni, immediatamente esecutive approvate dalla Giunta, di quale profusione di impegno va parlando?
 
Devo venire io o le mando un mio solerte soldatino? Non ha che da chiedere.
 
Massima collaborazione. Non le darò buca. Promessa di boy scout.
 
Giurin giurello!
 
Regino Brachetti
 



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