• - ''ANDAVO A DORMIRE FUORI CASA PER NON SENTIRE QUELLA MUSICA ASSORDANTE'' - Succede a Tuscania - Toscanella - 2019


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• - ''ANDAVO A DORMIRE FUORI CASA PER NON SENTIRE QUELLA MUSICA ASSORDANTE''

Pubblicato da in Dal Web ·
L’articolo riguarda Bomarzo, ma l’ho voluto mettere perché mi ricorda molto alcune situazioni di Tuscania, mi ricorda quella persona che tutti i sabati insieme alla moglie andava a dormire nel casaletto di campagna per non sentire quella musica assordante, mi ricorda quella coppia amica di Roma che, dopo aver scelto di fare di Tuscania la loro seconda casa, hanno rinunciato a venire nei fine settimana perché Roma era meno rumorosa. Mi ricorda tutte quelle persone, anziani, malati e lavoratori che hanno subito in silenzio il godimento di pochi. L’estate è alle porte e il rischio che certi avvenimenti si possano ripetere è molto alto. Spero nel buon senso della gente. luigi pica.
 
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Fonte: ViterboNews24.it
 
Schiamazzi e rumori molesti fino a notte fonda nel circolo, gestori alla sbarra
 
BOMARZO - (b.b.) ''Quella musica era così assordante che in più di un'occasione sono stato costretto ad andare a dormire fuori casa. Riposare era impensabile. Schiamazzi, urla e canzoni fino alle 3 o alle 4 di notte. Vivere o dormire era praticamente impossibile''.
 
A parlare in aula è uno dei tanti vicini di casa di un circolo privato nato e attivo nel centro di Bomarzo, che secondo l'esposto presentato, avrebbe per anni costretto l'intero paese a partecipare - pur non volendo - alle proprie feste.
 
Per questo i due presidenti del circolo sono finiti alla sbarra: devono entrambi rispondere di disturbo della quiete pubblica.
 
Due gli episodi su cui si basa l'intera accusa: uno dell'ottobre del 2015 e l'altro dell'aprile del 2016.
 
''Hanno cominciato a far festa alle 10 di sera - ha spiegato in aula un maresciallo dei Carabinieri di Bomarzo - fino a mezzanotte abbiamo cercato di sopportare, poi arrivate le 3 di notte sono stato costretto a chiamare i miei colleghi: essendo un carabiniere, molti dei vicini di casa venivano da me per chiedere cosa poter fare. La situazione stava diventando insostenibile e imbarazzante''.
 
Neppure con le finestre chiuse e i tappi alle orecchie, si sarebbe riusciti ad eliminare il problema: ''Si sentiva comunque - ha precisato uno dei testimoni del pubblico ministero - fortunatamente ho una casa lontana 5 o 6 chilometri dal centro: parecchie volte sono andato a dormire lì''.
 
Ora, a distanza di anni e di un processo penale arrivato quasi alle battute finali, la situazione sembra essere tornata alla normalità: ''Dopo l'esposto - ha concluso il maresciallo - hanno cominciato a rispettare gli orari. Ora si sente la musica, ma allo scadere dell'ora consentita, arriva finalmente il silenzio''.
 
Si tornerà in aula l'8 maggio per la discussione.
 



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