● - LA CIOCCOLATA A SQUAJO. di Mauro Loreti. - Succede a Tuscania - Toscanella - 2021

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● - LA CIOCCOLATA A SQUAJO. di Mauro Loreti.

Pubblicato da in Mauro Loreti ·
CALDA, GUSTOSA, CREMOSA, LUCIDA E DENSA
CIBO PRELIBATO CONTRO LA CRISI E PER LA RIPARTENZA
 
A Tuscania  si prepara calda secondo un’antica ricetta.
In tutti i matrimoni, le cresime e le comunioni si gustava con i panini dolci.
E’ una bevanda dolce e densa a base di cacao, latte e zucchero.
Fin dal passato , ma in particolar modo nel 1900, la tradizione si affermò a Tuscania.
Il rinfresco nei matrimoni, nelle cresime e nelle comunioni prevedeva la cioccolata  a squajo calda in tazza con i panini, i pasticcini, la crostata, i liquori, la torta e lo spumante.
 
Dal 1947 i ristoratori Pietro Vincenti e Maria nel loro albergo ristorante AL GALLO , nel centro storico di Tuscania, custodivano la tradizione preparando la cioccolata  a squajo, cioè sciolta, e distribuendola alle famiglie tuscanesi e dei paesi vicini.


due nonni della cioccolata, nell'edizione del 2013 (foto di Sabino Buzi)
 
Viene preparata molto scrupolosamente seguendo la ricetta di Nonna Maria.
 
Il nipote di Pietro e Maria, Sergio Fornai, alcuni anni fa ebbe la bella idea di questa sagra per valorizzare il patrimonio sociale, culturale, artistico e gastronomico di Tuscania e della Tuscia.
 
Nella nostra regione la cioccolata a squajo è il primo nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali!
Mauro Loreti



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