● - LE SERENATE DI UNA VOLTA - Succede a Tuscania - Toscanella

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● - LE SERENATE DI UNA VOLTA

Pubblicato da in Blog Toscanella ·
(da “Tuscania non c’è più” di Pericle Scriboni - 1977)
 
Difficilmente, molti anni fa, le notti tuscanesi non erano rallegrate da serenate. Chitarre e mandolini, accompagnavano le canzoni cantate da Peppaccetto, Giggetto, Gesuè, il Covo, e da tanti altri noti e meno noti cantanti locali, fino a quando il decantato progresso, non è riuscito a cancellare tutto, con un colpo di spugna umida e fredda.
 
Allora le serenate avevano l’arcana  forza di fare accendere contemporaneamente tutte le luci, delle stanze delle belle, abitanti nel vicolo o la piazza; di creare la illusione che quel canto dolce, accorato, era per ognuna di esse, il saluto del ragazzo amato. Anche le madri svegliate dai canto, sorridevano felici da dietro gli scuri, ripensando alla loro giovinezza.
 
Chissà, quanto voleva dire quel tale, che usava fare lo serenate con il solo suo tamburo!? Non potendo scrivere oltre di quanto appresi e di quel che io vidi, scriverò delle serenate che meglio ricordo. Sovente mi domando perché oggi, non si facciano più serenate... forse, le gite facili in macchina o motoretta, gli incontri possibili ad ogni ora, le passeggiate nei boschi la familiarità con il sesso, la facile pornografia, le fughe illusorie dalla realtà con la droga, hanno tolto il fascino romantico alla notte, frenata la fantasia, tutto materializzato.
 
Sono cambiati i tempi e non possiamo fare altro, che prenderne atto. Però nessuno, può impedire ai “matusa” di sognare ancora un viso pulito, all'acqua e sapone, coronato da lunghi capelli, scendenti con ondulazioni irregolari sulle spalle.
 
Dove sono quegli occhioni celesti, tersi come il cielo? Dov'è quella fiorita veste, che scendendoti oltre il ginocchio, facendomi impazzire, mi costringeva a spogliarti?... Povero “matusa”, non vedi che oggi la gioventù, di te ride?
 
Forse continui a canticchiare “Vipera”, ti sembra di udire “La  Paloma”, oppure risenti quel, “Solo per te Lucia”, e mille altre canzoni sospirate, che vollisti nelle notti lontane? Ritorniamoci ancora, insieme a Bingi, Aldo, Menghino, Ricciotto, con Checco che canta Paloma, Natalino che gorgheggia “Son fili d’oro”, con Assirio che ci diletta con, “O sole mio”.
 
Fuggiranno ancora all'apparire dei carabinieri musici e cantanti, forse incontreremo nuovamente, quello stecchetti, che dichiarò guerra spietata alle nostre serenate. Ricordi? Tutto ci sembrava bello, anche le fughe d'innamorati, anche lo scalare quella finestra, lasciata appositamente per te aperta.
 
No, oggi non si fanno più le serenate, sono cose del passato, espressioni di un romanticismo fuori moda... Eppure, vorrei addormentarmi questa sera e sentire un'armonia, una canzone di quella gioventù, che ebbe poco, fu veloce, si ritrovò in guerra e ritornò anziana. Solo le canzoni cantate, udite, avvolgono tutto con l’impalpabile velo, che mosso da armonia, lascia rivivere tutta una vita, fatta di povertà, amore, poesia, sogni fugaci, desideri insoddisfatti, che nessuno dei “matusa” maledice, perché furono e sono, i ricordi cari di un tempo che nessuno, neanche lui, può cancellare.
 
Pericle Scriboni
 



1 commento
Mario Salvatori
2022-05-03 21:34:53
Alcuni anni fa' ho avuto il piacere di assistere ad una seranata stupenda . Un vicino di casa l'ha dedicata alla sua dolce ragazza. Sono rimasto basito. Una serenata. Che può sembrare una cosa strana in quel.momento ma ho apprezzato e goduto. E la casa che mi fa'piacere e che ad oggi anche se sono passati pochi anni,questa coppia di giovani convivono felicemente. Con l'augurio che possano continuare ad amarsi come il primo giorno che si sono conosciuti.

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