• - LA PASQUA SPARITA. di Silviera Cecilioni. Parte 1° - Succede a Tuscania - Toscanella - 2020

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• - LA PASQUA SPARITA. di Silviera Cecilioni. Parte 1°

Pubblicato da in Blog Toscanella ·
Le tradizioni, normalmente, sono tramandate attraverso le generazioni di padre in figlio ma purtroppo in tempi "veloci" come il nostro, molte vecchie tradizioni vanno sparendo per fare posto ad un progresso che travolge i ricordi. Per nostra fortuna, qualcuno ha pensato bene di farne una tesi di laurea: Silviera Cecilioni negli anni sessanta (1960-61), ha raccolto quelle tradizioni che altrimenti sarebbero andate irrimediabilmente perdute. Questa sua tesi è stata pubblicata in un libro: "Contributo allo studio delle tradizioni popolari di Tuscania" che io consulto gelosamente. Mi permetto da queste pagine di ringraziare Silviera, per la meravigliosa testimonianza che ci ha lasciato.
luigi pica
 
DOMENICA DELLE PALME. Già con la Domenica delle Palme si entra nel clima celebrativo della Settimana Santa. Il ramoscello d'ulivo è ritenuto efficacissimo, insieme alle candele del 2 Febbraio, a preservare da ogni male le case e i raccolti esse valgono inoltre ad allontanare i temporali.
 
Le palme benedette, che vengono distribuite in chiesa a ricordo dell'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme, non devono essere buttate via, quando vengono distribuite le nuove, ma sempre bruciate.
 
Se ne deve sempre tenere un ramoscello in casa, perché si ritiene che una casa senza la palma benedetta, sia una casa indifesa dagli spiriti cattivi, avendo questa il potere di portare la pace nelle famiglie.
 
In ogni parrocchia tra la distribuzione dei ramoscelli d'ulivo e la celebrazione della Messa, si fa in processione il giro esterno della Chiesa; viene prima il sacerdote con la Croce e due chierichetti ai lati, dietro vengono i fedeli, che, col ramoscello in mano, intonano canti liturgici.
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MERCOLEDÌ SANTO. Nel tardo pomeriggio, dopo la recita dell'«Ufficio delle Tenebre» i ragazzini, presenti in numero molto elevato, nel passato battendo i piedi su sedie e banchi, gridavano, suonavano le «raganelle» o «regole», (Battisterio) ad indicare la loro protesta contro la condanna a morte di Gesti. Oggi le loro «prestazioni» sono state abolite, e sono i sacerdoti che suonano le raganelle.

Durante l’«Ufficio delle Tenebre» in preparazione della morte di nostro Signore, si spengono successivamente le quindici candele (rappresentano i Salmi) poste su un «triangolo» di ferro.
Quella posta sul vertice del triangolo viene spenta per ultima e simboleggia la luce portata da Gesù nel mondo.
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GIOVEDÌ SANTO

 
A mezzogiorno si «legano» le campane. Al posto delle campane si odono gli striduli suoni delle «raganelle» o «regole» (strumenti di legno costituiti da una tavoletta rettangolare con un battente di ferro sulle due facciate, a forma di maniglia, che batte su due strisce di ferro, infisse sul piano). La mattina, alle 10 ha luogo la cosiddetta funzione degli «Olii Santi»; si preparano e si benedicono cioè gli olii per tutte le funzioni religiose. Anticamente, al termine della cerimonia si procedeva alla rituale «lavanda dei piedi»: assistevano alla funzione 12 vecchi scelti tra i più anziani del paese, che indossavano una lunga tunica di lana bianca (questa tunica veniva poi regalata loro, oltre a cinque lire).
 
Passava poi il Vescovo a lavar loro i piedi ed a baciarglieli. Verso le cinque pomeridiane in ogni Chiesa si celebra la Messa in onore dell'istituzione dell'Eucaristia, dopo di che viene esposto il Santo Sepolcro. Il popolo inizia allora la visita ai sepolcri e i fedeli fanno il giro di tutte le chiese del paese, recitando: "Me ne vado al monumento con gran pianto e gran lamento a cercar la Croce Santa".

Per l'occasione si prepara a festa l'altare principale della Chiesa, con fiori, luci, candele, veli, e con esposti i simboli eucaristici. Un addobbo caratteristico è costituito dai vasi con «il grano del sepolcro». Questo grano ha la particolarità di essere stato seminato il primo giorno di Quaresima e di essere stato messo in cantina, dove si sviluppa, ma con fili lunghi gialli, che ricadono ai lati. Sopra a questi vasi è messo un fiasco spagliato, dove si è messa in precedenza acqua colorata; infine si accende dietro un lumino, ed essi assumono cosi l'aspetto di palloncini colorati.
 
Le visite ai Sepolcri si possono effettuare fino alle sedici del Venerdì Santo, ma la maggiore affluenza è generalmente registrata il giovedì sera.

Di seguito un breve video dei cosiddetti sepolcri del 2003:



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