La manutenzione nel XVII secolo - L'Acquaforte

Vai ai contenuti

Menu principale:

La manutenzione nel XVII secolo

Comunque sia, l’abbandono dell’Acquaforte tra il XVI e l’inizio del XVII secolo è tanto evidente che le autorità comunali, alla fine dell’estate 1624, cercarono di correre ai ripari. È probabile che il Gonfaloniere del Popolo in carica, Mario Giannotti, e l’Anziano, Alessandro Fioravanti, abbiano cercato con ogni mezzo di riattivare la sorgente e ripulire la vasca dell’Acquaforte, magari anche dietro insistenza di persone interessate alla cura della pelle (si diceva che curasse soprattutto la rogna ed altre malattie), ma loro, da soli, non riuscirono ad ottenere alcun risultato concreto. Ormai la vasca era completamente interrata, proprio come lo è oggi.
Allora i due priori comunali decisero di sottoporre il problema all’attenzione del Consiglio Generale, e lo inserirono nell’ottavo punto all’o.d.g. della seduta consiliare prevista per il 24 settembre 1624. Ecco come essi formularono la proposta:
“8: havemo nel nostro tenimento, nella bandita di S. Savino, un’acqua minerale buonissima contro la rogna et altr’infirmità; nè si può godere, per essere riplena di terreno et altro, che con poca spesa si ridurrìa in stato da potersene servire comodamente”[9].

Manco a dirlo che la proposta venne approvata all’unanimità e si incaricarono i Priori, coadiuvati da due consiglieri appartenenti alla nobiltà locale, Marcantonio Giannotti ed il Capitano Fabrizio Pocci, affinché provvedessero a far ripristinare la vasca e la sorgente, dal momento che la somma necessaria non era poi molto rilevante. Siccome, a quei tempi, le casse del Comune erano perennemente vuote, per pagare gli operai essi vennero autorizzati ad attingere ai proventi derivanti dalla gabella che i cacciatori di uccelli (ucellatura) versavano al gabelliere appaltatore.[10].

Viene da pensare che i Priori, ma soprattutto i consiglieri Marcantonio Giannotti e Fabrizio Pocci abbiano fatto un ottimo lavoro, perché nei secoli successivi non ho più trovato lamentele sul funzionamento dell’Acquaforte: se, in séguito, si fossero verificati dei problemi, avremmo trovato certamente qualche riscontro nelle carte dell’Archivio comunale.

 
[9] Archivio Storico Comunale Tuscania, Serie: Registri dei Consigli. reg. n. 44 (1615-1636), c. 237r.
 
[10] Ecco come il segretario comunale ha sintetizzato la delibera approvata:
 
Super octava: il molto Illustre Magistrato [cioè i Priori] con li Signori Marc’Antonio Giannotti e Cap. Fabritio Poccia debbono ridurre in quel miglior stato, che giudicheranno a proposito, il bagno di S. Savino posto nel nostro territorio e si vaglino del retratto dell’ucellatura appaltata, fino alla somma necessaria (ivi, c. 238r).
 
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu